LAVORI D'AULA (4): “LA GIUNTA ADOTTI OGNI INIZIATIVA PER SCONGIURARE LA MANCATA REALIZZAZIONE DELLO SVINCOLO DI SCOPOLI SULLA SS 77 – Sì ALLA MOZIONE UNIFICATA DI RICCI (RP) E LEONELLI (PD)
L'Aula di Palazzo Cesaroni ha approvato, con 16 voti favorevoli e l'astensione del M5s, un atto consistente in un emendamento sostitutivo di due mozioni, quella del consigliere Claudio Ricci (Ricci presidente), già iscritta all'ordine del giorno, e quella del consigliere Giacomo Leonelli (Pd) avente l'obiettivo di realizzare lo svincolo di Scopoli sulla SS-77. L'emendamento, interamente sostitutivo del contenuto delle mozioni di Ricci e Leonelli, impegna la Giunta ad “adottare ogni iniziativa finalizzata a scongiurare la mancata realizzazione dello svincolo di Scopoli, interessando del problema anche il Ministro, e a riferire sugli esiti degli incontri all'Assemblea legislativa per gli atti conseguenti a tutela, anche normativa, delle opportunità di un'area fondamentale dell'Umbria”.
(Acs) Perugia, 3 novembre 2015 – L'Aula di Palazzo Cesaroni ha approvato, con 16 voti favorevoli e l'astensione del M5s, un atto consistente in un emendamento sostitutivo di due mozioni, quella del consigliere Claudio Ricci (Ricci presidente), già iscritta all'ordine del giorno, e quella del consigliere Giacomo Leonelli (Pd) avente l'obiettivo di realizzare lo svincolo di Scopoli sulla SS-77. L'emendamento, interamente sostitutivo del contenuto delle mozioni di Ricci e Leonelli, impegna la Giunta ad “adottare ogni iniziativa finalizzata a scongiurare la mancata realizzazione dello svincolo di Scopoli, interessando del problema anche il Ministro, e a riferire sugli esiti degli incontri all'Assemblea legislativa per gli atti conseguenti a tutela, anche normativa, delle opportunità di un'area fondamentale dell'Umbria”.
INTERVENTI
CLAUDIO RICCI (Ricci presidente): “LO SVINCOLO DI SCOPOLI È FONDAMENTALE PER L'ACCESSO ALLA VALLE DEL MENOTRE E ALLE AREE DEL SELLANESE E DELLA VALNERINA, per cui con la mozione si auspica la prosecuzione dei lavori e la conferma dell'impegno della Giunta nei confronti del governo affinché ciò possa avvenire. Il sopravvenuto parere non positivo, dovuto in particolare alle rampe di accesso e di uscita che avrebbero un notevole impatto e le considerazioni della Sovrintendenza che ha inteso voler tutelare una zona di interesse archeologico, non debbono fermare il completamento di un'opera che non è solo importante perché agevola un collegamento mancante, ma afferisce a norme di sicurezza sulla percorrenza ad una determinata velocità su curve a raggio variabile. Poi ci sono gli aspetti legati alla mitigazione ambientale e la cura nei movimenti terra per regolare l'impatto sul verde. La tutela è parola importante ma dietro c'è l'assunzione di responsabilità, quella di antropizzare armonicamente l'ambiente, quindi il mantenimento della vita minima di quei territori e della loro identità”.
