Regione Umbria - Assemblea legislativa


LAVORI D'AULA (5): APPROVATA LA NUOVA LEGGE ELETTORALE REGIONALE - LE DICHIARAZIONI DI VOTO E I CONTENUTI DELLA NORMA

(Acs) Perugia, 17 febbraio 2015 – L'Assemblea di Palazzo Cesaroni ha approvato la nuova legge elettorale con 19 voti favorevoli (Pd, Psi, Lignani Marchesani–FdI, Monni-Ncd, Modena-FI) e 11 contrari (FI, FDI, UDC, Cirignoni-Misto, Mantovani-Ncd, Stufara-Prc, Goracci-Cu, Brutti-Idv).

LE PRINCIPALI CARATTERISTICHE DELLA LEGGE, così come risulta dopo l'approvazione degli emendamenti relativi, sono: abolizione del listino; turno unico (vince il candidato che ottiene il risultato migliore), collegio unico regionale; doppia preferenza di genere; no al voto disgiunto; la coalizione vincente ottiene fino a un massimo di 12 seggi (più il presidente) e i restanti 8 vanno alla minoranza; la lista che ottiene il migliore risultato, tra quelle che appoggiano il presidente eletto, può ottenere fino a un massimo di 10 seggi, i restanti 2 vanno alle liste che ottengono il risultato migliore tra quelle che superano il 2,5 per cento; al candidato presidente “miglior perdente” spetta di diritto un seggio e le liste che lo sostengono rientrano comunque nel riparto degli altri 7 seggi, se hanno superato il 2,5 percento; il numero delle firme per la presentazione delle liste è fissato tra un minimo di 500 e un massimo di 1000. La legge fissa anche una quota massima di spesa elettorale: 100mila euro per i candidati presidenti e 25mila per i candidati consiglieri.

