MALTEMPO: “SPIEGARE INTERVENTI TARDIVI PER EMERGENZA DI INIZIO MARZO” - INTERROGAZIONE DI LIGNANI MARCHESANI (FDI) CHE CHIEDE UNA “PIÙ EFFICACE ATTIVITÀ DI PREVENZIONE”
Il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani (Fratelli d'Italia) ha presentato un'interrogazione sull'emergenza maltempo che ha colpito l'Umbria all'inizio di marzo per capire “come mai si è intervenuti tardivamente nel coordinamento degli interventi”. Per Lignani è necessario “riprogrammare i piani di emergenza regionali, assicurando una efficace prevenzione dal rischio vento ed un rapido intervento per future emergenze simili a quella che ha colpito in particolare il comune di San Giustino”.
(Acs) Perugia, 12 marzo 2015 – “Capire perché si è intervenuti tardivamente nel coordinamento della fase di emergenza per i gravi danni causati dalla tempesta di vento della notte tra il 4 ed il 5 marzo scorso. E capire quali provvedimenti si intendano prendere per una efficace attività di prevenzione di futuri eventi similari”. È questo il contenuto di un'interrogazione a risposta immediata che il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani (Fratelli d'Italia) ha presentato alla Giunta.
“Nella notte tra il 4 ed il 5 marzo 2015 – spiega Lignani - si è abbattuta sul territorio nazionale un’ondata di maltempo caratterizzata da neve e forti venti, ad oltre i 100 chilometri orari, che nella nostra Regione ha colpito principalmente i territori limitrofi al Lago Trasimeno e soprattutto l’Alta Valle del Tevere. Nei piani di Protezione Civile in Umbria non è stata prevista la 'emergenza vento', non essendosi effettivamente mai in passato verificate situazioni simili a quelle di inizio marzo. I danni alle persone sono stati limitati soltanto perché la tempesta di vento ha raggiunto il suo acme in piena notte ma, al contrario, sono stati ingenti i danni ad abitazioni e strutture industriali, causati anche dal crollo di alberi presenti nelle aree verdi vicine”.
“San Giustino, il Comune umbro maggiormente colpito, per ore – scrive Lignani nel suo atto ispettivo - ha visto solo il Sindaco intervenire in prima persona per coordinare le azioni di intervento, sembra non avvisando Prefettura o Protezione Civile regionale dei danni subiti dal suo territorio. I cittadini della zona maggiormente colpita sono stati privi di luce, acqua e servizi essenziali, in molti casi anche per quattro giorni, senza che le autorità preposte si accorgessero del loro disagio. Una carenza dovuto alla mancanza di comunicazione tra il territorio e la struttura centrale dell’emergenza, il Centro Funzionale della Regione, che si è limitato a fornire i bollettini meteo e non ha diffuso comunicazioni sulla reale gravità della situazione. Inoltre la Prefettura di Perugia solo dopo tre giorni dai fatti ha organizzato un incontro per la valutazione della situazione insieme agli Enti interessati, quando già alle prime segnalazioni avrebbe dovuto aprire opportunamente e prontamente il Centro Coordinamento Soccorsi per coordinare, le operazioni di soccorso insieme ai rappresentanti di Regione Umbria, Provincia di Perugia, Vigili del Fuoco, Forze dell’Ordine, Enel, Umbra Acque, Ufficio Scolastico Regionale, ASL ed altri soggetti istituzionalmente previsti in questa fase. In ogni caso la Regione Umbria, già alle prime notizie dell’accaduto, avrebbe dovuto sollecitare la Prefettura per un efficace azione di coordinamento dei soccorsi, lasciando invece i sindaci dei comuni colpiti sostanzialmente da soli nella gestione dell’emergenza”.
“Per questo – prosegue Lignani - vanno rivisti i piani di Emergenza della Protezione Civile regionale, includendo anche il vento quale causa di calamità naturale. Inoltre è necessario chiarire con la Prefettura i motivi dell’insufficiente azione di coordinamento dei soccorsi e del ritardo della convocazione dei soggetti interessati al coordinamento dei soccorsi. Infine è necessario provvedere ad una attenta valutazione della situazione nelle aree verdi cittadine, lungo le strade e nei pressi di edifici pubblici (scuole, ospedali, impianti sportivi, ecc.) circa la presenza di specie arboree poco resistenti al vento come pini o cipressi, prevedendo una loro possibile sostituzione”.
“Alla luce dei ritardi segnalati nel coordinamento dei soccorsi – conclude Lignani – chiedo di conoscere quali azioni abbia intenzione di esperire la Giunta per riprogrammare i piani di emergenza regionali ed assicurare una efficace prevenzione dal rischio vento ed un rapido intervento per future emergenze simili a quelle dei primi giorni di marzo 2015”. RED/dmb