ISTRUZIONE: “SPAZZARE VIA LE OMBRE LUNGHE CHE ANCORA MACCHIANO IL PRESTIGIO DELL'UNIVERSITÀ PER STRANIERI” - LETTERA APERTA AL RETTORE PACIULLO DI LIBERATI E CARBONARI (M5S)
I consiglieri regionali del Movimento 5 stelle, Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari, pubblicano una lettera aperta al rettore dell'Università per stranieri di Perugia, professor Giovanni Paciullo, chiedendo lumi sui conti economici dell'Università durante la reggenza del precedente rettore, l'attuale ministro dell'istruzione Stefania Giannini, in relazione ad articoli di stampa e notizie riguardanti l'indagine della Corte dei Conti sulla gestione economica del rettorato.
(Acs) Perugia, 16 ottobre 2015 – I consiglieri regionali del Movimento 5 stelle, Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari, pubblicano una lettera aperta al rettore dell'Università per stranieri di Perugia, professor Giovanni Paciullo, chiedendo lumi sui conti economici dell'Università durante la reggenza del precedente rettore, l'attuale ministro dell'istruzione Stefania Giannini, in relazione ad articoli di stampa e notizie riguardanti l'indagine della Corte dei Conti sulla gestione economica del rettorato.
“Il Movimento 5 Stelle – scrivono - finora ha fin qui preferito non esprimersi sulla questione dell’Università per Stranieri, evitando di turbare la fase delle candidature al rettorato, dopo le dimissioni del professor Giovanni Paciullo. Da ieri è noto come la sola predetta persona aspiri ufficialmente - e nuovamente - alla carica di massima rappresentanza della Stranieri. Il professor Paciullo parteciperà così a un'inesistente ‘competizione’: modalità e motivazioni tanto legittime quanto non condivisibili da questo Movimento. Crediamo, a maggior ragione, sia giunto il momento di porre l’accento su alcune vicende occorse in seno a Palazzo Gallenga, storie di primaria importanza sorprendentemente rimaste sopite a lungo nello stesso dibattito politico”.
“A seguito di preoccupanti articoli – proseguono - pubblicati sulla stampa regionale nell'ultimo anno, nonché di un pezzo diffuso da primaria testata nazionale (Repubblica, ndr.) nel giugno scorso (link: http://goo.gl/w1pXmF ), testi spesso ricchi di numerosi dettagli sulla non brillante governance dell’allora rettore Stefania Giannini, attuale ministro, il professor Giovanni Paciullo, ha assicurato di 'non aver operato alcun rilievo alla correttezza delle gare d'appalto, all'equilibrio di bilancio e alla gestione del rettorato del ministro Giannini'. Eppure la Corte dei Conti sta operando seriamente su specifici episodi, con controversie aperte il cui valore si aggira attorno ai 3 milioni di euro. Denari che rappresentano un impoverimento non astratto dell’Accademia cui si aggiunge quanto emerso a firma del cronista Zunino, secondo le cui non discutibili fonti (MIUR, Collegio Revisori dei Conti Università Perugia e altre) “In diverse note componenti del Cda hanno verbalizzato come l'attuale ministro quando si insediò come rettore aveva a disposizione un tesoretto di 9 milioni di euro e quando ha lasciato l'avanzo di bilancio era sceso a 2,5 milioni. Come li ha spesi questi 6,5 milioni, la Giannini?”
“Considerando – aggiungono Liberati e Carbonari - che stiamo addirittura riferendoci all’odierno capo del Dicastero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca; visto che risulta di pubblico interesse quel che finora pare rimasto sotto la cenere, sarebbe bene che il prof. Giovanni Paciullo, già deputato e pertanto magari più avvertito di altri dirigenti della complessità dei problemi, fornisse precise risposte a questa lettera aperta anche sulla scorta degli interrogativi posti dagli stessi giornalisti. Tutto ciò a voler tacere in tale sede di altro, a iniziare dalle risorse perdute a motivo della caduta negli indici VQR, afferenti periodi precedenti la stagione Paciullo: quali iniziative questi ha però assunto nei confronti dei professori trovati inattivi sulla ricerca, vista la penalizzazione cagionata all’Accademia e al mondo scientifico in virtù del loro non-lavoro? In un Paese e in una regione dove i buchi finanziari spuntano regolarmente troppo tardi, dove i controlli interni di gestione sono una chimera, dove perfino talune diocesi hanno subito il malaffare, dove il coraggio di onesti funzionari è non di rado 'premiato' con la marginalizzazione dei medesimi, dove una prolungata crisi economica scuote tuttora famiglie e imprese, è imperativo morale illustrare alla pubblica opinione in che modo il neo-candidato Paciullo si sia mosso su questi specifici argomenti nei suoi due anni di rettorato. E come intenda agire pro futuro – concludono - al fine di spazzare via ombre lunghe che ancora macchiano il prestigio della nostra Università”. RED/pg