LE DICHIARAZIONI DI VOTO.
ORFEO GORACCI (Misto-Cu): “UNA LEGGE CHE NON AIUTERÀ L'UMBRIA - Convintamente dico no a questa legge che non aiuterà certamente l'Umbria. Ma con questa legge i conti sono tornati tutti al loro posto. Si dice di aver dovuto decidere per i 20 consiglieri nel rispetto della legge nazionale, predisposta però da Governi riferimento del Pd e di una parte considerevole del centrodestra. In questa regione le grandi scelte, in molteplici campi, sono state sempre fatte dagli stessi soggetti, al di la della loro appartenenza politica”.
RENATO LOCCHI (Pd): “LEGGE MIGLIORATIVA RISPETTO ALL'ATTUALE - Il gruppo del Pd aderisce convinto a questa legge che, a differenza di quanto detto da qualcuno, non è stata costruita per vincere facilmente le elezioni. Nulla ci è più estraneo. Noi vogliamo vincere in virtù del grande lavoro svolto che ha portato alla ricandidatura, condivisa con gli alleati, della presidente Marini e del programma serio che proporremo ai cittadini. Questa legge migliora quella attuale perché elimina il listino, introduce la preferenza di genere, riconferma il turno unico prevedendo un unico collegio regionale. Il fatto che ogni candidato possa avere un confronto con territori diversi è da considerarsi particolarmente positivo. Bene l'eliminazione del voto disgiunto perché ha sempre rappresentato una politica politicante, un aspetto della moralità della politica. In merito al premio della maggioranza viene di fatto riproposto, nei numeri, quanto era già previsto con il listino, con l'importante differenza che i consiglieri verranno tutti eletti attraverso il voto degli elettori”.
PAOLO BRUTTI (Idv): “LEGGE CON PROFILO INSOPPRIMIBILE DI INCOSTITUZIONALITÀ - L'idea del 'premio di minoranza', ricordo, fu lanciato nel corso di una riunione della maggioranza, come esca sull'amo alla quale avrebbero abboccato le forze dell'attuale opposizione. E così è avvenuto. Politicamente, per la minoranza è la peggiore sconfitta perché conseguita senza dare battaglia. La dialettica in quest'Aula doveva basarsi su una proposta di legge con legittimità costituzionale. Ci sono indubbiamente cose buone nel testo, come l'eliminazione del listino e la preferenza di genere, ma sarebbe stato auspicabile il voto disgiunto ed il doppio turno. La dialettica in politica è tutta salute. Questa legge nasce con un profilo insopprimibile di incostituzionalità che graverà su chi l'ha scritta e votata durante tutta la campagna elettorale  ed anche oltre”.
MASSIMO BUCONI (Psi): “CHI VINCERÀ O PERDERÀ LE ELEZIONI NON VERRÀ CERTO DECISO DA QUESTA LEGGE - Voteremo favorevolmente a questa legge che, seppure dopo un percorso alquanto tortuoso, ha prodotto un buon testo che garantirà tutti coloro che decideranno di candidarsi. Chi vincerà o perderà non verrà certo deciso da questa legge. La presidente Marini e la coalizione che l'appoggerà vinceranno grazie al lavoro svolto e ai programmi futuri. Del resto ogni sistema elettorale ha pregi e difetti. Chi pensa che una legge elettorale possa curare i problemi della antipolitica sbaglia di grosso. I mali della politica sono altri. L'aggregazione delle liste che si presenteranno alle elezioni avverrà su una coerenza programmatica e condivisione degli obiettivi. Bene il collegio unico perché rappresenta un momento di confronto tra candidato ed elettore al di là del proprio territorio di appartenenza”.
SANDRA MONACELLI (Udc): “MANCATO UN CONFRONTO SERIO E LIBERO - Un fatto positivo è il termine di una attesa caricata di eccessive speranze e che in realtà si è dimostrata una pagina deludente  del processo delle riforme regionali. Si arriva al voto su un atto dove è mancato un confronto serio e libero. È stata una partita a scacchi dove la tattica ha prevalso sulla strategia. Le minoranze hanno perso fin dall'inizio, per una questione di numeri e si è alla fine mirato sulla riduzione del danno. È stato praticamente impossibile scrivere una diversa legge elettorale. La maggioranza ha preferito costruire alleanze sulla fedeltà. Le regole del gioco andavano scritte in un altro modo. È una legge che nasce da un processo di riforma debole, destinata a crescere male. Il mio voto sarà contrario”.
DAMIANO STUFARA (Prc-Fds): “LEGGE CON CHIARO PROFILO ANTICOSTITUZIONALE CHE PRODURRÀ DELEGITTIMAZIONE DEI FUTURI AMMINISTRATORI REGIONALI - Il mio voto sarà contrario. Con questo testo si è persa una grande occasione. Chi l'ha scritta si carica sulle spalle una grave responsabilità. Un Consiglio che farà leggi con soli 20 rappresentanti equivale ad una riduzione della democrazia. Per questo bisognava costruire un sistema elettorale equo. È mancata una discussione ampia. L'aver scelto di far prevalere gli interessi di alcuni soggetti in campo è stato un errore. Il punto non è il premio di maggioranza, ma non aver tenuto conto del contesto, andava prevista una soglia scelta dalla politica, al di là della percentuale scelta. Non averla prevista è la testimonianza della paura di metterla, di non raggiungerla. Poi, per fortuna è arrivato il 'soccorso azzurro' di almeno una parte del centrodestra. Del resto lo spirito del 'Nazareno' è forte anche qui. Si tratta di una legge con chiaro profilo anticostituzionale che produrrà, nel caso, la delegittimazione dei futuri amministratori regionali”.

FRANCO ZAFFINI (FdI): “LEGGE SCRITTA SU MISURA PER PARADOSSO COALIZIONE CENTROSINISTRA - Il gruppo di Fratelli d'Italia voterà contro questa legge, che contiene punti non condivisibili, anche nel percorso di approvazione. Ho dubbi sulla costituzionalità del testo, che tra l'altro non garantisce la governabilità assegnando un esiguo vantaggio ai vincitori. Sarebbe stato meglio un premio di maggioranza più alto, ma con il doppio turno. Si tratta di una legge scritta su misura per il paradosso di una maggioranza formata da un partito con oltre il 35 percento e da uno che arriva al 2,5 percento, ma che era indispensabile per approvare questo testo con i 16 voti minimi. L'opposizione ha potuto solo limitare il danno, dopo la chiusura del Pd in Commissione Statuto”.

RAFFAELE NEVI (FI): “DOPPIO TURNO AVREBBE GARANTITO LA GOVERNABILITÀ - Il gruppo di Forza Italia voterà contro. Abbiamo sprecato molto tempo, potevamo costruire un percorso diverso per una legge elettorale da approvare quasi all'unanimità. Il doppio turno, a parte la questione della legittimità costituzionale, avrebbe garantito maggiore governabilità. Le regole dovrebbero essere il frutto di una mediazione, che qui è stata al ribasso. Ci rammarichiamo di non poter partecipare con voto favorevole alla definizione della nuova legge. Tuttavia in Aula abbiamo migliorato molto il testo, non accordandoci con il Pd ma fissando alcune questioni su cui ci siamo battuti, come il valore della coalizione e non della lista. Abbiamo dato la prevalenza ai due poli più importanti dando però la possibilità alle forze minori di poter concorrere, evitando di imporre soglie superiori allo sbarramento naturale”. 

