PROVINCE: “A TERNI IL SALARIO DEI DIRIGENTI SI IMPENNA DEL 30 PER CENTO NEL 2015” - NOTA DI LIBERATI (M5S) “È UN INCREMENTO IMMORALE”
Il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati, denuncia che “il salario dei dirigenti della Provincia di Terni nel 2015 è salito del 30 per cento, grazie all'accordo agostano tra il sindacato dirigenti e l'Amministrazione provinciale”. Per Liberati si tratta di un “incremento immorale” che avviene “mentre le Province sono nella terra di nessuno, mentre impiegati e quadri subiranno decurtazioni dei salari e mentre i cittadini scontano difficoltà nella fruizione di servizi”.
(Acs) Perugia, 1 ottobre 2015 - “Un buco per milioni di euro: tra Perugia e Terni abbiamo due enti ridotti a rottami grazie all'attuale classe politica. E finalmente escono i numeri ufficiali di questo disastro”. È quanto dichiara il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati.
“Come noto – spiega Liberati - gli enti provinciali in default sono prevalentemente al Sud Italia: con tali storie emerge come la meridionalizzazione dell'Umbria sia ormai plateale. E come le ingiustizie in seno alle morenti Province proseguano e si consolidino. Oggi, infatti, scopriamo che mentre i dirigenti della Provincia di Perugia si dichiarano, con un comunicato ufficiale, disponibili 'a fornire un proprio contributo di solidarietà', esprimendo 'apprezzamento e stima per i propri colleghi', a Terni si strappano ancora ricchi premi. Lo fanno grazie all'accordo agostano tra il sindacato dirigenti (Direl) e l'Amministrazione provinciale di Terni, patto che Cgil e Cisl hanno giustamente rifiutato di firmare, che prevede una ripartizione del fondo dirigenziale atta a erogare il 30 per cento in più dello stipendio ai dirigenti medesimi: costoro passano da un compenso mensile minimo di 133mila 559 euro, a uno massimo pari a 138mila 300 euro contro i 101/106 mila dello scorso anno. Essendo diminuite funzioni e dirigenti, il relativo fondo è assurdamente rimasto intatto, come se numero e competenze degli apicali fossero sempre uguali al passato: il risultato di una simile trattativa è che ai dirigenti residui andranno molti più soldi”.
“Così – prosegue Liberati - alcune persone a Terni registrano un immorale incremento dei loro compensi, superando tutti gli stipendi dei colleghi provinciali di Perugia, e venendo scavalcati soltanto da quattro direttori della Regione. Questo mentre le Province sono ormai nella terra di nessuno, mentre impiegati e quadri subiranno ulteriori decurtazioni dei propri salari, e mentre i cittadini scontano difficoltà nella fruizione di servizi che lo Stato e la Regione ben poco remunerano”. RED/dmb