GARANTE DETENUTI: “E CHI PENSA ALLE CONDIZIONI DELLA POLIZIA PENITENZIARIA?” - SQUARTA (FDI) CRITICO SU RELAZIONE ATTIVITÀ 2014, “UN DOCUMENTO IDEOLOGICO E INUTILE, COME IL GARANTE STESSO”
Il consigliere regionale Marco Squarta (Fratelli d'Italia) interviene in merito alla relazione sull'attività svolta nel 2014 depositata dal Garante dei detenuti. Squarta critica i contenuti del documento che valuta “inutile e ideologico” mettendo in evidenza come il Garante “ignori totalmente le condizioni degli operatori penitenziari, che vivono situazioni di forte disagio”.
(Acs) Perugia, 13 ottobre 2015 – “La relazione presentata dal Garante per i detenuti sull'attività svolta nel 2014 (http://goo.gl/xSRqt0) dimostra, essendo un documento ideologico e prevenuto, l'inutilità stessa di questa figura. Anziché concentrarsi sul problema, grave e annoso, del sovraffollamento, la relazione si pone infatti come un documento inquisitorio nei confronti dell'amministrazione penitenziaria, scambiando le proprie funzioni di garanzia con funzioni ispettive”. Lo afferma il consigliere regionale di Fratelli d'Italia Marco Squarta, facendo riferimento al documento recentemente depositato all'Assemblea regionale ed ora all'attenzione della Terza commissione.
Secondo Squarta “il Garante, per svolgere le funzioni assegnategli dalla legge deve poter incontrare e interloquire con i detenuti così come con i rappresentanti dell'amministrazione penitenziaria. Risulta però evidente che la possibilità di entrare nei penitenziari non possa essere estesa, come lamentato nella relazione, anche ai suoi collaboratori, a cui non è consentito di svolgere l'attività di garanzia in sua assenza. Risulta altrettanto discutibile – continua – che a fronte di una copertura sanitaria garantita per 24 ore giornaliere, garantita anche con l'assunzione di nuovi medici, il Garante obietti rispetto al nuovo personale sanitario una presunta, scarsa, preparazione e conoscenza dei problemi di salute dei detenuti”.
Secondo Marco Squarta sono “due le questioni che dimostrano una inaccettabile iniquità di trattamento tra operatori di polizia penitenziaria e detenuti. La prima riguarda la Legge di stabilità 2014, in cui è prevista una interpretazione autentica retroattiva della norma contrattuale della Polizia Penitenziaria stabilendo che 'la prestazione lavorativa resa nel giorno destinato a riposo settimanale o nel festivo infrasettimanale, non dà diritto a retribuzione di lavoro straordinario se non per le ore eccedenti l’ordinario turno di servizio giornaliero'. L'altra questione – spiega Squarta - è legata al decreto legge '92/2014' (risarcimento ai detenuti). Il provvedimento che prevede 'misure riparatorie in favore dei detenuti che hanno scontato la pena in una condizione di sovraffollamento'. Questo decreto – rimarca il capogruppo regionale di FdI - è costato 5milioni di euro per l'anno 2014, 10milioni di euro per l'anno 2015 e 5milioni 372mila di euro per l'anno 2016 di rimborsi ad ex detenuti che hanno scontato la pena in condizioni di sovraffollamento. Lo Stato in pratica è impegnato a spendere milioni di euro per risarcire ex detenuti, quando avrebbe invece potuto elaborare politiche che incentivassero l'edilizia penitenziaria garantendo condizione di detenzione adeguate ai principi della Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo”.
“Sebbene sia certamente necessario garantire adeguate condizioni di vita all'interno degli istituti penitenziaria – conclude – riteniamo prioritario garantire condizioni di vita e lavoro più dignitose in primo luogo per coloro che nelle carceri ci lavorano. E poi chiaramente anche ai detenuti. Prospettare inoltre la certezza di violazioni delle norme e dei diritti dei reclusi, anche a fronte di notizie di cronaca che sembrano dimostrare il contrario, appare decisamente fuori luogo”. MP/