POLITICA: “ANNULLARE LA CONVENZIONE CON IL SOCCORSO ALPINO SPELEOLOGICO” - INTERROGAZIONE DI ZAFFINI (FDI): “DUPLICAZIONE DI ONERI PER OPERAZIONI DI PERTINENZA DEI VIGILI DEL FUOCO”
Interrogazione alla Giunta regionale da parte del consigliere Franco Zaffini (FDI) che chiede di annullare la convenzione stipulata con il Soccorso Alpino Speleologico Umbro perché costituisce – a suo giudizio – una “inutile duplicazione di oneri, oltre a generare confusione, sovrapposizione di competenze e difficoltà di coordinamento delle operazioni di soccorso che, in molti casi oggetto di convenzione, possono essere solo ed esclusivamente poste in capo ad un agente o ufficiale di Polizia Giudiziaria, qualifica riconosciuta nell’ambito del soccorso pubblico al solo personale del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco”.
(Acs) Perugia, 9 marzo 2015 – Il consigliere regionale Franco Zaffini (FDI) interroga la Giunta sulla convenzione onerosa con il Soccorso Alpino Speleologico Umbro che, secondo Zaffini, “implementa attività di soccorso di esclusiva pertinenza dello Stato, che a tal proposito finanzia già il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco per operazioni di soccorso che possono essere solo ed esclusivamente poste in capo ad un agente o ufficiale di polizia giudiziaria”. Il consigliere chiede quindi di sapere “se la Regione Umbria non intenda agire in autotutela annullando la convenzione in parola”.
“La Regione Umbria – spiega Zaffini nel suo atto ispettivo - ha recentemente sottoscritto una convenzione a titolo oneroso con l'organizzazione Soccorso Alpino Speleologico Umbro (Sasu) alla quale si intende delegare funzioni di soccorso pubblico per legge espressamente riservate allo Stato che le esercita attraverso il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco. Tale convenzione prevede, infatti, la pronta reperibilità e l'impiego oneroso H24 dei volontari Sasu per il soccorso di natura non sanitaria anche al di fuori degli ambienti montani, estendendo artificiosamente la definizione di ambienti impervi anche ai boschi, i laghi, fin anche 'scarpate stradali, ponteggi, ciminiere, abitazioni, ecc.', ed inoltre, agli 'ambienti urbani, rurali, antropizzati, zone artigianali, industriali', comprendendo altresì 'gli interventi di urgenza, soccorso e recupero, con o senza personale sanitario, di persone illese minacciate da un’imminente pericolo o, in ogni caso, di persone che si trovano in qualsivoglia difficoltà a causa dell’ambiente ostile ed impervio'”.
“La convenzione – prosegue – contempla anche l’attività di 'elisoccorso S.A.R.', pur non essendo materia di competenza regionale, arrivando a promuovere il 118 quale numero unico di soccorso nonostante le normative europee e nazionali raccomandino il numero unico di soccorso 112 (sperimentato da 2 anni in Lombardia). Con questo atto politico la Regione si impegna a corrispondere al Soccorso Alpino 750 mila euro a fondo perduto di soldi pubblici per implementare attività di soccorso di esclusiva pertinenza dello Stato, il quale a tal proposito finanzia già il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco”.
Per Zaffini questo “sistema sostitutivo” costituisce una “inutile duplicazione di oneri, oltre a generare confusione, sovrapposizione di competenze e difficoltà di coordinamento delle operazioni di soccorso che, in molti casi oggetto di convenzione, possono essere solo ed esclusivamente poste in capo ad un agente o ufficiale di polizia giudiziaria, qualifica riconosciuta nell’ambito del soccorso pubblico al solo personale dei Vigili del Fuoco”.
Infine Zaffini sottolinea “la tempistica della sottoscrizione del protocollo, cinque mesi prima delle elezioni regionali”, e ritiene che lo stesso “possa produrre un danno erariale, oltre a inefficienze nei servizi di soccorso”. RED/pg