VINCENZO RIOMMI (Pd): “USCIRE DALLA LOGICA DELLE PICCOLE PATRIE PER AFFRONTARE FASE COMPLESSA - Votiamo una legge elettorale complessa in una fase difficile di compressione degli spazi democratici. Questa legge assicura in positivo il confronto di coalizione, permettendo agli umbri di scegliere 'per' e non 'contro'. La scelta che abbiamo fatto, a cui ho aderito con convinzione, è utile a tutti gli umbri e smaschera tutte le rendite di posizione che non guardano agli interessi della comunità. Saranno gli umbri, con questa  legge elettorale, a decidere quale proposta di governo sarà la migliore per i prossimi, difficili anni. Il collegio unico ci consente da uscire dalla logica delle piccole patrie. Si è aperto un tema di innovazione dell'Umbria, che non si misura sulla somma delle ostilità e dei pregiudizi che alimenta un ballottaggio che non porta ad una nuova proposta di governo. Non mi interessa candidare la sinistra ad essere il miglior perdente ma che sia parte integrante del nuovo progetto di sviluppo di questa regione”.

ANDREA LIGNANI MARCHESANI (FdI): “UN CONTRIBUTO ALL'UNITÀ DEL CENTRODESTRA - Sono orgoglioso del lavoro che è stato fatto e che mi fa votare a favore della legge. Avremo una proposta competitiva di alternativa di governo per questa regione. Le leggi elettorali sono solo strumenti, anche per i riottosi che imparano a fare i calcoli. Alla luce della legge elettorale non c'è scelta ad appoggiare una coalizione alternativa. Il lavoro fatto porterà una candidatura unitaria del centrodestra, che così potrà riflettere sul fatto che non ci sono solo alchimie e calcoli sulle soglie, ma anche tanti problemi e criticità. Classi politiche consapevoli devono sfuggire al ridicolo di andare divisi, una scelta che le comunità non capirebbero.  Sono gli elettori a determinare il peso di un politico, con le preferenze che esprimono. Contribuisco con il 'lavoro sporco' all'unificazione del centrodestra”.

FAUSTO GALANELLO (Pd): “I TERRITORI CHIEDEVANO RAPPRESENTANZA DIVERSA E MIGLIORE - Il voto di genere consentirà una rappresentatività più democratica di questa Assemblea. Questa legge non mi convince su diversi aspetti, come la possibilità di rappresentare al meglio l'articolazione della nostra Regione, che non è rappresentata solo da Perugia e Terni. L'Umbria è formata da tradizioni e culture, problematiche molto diverse e composite, che necessitano di una adeguata rappresentanza. Ho lavorato negli scorsi mesi per una articolazione dei collegi che rappresentasse i territori, ma non c'è stata possibilità di ottenere una diversa articolazione. Voto questa legge adeguandomi al confronto e della maggioranza che si è determinata, non mi convincono pezzi importanti della legge. Questa legge carica di responsabilità la politica e i partiti, imponendo l'attenzione perché questa Aula torna agibile alle diverse aree territoriali dell'Umbria”.

CATIUSCIA MARINI (presidente Giunta regionale): “CON NUOVA LEGGE GOVERNABILITÀ, RAPPRESENTANZA DEMOCRATICA E PLURALISMO - Il lavoro che abbiamo svolto è serio, da un punto di vista politico e tecnico. La legge elettorale migliora molto il testo vigente e supera molte argomentazioni critiche espresse in Aula. L'elezione diretta del presidente della Regione è un punto centrale anche nella idea di democrazia. I cittadini scelgono un indirizzo programmatico che verrà seguito per 5 anni. Abbiamo abolito il listino, in modo che in questa Assemblea non debbano coesistere due modalità diverse di rappresentanza, tra eletti e non. Il premio di maggioranza della nuova legge garantirà la governabilità ma anche la rappresentanza democratica e il pluralismo. Sarà migliore anche la rappresentanza delle forze politiche di opposizione: si passerà dal 30 + 1 ai 20 + 1,  con un rapporto molto meno penalizzante per le opposizioni. Importante la preferenza di genere, un meccanismo che promuove la rappresentanza e la sua qualità e competenza. Le donne non devono essere protette con quote, parteciperanno alla competizione con capacità e consenso”. AS/MP


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