LEGGE ELETTORALE: APPROVATA IN COMMISSIONE STATUTO LA PROPOSTA NORMATIVA. FAVOREVOLI PD E PSI, CONTRARIO PRC. ASSENTI TUTTI GLI ALTRI GRUPPI - IL TESTO IN AULA IL 16 E 17 FEBBRAIO
La proposta di nuova legge elettorale regionale è stata approvata stamani a maggioranza (sì di Smacchi-PD e Buconi-Psi, no di Stufara-Prc) dalla Commissione speciale per le riforme statutarie e regolamentari. Il testo licenziato è costituito dal pacchetto emendativo proposto da Smacchi, che modifica la normativa vigente (regionale e nazionale). Nella riunione di oggi erano assenti i rappresentanti dei gruppi di opposizione (Nevi-FI, Mantovani-Ncd, Zaffini-FdI e Monacelli-Udc) e Goracci (Misto-CU), che hanno abbandonato già dal 14 gennaio scorso i lavori della Commissione per protesta contro “le chiusure della maggioranza” - e Brutti-Idv. L'atto andrà in Aula il 16 e 17 febbraio.
(Acs) Perugia, 4 febbraio 2015 – Un solo turno e un solo collegio elettorale, doppia preferenza di genere, massimo 12 consiglieri per le liste che sostengono il candidato presidente vincente, no al voto disgiunto. Questi alcuni dei punti centrali contenuti nella proposta di legge elettorale regionale approvata stamani a maggioranza (sì di Smacchi-PD e Buconi-Psi, no di Stufara - Prc) dalla Commissione speciale per le riforme statutarie e regolamentari, presieduta da Andrea Smacchi. Il testo licenziato oggi è costituito dal pacchetto emendativo proposto da Smacchi, che modifica la normativa regionale e nazionale. Nella riunione di oggi erano assenti i rappresentanti dei gruppi di opposizione (Nevi-FI, Mantovani-Misto/Ncd , Zaffini-FdI e Monacelli-Udc) e Goracci (Misto-CU), che hanno abbandonato già dal 14 gennaio scorso i lavori della Commissione per protesta contro “le chiusure della maggioranza” - e Brutti-Idv.
L'atto approvato oggi andrà in Aula nella seduta convocata per il 16 e 17 febbraio. Relatore di maggioranza Andrea Smacchi (PD), relatore di minoranza Damiano Stufara (Prc-Fds).
Rispetto alla materia elettorale erano depositate in Commissione 5 proposte di legge: Mantovani-Ncd (http://goo.gl/A3rvBF); “Progetto per i territori”, proposta dal Consiglio comunale di Gubbio (http://goo.gl/y9mJ9W); “Pari rappresentanza di genere nelle lezioni del Consiglio regionale” (Zaffini-Fratelli d'Italia, Monacelli-Udc e Rosi-FI); “Abolizione della lista regionale” (Chiacchieroni-PD); “Ulteriori cause di ineleggibilità e incompatibilità alla carica di consigliere e assessore regionale” (Cirignoni-Misto). Questi testi normativi sono stati di fatto “assorbiti dall'atto approvato in Commissione o superati” e non saranno quindi posti in discussione in Aula, a meno che non siano riproposti sotto forma di emendamenti che ne riprendano i contenuti.
DICHIARAZIONI DI VOTO
DAMIANO STUFARA (PRC-FDS): “La maggioranza che ha votato la proposta ha perseguito con pervicace volontà l'obiettivo di blindare il risultato con il minimo possibile dei voti, 16 soltanto, per decidere ogni cosa. Abbiamo registrato l'assoluta indisponibilità a discutere i punti centrali del testo. Ciò che ne risulta è una legge fatta ad uso e consumo del PD, che punta ad avere la maggioranza assoluta in Aula pur non avendola dalle urne. Riteniamo tutto ciò un vulnus perché sono stati sacrificati alcuni principi cardine della equa e democratica rappresentanza, solo per avere un bottino elettorale pieno. Votiamo quindi no alla proposta, consapevoli che alcuni contenuti del testo in discussione costituiscono anche una violazione di norme di carattere costituzionale. Questa la nostra ferma convinzione, con l'auspicio che il voto contrario di oggi possa modificarsi, ma solo in presenza di serie e significative modificazioni di quanto prodotto fino ad ora”.