GIACOMO LEONELLI (PD): “NON SI TRATTA DI UN SEMPLICE SVINCOLO, LA CUI TUTELA NON HA RILEVANZA, MA DI UN'OPERA SU CUI LA REGIONE HA LUNGAMENTE LAVORATO NEGLI ANNI PER DARE UNA RAMPA DI ACCESSO ALLA VALLE NORD, che sarebbe l'unico collegamento di quella valle all'infrastruttura principale, peraltro di un territorio profondamente ferito dal sisma del '97. Una zona che vuole rialzarsi e tornare ad essere competitiva anche grazie all'apertura con le Marche. Credo che prenderemmo in giro i cittadini se continuassimo a parlare di vincolo paesaggistico sotto quei piloni, come fa il Movimento 5 stelle. Occorre far ripartire il territorio. La gente sa bene che che la struttura è fortemente impattante, ma quei cittadini umbri non vogliono essere tagliati fuori. Non è una semplice battaglia per uno svincolo in più o in meno ma c'è di mezzo la dignità di un territorio e quella di tutta la regione, una regione che sa tutelare il paesaggio ma vuole e deve anche crescere, per cui chiedo la massima convergenza possibile sulla realizzazione dell'opera, se no si passerebbe un messaggio devastante, un altro schiaffo dopo quello della natura, dopo il disastro del sisma il non sfruttamento dell'opera avviata”.
ANDREA LIBERATI (M5S): “NOI STIAMO A QUELLE CHE SONO LE REGOLE. NON È IL MOVIMENTO 5 STELLE A ESPRIMERE PARERE CONTRARIO MA LO STATO. Non possiamo esprimerci favorevolmente. Dobbiamo trovare una soluzione nuova, ingegneristica, non impattante e che non bypassi i pareri tecnici. Ci asteniamo, anche perché l'eccesso di zelo della Sovrintendenza deriva anche dal fatto che ci sono processi in corso per atti contrari ai doveri d'ufficio”.
SILVANO ROMETTI (Socialisti e Riformisti): “OGGI È IMPORTANTE UN PRONUNCIAMENTO CHIARO DELL'ASSEMBLEA LEGISLATIVA. QUESTA È UNA VICENDA CHE HA DEL PARADOSSALE E CHE ALIMENTA LA DISTANZA DEI CITTADINI DALLA POLITICA. Qui siamo davanti ad una comunità che accetta una soluzione minimale pur di avere attenzione. Questa vicenda ha una storia. E tempo fa sembrava che le modifiche apportate al progetto avessero recepito le richieste della Sovrintendenza. E la cosa sembrava fatta. Tornare a parlare oggi della vicenda perché è cambiato qualche funzionario dello Stato è paradossale. Un pronunciamento forte dell'Aula potrebbe aiutare ad andare avanti e rispondere alle esigenze del territorio. I rapporti tra le istituzioni devono essere corretti e in questa vicenda non mi è sembrato che lo siano stati”.
RAFFAELE NEVI (Forza Italia): “SPERO CHE OGGI SI ARRIVI AD UN VOTO FORTE IN AULA: UNA VOCE CHIARA IN DIREZIONE DELLO STATO DALL'ASSEMBLEA LEGISLATIVA DELL'UMBRIA. IL cambio di un funzionario dello Stato non può cambiare l'idea dello Stato. Questa è la dimostrazione che siamo davanti a uno Stato poco serio. La politica dovrebbe indignarsi. Il consigliere Liberati per la prima volta dice una cosa in controtendenza rispetto a quanto detto fino ad ora. Il partito del no a tutto è quello che sconfigge la nostra regione, che non ci censente di fare nulla. Noi dobbiamo rivendicare l'autonomia del territorio, collaborare con le istituzioni, rispettare l'ambente per cercare che le infrastrutture si inseriscano nel modo migliore sul territorio. Ma dobbiamo garantire che l'Umbria esca da questo isolamento pesante che la impoverisce sempre più. È questo che spaventa gli investitori: ci vuole certezza dei tempi di realizzazione, di indicazioni. Ma in questo caso la colpa è del Pd perché il funzionario dello Stato dipende dal ministro Franceschini, dal Pd. Siete voi che bloccate questa opera. Questa è la schizofrenia di un partito umbro che non conta nulla a livello nazionale. Prendete coraggio e andate da Frnceschini a chiedere che rimuova i funzionari che cambiano idea ogni mattina”.
