ACCIAIERIE DI TERNI: “LA REGIONE UMBRIA SUPERI L'INERZIA E ATTIVI UNA NUOVA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE PER IL POLO SIDERURGICO THYSSEN KRUPP” - INTERROGAZIONE DI LIBERATI (M5S)
Il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati, ha presentato una interrogazione a risposta immediata (question time) per chiedere all'Esecutivo di Palazzo Donini di procedere con una nuova Valutazione per l'impianto ambientale (Via) per il polo siderurgico Thyssen Krupp di Terni. Per Liberati una nuova valutazione sarebbe necessaria in seguito alle recenti analisi sull'inquinamento dei suoli, dei corsi d'acqua e dell'aria nella Conca ternana.
(Acs) Perugia, 21 ottobre 2015 – Il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati, ha presentato una interrogazione a risposta immediata (question time) per chiedere all'Esecutivo di Palazzo Donini di procedere con una nuova Valutazione per l'impianto ambientale (Via) per il polo siderurgico Thyssen Krupp di Terni. Il consigliere di opposizione chiede alla Giunta regionale di spiegare “come mai non abbia ancora sottoposto gli impianti Thyssen Krupp a una nuova Via e quando intenda procedere in tal senso, considerando che la cornice legislativa e i risultati dei monitoraggi da tempo individuano al riguardo una colpevole inerzia della Regione”.
Per Liberati “una nuova valutazione dovrebbe condurre anche a misure compensative, come quelle che la Thyssen offre alla comunità di Duisburg in Germania: risorse dirette, infrastrutture, riambientamenti, piantumazioni e altro”. In questo modo si potrebbe attivare “una non marginale riqualificazione turistico-paesaggistica, anche attraverso i fondi comunitari come progetti Life, fondi strutturali per l’innovazione tecnologica con valenza ambientale, bandi di efficientamento e collaborazione con le Università. Tutte misure che determinerebbero uno sviluppo più sostenibile e nuova, qualificata occupazione per l’Umbria”.
Andrea Liberati spiega che “l’acciaieria Thyssen Krupp di Terni ha ottenuto la Via nel 2005. Dalla fine del 2014 è stato aperto presso la Provincia di Terni il tavolo per l’aggiornamento dell’Autorizzazione integrata ambientale (Aia), rilasciata per la prima volta dalla Regione alla Thyssen nel 2010. Un aggiornamento reso necessario dall'esito dei controlli dell'Agenzia regionale per l'ambiente, che hanno segnalato come numerosi standard ambientali non fossero garantiti. Inoltre la Via rilasciata nel 2005 non assunse l’esistenza di corpi idrici a varie profondità, né la loro ormai accertata contaminazione da metalli pesanti, come dimostra quanto accaduto a seguito della costruzione della galleria stradale denominata ‘Tescino’. In sostanza essa ignorava l’estrema criticità della tenuta del fondo di alcune aree della discarica di scorie siderurgiche di Valle”.
Il consigliere di opposizione rimarca che “il riciclo delle scorie siderurgiche, previsto dall'Aia del 2010, è tuttora in grave ritardo. I rifiuti vengono conferiti nella discarica di Valle, ben oltre la previsione della Via rilasciata nel 2005, che non tiene inoltre conto di quanto emerso anche in termini di ammorbamento dell’aria, di inquinamento dei suoli e delle acque da metalli pesanti e dell’alta probabilità che l’estesa contaminazione alimentare da policlorobifenili (PCB) nelle uova prodotte in allevamenti rurali all’aperto, così come certificato lo scorso anno nella Conca Ternana da ASL-Ministero della Sanità, possa pervenire dalla medesima Thyssen Krupp, seconda azienda d’Europa per dispersione proprio di PCB in atmosfera secondo il Registro europeo delle emissioni 2012”.
Per Liberati, infine, “si è determinato un impatto ambientale ma anche socio-culturale che esigerebbe una nuova valutazione di impatto, così come previsto dalla normativa vigente. Essa prevede che qualora risultino impatti negativi ulteriori e diversi, ovvero di entità significativamente superiore, rispetto a quelli previsti e valutati nel provvedimento di valutazione dell'impatto ambientale, l'autorità competente, acquisite informazioni e valutati i pareri resi può modificare il provvedimento ed apporvi condizioni ulteriori. Se poi dall'esercizio dell'attività possono derivare gravi ripercussioni negative sulla salute pubblica e sull'ambiente, l'autorità competente (la Regione) può ordinare la sospensione dei lavori o delle attività autorizzate, nelle more delle determinazioni correttive da adottare”. MP/