MASSIMO BUCONI (PSI): “Positivo il lavoro sinora svolto dalla Commissione. Il risultato raggiunto oggi rappresenta un buon compromesso tra gli interessi in gioco. La proposta che approviamo corregge e modifica la normativa attuale e raccoglie anche parte delle richieste provenienti dalla società civile: l'abolizione del listino, la diminuzione delle firme per la presentazione delle liste, la scelta del voto preferenza. Saremmo molto più soddisfatti se il percorso che ci ha condotto fin qui fosse stato più largo e maggiormente condiviso. Ma condizioni politiche oggettive, anche all'interno della maggioranza, ce lo hanno impedito. Auspico che il dibattito in Aula faccia registrare maggiore condivisione e ripensamenti. Siamo disponibili ad esaminare ulteriori proposte migliorative da maggioranza o minoranza. Ci riserviamo di presentare altri emendamenti: sulla parità di genere e sull'incompatibilità tra la carica di consigliere e assessore”.
ANDREA SMACCHI (PD - PRESIDENTE COMMISSIONE) - “Ringrazio i commissari per il lavoro fin qui svolto, e gli uffici che con competenza e rigore ci hanno permesso di terminare questa prima, delicata fase di lavoro sul nuovo testo di legge elettorale. Abbiamo ora un testo che proponiamo alla discussione dell'Aula, anche se non si può nascondere l'amarezza per come sono andate le cose in questa ultima fase dell'attività della Commissione, con i colleghi dell'opposizione e del gruppo Misto-CU che hanno abbandonato i lavori. Legittimo da parte loro, ma ritengo che si sarebbe potuto comunque continuare a lavorare, pur nella diversità delle proposte. Inizia oggi la seconda, delicata fase del nostro impegno per arrivare all'approvazione della nuova legge. L'auspicio è che si ritrovino le condizioni per un rinnovato contributo e coinvolgimento di tutte le forze politiche”.
I PUNTI CENTRALI DELLA PROPOSTA APPROVATA DALLA COMMISSIONE
Si stabilisce che l'elezione del PRESIDENTE E DEI CONSIGLIERI, avvenga in un TURNO UNICO, sulla base di un un COLLEGIO UNICO. Non è ammesso il cosiddetto VOTO DISGIUNTO. Scelta l'utilizzazione del metodo proporzionale “HAGENBACH-BISCHOFF” (cosiddetto sistema della “miglior media”) per il riparto dei seggi. Per la coalizione che ha conseguito il maggior numero di voti si prevede un massimo di 12, con la garanzia minima di otto seggi per le liste o coalizioni perdenti.
Per quanto riguarda Il PREMIO DI MAGGIORANZA, abolito il cosiddetto listino, si stabilisce che al partito che ottiene il risultato più alto della coalizione vincente siano assegnati, in base al risultato raggiunto, fino a un massimo di 10 seggi; gli aggiuntivi (2) sono messi a disposizione delle altre liste della coalizione a condizione che conseguano un risultato elettorale che superi la SOGLIA MINIMA fissata al 2,5 per cento sul totale dei voti validi espressi.
Sì alla DOPPIA PREFERENZA DI GENERE (si possono dare fino a un massimo di due preferenze, purché di genere diverso). Ciascun genere dovrà essere rappresentato in ogni lista per una quota non inferiore al quaranta per cento.
L'ingresso a Palazzo Cesaroni dei CANDIDATI PRESIDENTI NON ELETTI è previsto solo a quelli collegati a liste che abbiano conseguito almeno un seggio.
Per quanto riguarda la RACCOLTA DELLE FIRME per la presentazione delle candidature, si prevede la sottoscrizione delle liste da un numero di cittadini compreso tra un minimo di 1500 e un massimo di 2000, ma in sede di prima applicazione (cioè nella prima tornata elettorale dopo l'entrata in vigore) il numero di esse è dimezzato. TB/