POLITICA: “POLITICHE DI GENERE E PROPOSTA POPOLARE SU SANITÀ VITTIME DI ACCORDI BIPARTISAN” - DOTTORINI (IDV) “UN MODO POCO ELEGANTE PER AFFOSSARE TEMI IMPORTANTI E PROPOSTE AVANZATE DA MIGLIAIA DI CITTADINI”
Il consigliere regionale Oliviero Dottorini (Idv) intervenendo in merito alla seduta di ieri dell'Assemblea legislativa, durante la quale “è stata esclusa per un presunto e non causale vizio procedurale la proposta di legge popolare sulla sanità e non è stata ammessa la trattazione della proposta di legge sulle 'politiche di genere' e 'per una nuova civiltà delle relazioni tra uomini e donne'”, definisce l'accaduto “un modo poco elegante per affossare temi importanti e proposte avanzate da migliaia di cittadini umbri. I promotori e le associazioni coinvolte – aggiunge - sanno benissimo come e chi è responsabile dell'insabbiamento dei due disegni di legge”.
(Acs) Perugia, 27 marzo 2015 - “Politiche di genere e proposta popolare sulla sanità sono le vittime sacrificali di questa fine legislatura. È grave che il Consiglio abbia rifiutato di affrontarle venendo meno ad impegni assunti da tempo. Oggi arrampicarsi sugli specchi non serve più a nulla”. Sono le parole con cui il consigliere regionale Oliviero Dottorini (Idv) commenta l’ultima seduta dell'Assemblea legislativa durante la quale “è stata esclusa per un presunto e non causale vizio procedurale la proposta di legge popolare sulla sanità e non è stata ammessa la trattazione della proposta di legge sulle 'politiche di genere' e 'per una nuova civiltà delle relazioni tra uomini e donne'” (la proposta di inserimento da parte di Dottorini è stata bocciata con 18 voti contrari e 3 a favore).
Per Dottorini, che nella nota fa riferimento al suo ruolo di presidente dell'Associazione 'Umbria migliore', “si tratta in entrambi i casi di un modo poco elegante per affossare temi importanti e proposte avanzate da migliaia di cittadini della nostra regione. I promotori e le associazioni coinvolte sanno benissimo come e chi è responsabile dell'insabbiamento dei due disegni di legge. Nel caso della proposta di iniziativa popolare sulla sanità – spiega Dottorini - un escamotage procedurale ha fatto sì che il testo, pur approvato da molte settimane dalla Prima commissione e pur inserito all’ordine del giorno, non sia stato esaminato, dando un segnale pessimo agli oltre 3mila cittadini che lo avevano sottoscritto. Come già avvenuto per gli 8500 sottoscrittori della petizione contro la trasformazione della E45 in autostrada, si è preferito mettere la testa sotto la sabbia e affossare tutto piuttosto che affrontare a viso aperto una discussione sui temi posti e accuratamente mediati da un lungo confronto di commissione”.
“Riguardo alle politiche di genere – va avanti Dottorini, che è anche presidente della Prima commissione dell'Assemblea legislativa - non si capisce sulla base di quale patto Pd, Psi e centrodestra siano giunti a sacrificare un testo in discussione da molti mesi e ritenuto elemento fondamentale delle politiche regionali. La mia proposta di inserire il tema all’ordine del giorno è stata bocciata in maniera clamorosa e bipartisan, come se il tema non fosse condiviso nei suoi contenuti e nella sua urgenza. Su questo argomento poi, come è evidente, la Prima Commissione non ha alcuna competenza e chiamarla in causa come luogo di patti politici dimostra solo scarso senso delle istituzioni”.
Per Dottorini, in conclusione, “quelli di ieri non sono certo bei segnali che si trasmettono alla comunità regionale. Credo che a rimetterci sia innanzitutto la credibilità delle istituzioni e a pagarne le conseguenze saremo tutti noi”. RED/as