Regione Umbria - Assemblea legislativa


QUESTION TIME (3): “NEL BANDO MANCA PERCORSO SPECIFICO PER ALCUNE LAUREE” - MANCINI (LEGA) INTERROGA, ASSESSORE BARTOLINI RISPONDE: “MISURA EUROPEA, DELIBERA MODIFICATA E AMMISSIONE PER ALTRE FACOLTÀ”

 

(Acs) Perugia, 15 settembre 2015 - Durante la seduta odierna dell'Assemblea legislativa dell'Umbria il consigliere regionale Valerio Mancini (Lega Nord) ha presentato una interrogazione a risposta immediata per chiedere alla Giunta regionale “per quali motivi nella procedura selettiva pubblica per l'assunzione a tempo determinato di 71 unità di personale di categoria D (istruttore direttivo amministrativo) non è stato previsto uno specifico percorso per il reclutamento di personale in possesso del diploma di laurea in Sociologia, Lettere, Filosofia o Psicologia, di cui la Giunta ha ammesso di avere bisogno”.

Mancini ha sottolineato che “i titoli di studio richiesti per l'ammissione alla procedura selettiva per l'assunzione con profilo di istruttore direttivo amministrativo sono: diploma di laurea in Giurisprudenza o Scienze politiche o Sociologia o Lettere o Filosofia o Psicologia, ma le materie di esame previste sono elementi di diritto comunitario, norme di attuazione dei fondi strutturali europei ed elementi di diritto amministrativo. Si verifica una evidente discordanza tra la formazione universitaria acquisita dai laureati in sociologia, lettere filosofia e psicologia e le materie di esame, che afferiscono tutte alle discipline giuridiche. Pertanto i laureati in discipline umanistiche non potranno concorrere 'ad armi pari' con i candidati laureati in Giurisprudenza o Scienze politiche, il che potrebbe dar luogo ad una lesione della parità di accesso dei candidati".

L'assessore Antonio Bartolini ha risposto spiegando che “il piano di rafforzamento amministrativo è stato richiesto dalla Commissione europea. Esiste una misura comunitaria che porta questo nome e serve a consentire alle Regioni di poter spendere tutte le risorse assegnate, cosa che ad oggi non avviene. A Bruxelles è emerso che manca un rafforzamento specifico sulla tematica dei fondi comunitari. Si punta dunque ad assumere personale  a tempo determinato che sia in grado di portare all'impiego massimo delle risorse. Le materie di esame sono dunque relative a questa finalità. La risposta è dunque che non ci sarebbe consentito dalla Commissione prevedere prove specifiche per le materie indicate. Ed anzi la prova concorsuale è aperta a profili anche non giuridici, proprio per garantire parità di acceso. Ieri in Giunta abbiamo provveduto con delibera a modificare la procedura di iscrizione, da cui ad oggi risultano 5mila domande con un trend in aumento. Abbiamo dovuto quindi rivedere le prove di accesso, introducendo una prova pre selettiva con un quiz a risposta chiusa che verrà effettuata da una società primaria del settore che garantisca imparzialità, segretezza e serietà. L'obiettivo – ha specificato Bartolini - è di ammettere un numero di candidati cinque volte superiore a quello dei posti da coprire. Abbiamo deciso di introdurre come metodo di scelta della commissione il sistema previsto per le prove dei dirigenti di secondo livello: un membro interno e gli altri scelti da un albo a cui potranno candidarsi commissari qualificati a livello nazionale in modo da seguire la procedura più trasparente possibile. Estenderemo infine l'ammissione anche ai laureati in scienze della comunicazione, scienze biologiche e lingue”.

Il consigliere Mancini si è detto “soddisfatto della risposta alla luce dell'apertura ad altre figure professionali”. MP/


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