ARCHIVIO DI STATO: “ATTIVARE OGNI INIZIATIVA NEI CONFRONTI DEL GOVERNO NAZIONALE PER SCONGIURARE IL DEPOTENZIAMENTO” - UNA MOZIONE DI CINTIOLI (PD)
Il consigliere regionale Giancarlo Cintioli (Pd) ha presentato una mozione alla Giunta per chiedere un intervento presso il Governo nazionale a salvaguardia dell'Archivio di Stato di Perugia. Per Cintioli, che fa appello ai capigruppo consiliari, serve “un impegno istituzionale volto a salvaguardare identità, attività e funzioni di un’istituzione culturale di enorme valore e pregio per le città e per l’Umbria”.
(Acs) Perugia, 10 febbraio 2015 - “La Giunta regionale attivi “tutte le iniziative possibili nei confronti del Governo per scongiurare il depotenziamento dell'Archivio di Stato di Perugia e delle sue sezioni distaccate”. A proporlo, con una mozione indirizzata all'Esecutivo regionale, è il consigliere del Partito democratico Giancarlo Cintioli.
Dopo aver presentato nei giorni scorsi una interrogazione sull'argomento (http://bit.ly/1DAVpZF), firmata anche dal collega Orfeo Goracci (Cu), Cintioli torna a chiedere un intervento della Giunta, in considerazione “dell’allarme sollevato dagli addetti ai lavori per le sorti dell’Archivio di Stato di Perugia e delle sue sezioni distaccate, a rischio declassamento per effetto di un decreto della presidenza del Consiglio dei ministri”. Giancarlo Cintioli lancia “un appello ai capigruppo consiliari affinché firmino la mozione e condividano l’impegno per la salvaguardia di una istituzione culturale di grande prestigio per l’Umbria. L'Archivio di Stato di Perugia – si legge nel documento - l'unico in Italia con quattro sezioni distaccate, si è sempre distinto per la ricchezza e la varietà del materiale in esso custodito, per la qualità del servizio offerto, per le numerose iniziative di spessore rivolte non solo agli studiosi, ma profondamente connesse alle istanze del tessuto sociale circostante, dal mondo della scuola a quello del lavoro, passando per i diffusi livelli associativi e culturali”.
Ora tutto questo inestimabile patrimonio culturale rischia di perdersi o, comunque, di venir fortemente svalorizzato da approcci e afflati pseudo - riformisti che, nell'intento di razionalizzare in nome delle supreme esigenze della finanza pubblica, finiscono invece col produrre svilimento di istituzioni antiche e prestigiose, depauperamento dei territori interessati e colpiti, incertezza rispetto alle sorti di migliaia di lavoratori”. “La diffusione della cultura storico-archivistica rappresenta invece – conclude Cintioli - un pilastro fondamentale per la tutela della consapevolezza civica e storica collettiva, specie in un Paese, come l'Italia, contraddistinto da irriducibili peculiarità identitarie, legate all'etnogenesi e al divenire storico delle varie comunità, ognuna delle quali contribuisce a creare quel ricchissimo mosaico di tradizioni, usi e costumi, saperi che è lo Stato nazionale. Da qui la necessità di un impegno istituzionale volto a salvaguardare identità, attività e funzioni di un’istituzione culturale di enorme valore e pregio per le città e per l’Umbria”. RED/mp