CATIUSCIA MARINI (Presidente della Regione): “Ricordo che la vicenda parte all'inizio degli anni Duemila, quando è stata concertata la decisione di uno svincolo a servizio della sicurezza stradale e in materia di protezione civile. Negli anni '90 c'erano tre progetti: uno privato, poiché allora si poteva, dell'ingegner Santagata, che prevedeva il collegamento tra Foligno e Colfiorito con attraversamento della valle del Menotre a Pale, un secondo di una società statale del gruppo Iri che prevedeva il collegamento di Colfiorito con la Flaminia passando per Capodacqua, e un terzo della regione Umbria, per la viabilità della valle del Menotre con passaggio nei pressi di Colfiorito, vicino Scifo. Poi è accaduta una cosa non secondaria: il sisma, che ha causato la chiusura della viabilità di una arteria nazionale, evidenziando la difficoltà anche di raggiungere le zone terremotate per gli interventi di protezione civile. Il governo stanziò 100 milioni di euro per migliorare il tracciato e aggirare le interruzioni. La Regione utilizzò solo una parte delle risorse, 46 milioni, e successivamente, con la Legge obiettivo del 2001 le risorse conversero verso la progettazione definitiva della Statale 77, essendo subentrata la società Quadrilatero, oggi riassorbita da Anas, e nel contempo le Marche realizzarono i lavori sul loro versante fino a Muccia. Di tutto questo hanno tenuto conto i progettisti, recuperando il progetto in origine dell'ingegner Santagata, per Colfiorito. Dunque l'attraversamento della Valle del Menotre era previsto tra Pale e Ponte Santa Lucia e fu avviata la fase partecipativa del progetto, l'unico momento in cui regione e Comune di Foligno hanno potuto esprimere il loro parere su un'opera, è bene ricordarlo, di competenza dello Stato. Il Comune chiese la tutela dell'ambiente e la Regione diede parere favorevole, chiedendo di intervenire per trovare altre soluzioni tecniche alla prima ipotesi progettuale di attraversamento 'a quadrifoglio' in raccordo con la statale. La regione sollevò anche un altro punto: non era possibile, per motivi di sicurezza, avere 17 chilometri senza nessuno svincolo. Il Cipe ha accolto la richiesta della regione di affrontare il tema, ma la sovrintendenza archeologica disse che lo svincolo a Pale non doveva essere realizzato perché c'è un'area archeologica da tutelare. Lo svincolo è stato allora rivisto e spostato a monte, verso Scopoli, lo disse il Ministero. L'Anas confermò la necessità dello svincolo per ragioni di sicurezza, essendo il tracciato in larga parte in galleria. La Quadrilatero avviò i lavori e furono recepite le indicazioni della sovrintendenza per quanto riguarda i materiali e la struttura dello svincolo, non più doppia, a quadrifoglio, ma con unico svincolo in direzione Foligno, Colfiorito, con impatto ridotto. Nel frattempo abbiamo realizzato strade di cantiere, più strette ma il tracciato è stato progettato riducendo ulteriormente l'impatto ambientale. Quindi con il decreto Sblocca Italia sono arrivate le risorse ed è stato presentato il progetto definitivo al Mibac, con oneri ben maggiori perché si tratta di svincolo di tipo centro storico vincolato, non da superstrada. Mentre è in corso il parere, avviene l'avvicendamento del sovrintendente dell'Umbria e a fronte di tutto quello che è stato fatto in 10 anni, con pareri favorevoli di tutti, arriva il parere negativo con decreto a firma diretta del Ministro. Chiaramente l'opera deve essere conclusa nel rispetto di quanto deciso. La Sovrintendenza stessa aveva il dovere morale e civile di dire che era partita 15 anni prima e ci si era arrivati con il parere favorevole del Ministero dei beni ambientali e culturali, non di Regione o Comune. Dobbiamo perciò chiedere, e ringrazio i consiglieri proponenti le mozioni, di far assumere le decisioni che permettano di portare a conclusioni i lavori”. PG/DMB