GASDOTTO BRINDISI-MINERBIO: “L'ESPLOSIONE IN ABRUZZO DEVE INDURRE TUTTI A UN RIPENSAMENTO” - PER DOTTORINI (IDV) “OPERA ALTAMENTE IMPATTANTE E PERICOLOSA. GOVERNO E REGIONI FACCIANO MARCIA INDIETRO”
Il consigliere regionale Oliviero Dottorini, commentando l'esplosione avvenuta in Abruzzo a seguito della una frana su un gasdotto in provincia di Teramo, auspica che quanto accaduto induca Governo e Regioni ad un “ripensamento riguardo a opere insostenibili, come il gasdotto Brindisi-Minerbio”. Per Dottorini “realizzare opere di tale portata, in aree a rischio frane e ad alta vulnerabilità ambientale e sismica, comporta rischi altissimi che devono essere valutati con ben altra attenzione rispetto a quella manifestata fino ad oggi dal Governo”.
(Acs) Perugia, 6 marzo 2015 - “Quanto avvenuto in Abruzzo dovrebbe indurre Governo e Regioni ad un ripensamento riguardo a opere insostenibili, come il gasdotto Brindisi-Minerbio. Realizzare opere di tale portata in aree a rischio frane e ad alta vulnerabilità ambientale e sismica comporta rischi altissimi che devono essere valutati con ben altra attenzione rispetto a quella manifestata fino ad oggi dal Governo”. Lo scrive il consigliere regionale Oliviero Dottorini (Idv) commentando l'esplosione avvenuta in Abruzzo a seguito della una frana su un gasdotto in provincia di Teramo.
Dottorini, che nella nota fa riferimento alla sua carica di presidente dell'Associazione 'Umbria migliore' si augura che, almeno, “l'esplosione di Pineto serva a un ravvedimento e che almeno le Regioni interessate all'attraversamento del gasdotto facciano sentire con voce forte la propria contrarietà a un tracciato che si conferma come irrazionale e pericoloso”.
“Evidentemente – commenta Dottorini - le preoccupazioni di comitati civici e ambientalisti non sono campate in aria. Di fronte a questa evidente realtà tutti devono essere indotti a un ripensamento e a mettere in discussione i presupposti e le modalità realizzative del gasdotto Snam Brindisi-Minerbio. Il Consiglio regionale dell'Umbria si è già espresso in proposito nel settembre scorso, impegnando la Giunta a dare parere negativo al tracciato proposto dall'azienda e a ricercare soluzioni alternative e meno impattanti, evitando che il Governo proceda senza ascoltare i territori. Ma i risultati, finora – rileva il consigliere regionale - appaiono alquanto deludenti e il Governo Renzi ha asfaltato ogni tentativo di riportare sui giusti binari una discussione che era finalizzata, quanto meno, a ridurre il danno, individuando tracciati meno impattanti e meno pericolosi. Sappiamo che sul tratto Foligno-Sestino – aggiunge - si è già svolta la prima Conferenza dei servizi e che le Regioni Umbria e Abruzzo hanno correttamente dato parere negativo al progetto, mentre pare che nessuno dei Comuni umbri interessati fosse presente. Il che è indicativo della sensibilità e della lungimiranza di chi dovrebbe difendere i cittadini e un territorio particolarmente fragile e vulnerabile come quello del cuore verde d'Italia”.
"Il progetto - ricorda Dottorini - prevede l'attraversamento per 120 chilometri dei territori di Cascia, Norcia, Preci, Sellano, Foligno, Nocera Umbra, Gualdo Tadino, Gubbio, Pietralunga e Città di Castello, intersecando numerosi corsi d'acqua, aree naturali protette, siti di importanza comunitaria e zone di protezione speciale come il Parco nazionale dei Monti Sibillini, i Boschi del bacino di Gubbio, il fiume Topino e i boschi di Pietralunga. L'impatto – spiega - sarebbe tutt'altro che trascurabile, considerando le dimensioni del tubo che sarebbe pari a 1,2 metri di diametro e che dovrebbe essere calato in una trincea profonda cinque metri cui corrisponderebbe, come area direttamente interessata dai lavori, una servitù di gasdotto coincidente con una striscia di terreno di oltre 40 metri. Sempre secondo gli elaborati progettuali – continua - si vede come l'impatto socio-economico sulle aree interessate sarebbe insostenibile, rischiando di provocare danni alla filiera turismo-ambiente-cultura e al settore delle eccellenze, dai prodotti tipici alle importanti aree tartufigene dell'Umbria. Settori – conclude Dottorini - di fondamentale importanza per l'economia della nostra regione e dei territori interessati". RED/as