Regione Umbria - Assemblea legislativa


CITTÀ DI CASTELLO: “L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE TIFERNATE IN GRAVE RITARDO SULLE SOCIETÀ PARTECIPATE E COSTRETTA DALLE NORMATIVE A SEMPLIFICARE” - INTERVENTO DI LIGNANI MARCHESANI (FDI)

(Acs) Perugia, 2 aprile 2015 - “Che senso ha continuare a mantenere partecipate al 100 per cento da parte del Comune di Città di Castello e, soprattutto, che prospettiva può invece avere la dismessa Polisport in un futuro prossimo di collocazione nel mercato?”: il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani (FDI) critica l'Amministrazione comunale tifernate.

“La diminuzione delle società partecipate e la loro revisione – spiega Lignani - sono sempre state richieste a gran voce dal centrodestra, ma è incontestabile che l'Amministrazione comunale ha agito in tal senso perché costretta dagli eventi e da un preciso dettato normativo della Legge di Stabilità 2015. La scadenza del 31 marzo è comunque vincolante solo per la presentazione del Piano, che dovrà essere attuato entro il 31 dicembre. Comprendiamo coloro che hanno espresso parere favorevole alla rivisitazione delle partecipate, considerandolo un riconoscimento dell'azione svolta negli anni, ma hanno ragione da vendere i consiglieri comunali Sandro Busatti e Valerio Mancini nel contestare l'insufficienza della riforma e l'incoerenza di un agire a dir poco altalenante di sindaco e giunta”.

“Quali invece – continua - le prospettive della dismessa Polisport? Giova ricordare che il bilancio di questa società trovava un suo equilibrio grazie a periodici interventi del Comune, anche attraverso la votazione di debiti fuori bilancio. Fosche nubi si addensano sui lavoratori di Polisport, troppo spesso illusi all'ombra della clientela politica e oggi, di fatto, lasciati a sé stessi. Sulla carta potrebbero in parte essere reinseriti in Sogepu, mentre altri potrebbero confluire nella società che si accinge a gestire quasi tutte le piscine umbre. Con quali modalità contrattuali e con quali certezze, visto anche il trattamento riservato ai dipendenti delle Province, non è dato sapere. Diversa e migliore sarebbe stata una indagine razionale e preventiva fatta negli anni scorsi, considerato che la tendenza di snellimento della macchina pubblica ha ormai preso un'accelerazione irreversibile dal 2011 e che presto dovranno essere immessi nelle costituende Unioni dei Comuni lavoratori provenienti proprio dalle Province. Inoltre, non sono ancora emersi i risparmi che si potrebbero ottenere con la revisione di emolumenti e della governance delle partecipate rimaste inopinatamente in piedi”.

“In un momento così difficile – conclude - ben poco si possono aspettare i cittadini tifernati da una amministrazione che 'subisce' gli eventi invece di aggredire con forza il futuro”. RED/pg


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