Regione Umbria - Assemblea legislativa


LEGGE ELETTORALE: “UNA NORMA ASSURDA MA PER CRITICARLA LASCIAMO IN PACE I CERI” - NOTA DI GORACCI (CU)

In sintesi

Il consigliere regionale Orfeo Goracci (Comunista Umbro) interviene sulle polemiche sollevate dall'articolo del Corriere della Sera sulla legge elettorale umbra, commentando in particolare un intervento che “per spiegare la norma si rifà ai Ceri di Gubbio”. Per Goracci la legge “è semplicemente assurda: per criticarla possiamo usare tante forme e riferimenti diversi, ma, per favore, lasciamo in pace i Ceri”.

(Acs) Perugia, 10 marzo 2015 – “La legge elettorale umbra è semplicemente assurda: per criticarla, possiamo usare tante forme e riferimenti diversi, ma, per favore, lasciamo in pace i Ceri”. È quanto dichiara il consigliere regionale Orfeo Goracci (Comunista Umbro). Goracci ricorda come “molto modestamente, che la legge elettorale umbra fosse un 'vestito fatto su misura' per PD e satelliti, a cui si sono aggiunti i probabili perdenti del centrodestra (molti di loro questa legge l'hanno votata aggiudicandosi così un tranquillo consigliere in più), l'ho detto e scritto più e più volte, anche se, come sempre, inascoltato. Ora che il Corriere della Sera ci ha riservato la prima pagina (http://bit.ly/1ExpmeB), e non certo per farci i complimenti, il tema ritorna al centro del dibattito politico umbro. Non so se ci saranno ricorsi. L'arroganza va combattuta in tutte le forme possibili. Anche se, fuori da ipocrisie, va ricordato che in politica contano i numeri e questi, per ora, sono a favore del Pd”.

“Fra i vari commenti delle ultime ore, importanti e autorevoli, – prosegue Goracci - ce n'è uno che si rifà ai Ceri di Gubbio per spiegare la legge elettorale. Raffronto suggestivo e magari non privo di similitudini, ma da ceraiolo, eugubino e consigliere regionale invito a tenere i Ceri fuori da qualsivoglia citazione, per quanto dotta. L'ho fatto quando venivano confusi con la magnesia, con i baci di Eurochocolate, con i salami. E continuo a farlo oggi che vengono utilizzati per criticare la legge elettorale. I Ceri sono i Ceri. Non ci sono concorrenti, non c'è alcun sorpasso perché, detto banalmente, non si tratta di una gara. È una grande festa di popolo (e lo dice un laico) che sicuramente ha origini pagane, ma che da otto secoli ha acquisito carattere religioso in onore del Patrono di Gubbio Sant'Ubaldo. Anche nella 'corsa' modalità, sensazioni, sentimenti, gioie e dolori sono solamente degli eugubini e difficilmente commentabili e interpretabili da esterni. Cosa può provare un eugubino, un ceraiolo, a maggior ragione se 'santubaldaro' (come il sottoscritto) con un epilogo della Corsa come quello dello scorso anno con San Giorgio sopra Sant'Ubaldo davanti alla basilica, non può rientrare in alcun canone conosciuto”. RED/dmb


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