LAVORI D'AULA (4): LEGGE ELETTORALE REGIONALE – APPROVATI GLI ULTIMI 12 ARTICOLI – SI BIPARTISAN A EMENDAMENTO SU CRITERI RIPARTIZIONE SEGGI
(Acs) Perugia, 17 febbraio 2015 – L'Assemblea legislativa dell'Umbria continua la discussione della nuova legge elettorale. L'Aula ha approvato a maggioranza gli ultimi 12 articoli della norma predisposta dalla Commissione Statuto. Tra gli emendamenti presentati, sono stati bocciati quelli presentati dal consigliere Nevi (Forza Italia) sulla parità assoluta di genere nelle liste, sul voto disgiunto, e sulla preferenza unica. Bocciati anche gli emendamenti presentati da Brutti (Idv) sull'introduzione di una soglia minima per assegnare il premio di maggioranza alla lista che ottenga almeno 8 seggi (quindi circa il 36 per cento dei voti) altrimenti i seggi vengono attribuiti su base proporzionale e il presidente eletto va in Consiglio a cercare i voti.
Approvati invece l'emendamento presentato da Goracci (Comunista umbro) sull'abbassamento delle firme per la presentazione delle liste portando il numero richiesto ad un minimo di 500 e un massimo di mille (16 si, 15 no, 1 astenuto).
Approvato anche l'emendamento presentato da Nevi, Modena, Valentino e Rosi (FI), Lignani Marchesani e De Sio (FdI) Monacelli (Udc), Mantovani e Monni (misto Ncd) per la ripartizione dei seggi alle liste collegate fatta sulla base dei voti ottenuti del candidato presidente (30 sì).
Approvato anche (27 sì e tre no di Gorccai-Misto/CU, Stufara-Prc/Fds, e Brutti-Idv)l'emendamento che sostituisce totalmente l'articolo 14 della proposta uscita dalla Commissione a firma Nevi e Valentino (FI), Lignani Marchesani (FdI), Monni (misto Ncd), e Monacelli (Udc). Il sistema di riparto rimane l'Hagenbach-Bischoff, con 12 seggi assegnati alla maggioranza e 8 all'opposizione, il riparto dei seggi alle liste collegate viene fatta sulla base del risultato ottenuto dal candidato presidente. La novità introdotta e condivisa sta nel fatto che al candidato presidente miglior perdente spetta un seggio di diritto che però non viene scorporato dal riparto delle liste che abbiano preso almeno il 2,5 per cento.
SU QUESTO PUNTO SONO INTERVENUTI
FIAMMETTA MODENA (Forza Italia): “L'emendamento tiene conto dell'importanza dei voti presi dalle coalizioni, e su questo terreno c'è stato un momento di confronto e dialogo tra maggioranza e opposizione”. ANDREA LIGNANI MARCHESANI (Fratellli d'Italia): “Se questo emendamento verrà approvato annuncio il mio voto favorevole all'intera legge, perché è il cuore degli emendamenti presentati dall'opposizione e ci consente di esprimere un giudizio meno negativo di quanto fatto in Commissione. Il riparto dei seggi sul numero di voti del candidato presidente è una premialità per coloro che si coalizzano. Credo che comunque sono sempre gli elettori che determinano chi vince le elezioni e un sistema che deve cadere lo fa indipendentemente dal sistema elettorale”. DAMIANO STUFARA (Rifondazione Comunista): “Assistiamo ad uno scambio politico, un 'patto del Nazareno in salsa umbra'. La cosa strana è che una parte lavora per essere la miglior perdente. La mia proposta è invece di consentire un pluralismo della rappresentanza anche nella minoranza. Ora il premio di maggioranza toglie seggi ai migliori resti. Per noi sarebbe più giusto toglierli ai resti di chi elegge comunque un consigliere. Così si garantisce un accesso alla rappresentanza ad un numero più alto di soggetti. I principi vengono prima delle necessità dei soggetti in campo”. PAOLO BRUTTI (Idv): “Il potere corrompe chi non ce l'ha. Per troppo poco si mette alla riffa il voto. Quando l'opposizione è uscita dalla Commissione ho pensato che facesse sul serio. Resta in me il rammarico perché si poteva fare una legge migliore di quella che ci stiamo apprestando a fare”. LAMBERTO BOTTINI (PD): “La proposta di riparto verrà sostenuta con convinzione dal Pd. Rimane una distinzione di ruoli tra centrosinistra e centrodestra, e questa norma favorire nel prossimo consiglio questa distinzione di ruoli, cosa coerente con la storia del centrosinistra umbro. Mi sorprende l'intervento di Stufara che si colloca fuori dal buon governo nostra Regione e che cerca una rendita nella legge elettorale da una posizione di perdente e del peggior resto dell'opposizione. Avremmo gradito un ragionamento politico e non uno basato sulla regola in senso stretto. Questo emendamento è coerente con l'atteggiamento politico del Pd”. DMB/