POLITICA: “RINVIATE ALLA PROSSIMA LEGISLATURA LE NORME SU POLITICHE GIOVANILI E SULLE CORRETTE RELAZIONI TRA UOMINI E DONNE” - PER LIGNANI MARCHESANI (FDI) È L'EFFETTO DI UNA “EFFICACE AZIONE DELL’OPPOSIZIONE”
Il consigliere Andrea Lignani Marchesani (Fratelli d'Italia) interviene in merito al rinvio al rinvio delle norme su politiche giovanili e di genere. Per Lignani una parte della maggioranza ha tentato di “approvare norme subdole, che nel lungo periodo avrebbero prodotto conseguenze devastanti”.
(Acs) Perugia, 27 marzo 2015 - “Dietro la facciata di un sostegno alle nuove generazioni ed alla tutela delle donne nei confronti della violenza maschile si voleva solo una celere approvazione di norme subdole, che nel lungo periodo avrebbero prodotto conseguenze devastanti”. Lo afferma il consigliere Andrea Lignani Marchesani (Fratelli d'Italia), spiegando che “a margine della manovra di bilancio e prima del termine ultimo per legiferare nella IX legislatura (il 27 marzo alle 24) la maggioranza regionale - o parte di essa - ha provato ad inserire dei provvedimenti con mere finalità elettorali”.
L'esponente dell'opposizione consiliare evidenzia che “le politiche giovanili presenti nel disegno di legge presentato dalla Giunta regionale erano infatti assolutamente paternalistiche, irrispettose della creatività delle nuove generazioni e creavano una filiera clientelare 'Regione-associazionismo-fruitore' dall’evidente sapore elettoralistico. Mentre la legge sulle relazioni uomo-donna – aggiunge - potrebbe essere chiamata più propriamente 'legge del genere', un termine di cui si abusa nell’articolato con lo scopo smaccato di creare confusione tra il termine 'sesso' e appunto il termine 'genere'. In un futuro neanche troppo lontano differenti associazioni, ispirate ai più svariati gusti sessuali (ognuno corrispondente ad un genere) – rileva Lignani - avrebbero potuto rivendicare la quota di loro spettanza indicata da questa norma, che infatti prevede per qualsivoglia incarico regionale (assessori, consiglieri di partecipate, revisori) una parità tra generi”.
Secondo Lignani Marchesani si trattava di “una norma assurda, che al momento è stata scongiurata grazie ai componenti di opposizione della Prima Commissione che, con la loro azione ostruzionistica sul bilancio, hanno costretto la maggioranza (trovando in verità terreno fertile tra i maschietti del Pd) a stralciare i due disegni di legge ed a rinviarli alla prossima legislatura. E questo, occorre ribadirlo all’assessore Carla Casciari, è stato in ogni caso frutto di un accordo politico obbligato, poiché l’approvazione del bilancio sarebbe stata impossibile con la minoranza impegnata sul fronte ostruzionismo: evidentemente il centrosinistra ha dovuto cedere qualcosa, una volta tanto in modo appropriato. Certe tematiche – continua - è bene, infatti, discuterle ed approfondirle con la dovuta calma, senza tentare di portare a casa ad ogni costo e per fini terzi provvedimenti di legge poco meditati o peggio confusionari. Il nostro impegno, come centrodestra, sarà perciò – conclude Lignani Marchesani - di rimodulare le due norme nei prossimi cinque anni di attività legislativa regionale, riportandole alla finalità citate nel titolo dei disegni di legge, cioè creare sul serio concrete opportunità giovanili e tutelare le donne dalla violenza”. RED/mp