REFERENDUM “NO TRIVELLAZIONI”: SECONDA COMMISSIONE RINVIA LA DISCUSSIONE PER UN APPROFONDIMENTO DELL'ATTO RICHIESTO DAI CONSIGLIERI DEL PARTITO DEMOCRATICO
La Seconda Commissione consiliare, presieduta da Giuseppe Biancarelli, ha discusso la proposta di referendum abrogativo di alcune parti dell’articolo 38 della legge 'Sblocca Italia' e di norme ad esso correlate e dell'articolo 35 del 'Decreto sviluppo'. In sintesi, si vogliono eliminare le norme che vietano alle istituzioni locali, e alle regioni per ciò che riguarda le autorizzazioni di tipo minerario, di opporsi al divieto di attività di prospezione, ricerca e coltivazione degli idrocarburi liquidi e gassosi. La Commissione, chiamata a dare il proprio parere, indispensabile per l'approdo in Aula dell'atto già nell'Assemblea di oggi, ha deciso invece, su proposta dei commissari del Partito democratico presenti, di rinviare il voto per approfondimenti della materia alla presenza di tecnici dell'assessorato regionale.
(Acs) Perugia, 22 settembre 2015 - La Seconda Commissione consiliare, presieduta da Giuseppe Biancarelli ha discusso la proposta relativa alla previsione di referendum abrogativo di alcune parti dell’articolo 38 della legge sblocca Italia e di norme ad esso correlate e dell'articolo 35 del decreto sviluppo. In sintesi, si vogliono eliminare le norme che vietano alle istituzioni locali, e alle regioni per ciò che riguarda le autorizzazioni di tipo minerario, di opporsi al divieto di attività di prospezione, ricerca e coltivazione degli idrocarburi liquidi e gassosi. Una scelta a cui stanno aderendo diverse Regioni italiane (l'articolo 75 della Costituzione prevede che siano almeno 5 i Consigli regionali a richiedere referendum abrogativi, totali o parziali). La Commissione, chiamata a dare il proprio parere, indispensabile per l'approdo in Aula dell'atto già nell'Assemblea di oggi, ha deciso invece, su proposta dei commissari del Partito democratico presenti, di rinviare il voto per approfondimenti della materia alla presenza di tecnici dell'assessorato regionale.
Critiche sulla decisione del Partito democratico (Leonelli e Smacchi) sono giunte sia dai commissari delle opposizioni che della maggioranza (Rometti e Biancarelli), i quali hanno condizionato il loro voto favorevole al rinvio con l'impegno della Commissione e dell'Assemblea legislativa di trattare l'argomento in tempi utili (entro il 30 settembre il termine ultimo del deposito dei quesiti all’Ufficio centrale presso la Corte di Cassazione).
Giacomo Leonelli (Pd) ha sottolineato, tra l'altro che “l'Umbria non ha interessi diretti con questo tipo di problematica. Andremmo contro decisioni governative che non ci riguardano”. Silvano Rometti (Socialisti e Riformisti) ha detto di non condividere la presa di posizione del Pd, “nelle questioni ambientali – ha spiegato – il metodo è sostanza. I cittadini devono poter dire la loro su temi che li riguardano direttamente. Saremo sicuramente in minoranza rispetto alle scelte di altre Regioni”. Secondo Claudio Ricci (Portavoce centrodestra e liste civiche), “è giusto dare la parola ai cittadini prima di decidere. Il nostro auspicio è che l'atto possa essere votato dall'Assemblea in tempi utili”. Particolarmente critico Valerio Mancini (Lega nord) che si è dichiarato “basìto per la decisione del rinvio. Il referendum – ha detto – è una espressione forte della democrazia a prescindere da posizioni politiche o economiche. È una negazione dell'espressione democratica dei cittadini, ma del resto il Partito democratico non è abituato a far votare la gente”. Per Andrea Liberati (Movimento 5 Stelle), “Quanto successo negli ultimi 20 anni in Basilicata non è detto che possa accadere anche qui. La decisione di oggi pesa sulla coscienza. I destini accaduti ad altri soggetti potrebbero appartenere anche a noi. Ieri in conferenza dei capigruppo ci siamo capiti benissimo, ma poi Leonelli è andato a Roma. Sconcerta il fatto che i consiglieri del Pd non si siano parlati, a partire dalla presidente dell'Assemblea legislativa, con lo stesso capogruppo del suo partito. Auspico che in futuro non si ripetano simili situazioni”.
Il presidente della Commissione Biancarelli, infine, si è detto sorpreso per la decisione del Pd rimarcando che, “con ogni probabilità, nella riunione dei capigruppo di ieri abbiamo evidentemente capito cose diverse”. AS/