POTABILIZZATORE COMPRENSORIALE ALTOTEVERE: “OPERA ABBANDONATA E MISCOSCIUTA DAL COSTO DI OLTRE 3MILIONI E MEZZO DI EURO. DOVEVA ESSERE CONSEGNATA NEL 2010” - NOTA DI CIRIGNONI (UP-NCD)
Il consigliere regionale Gianluca Cirignoni (Up-Ncd) fa sapere di aver partecipato, nei giorni scorsi, ad una manifestazione organizzata dal comitato 'Alto Tevere libero' per segnalare a cittadini, politica e istituzioni, lo scandalo legato alla realizzazione del potabilizzatore comprensoriale dell'Altotevere umbro. “Un'opera abbandonata e miscosciuta, nel comune di Citerna – sottolinea Cirignoni -, dal costo per le casse pubbliche di oltre 3milioni 530mila euro, che doveva essere consegnata nel 2010 e che invece giace abbandonata nell'incuria nascosta tra i boschi delle verdi colline umbre”.
(Acs) Perugia, 11 dicembre 2014 – “Il potabilizzatore comprensoriale dell'Altotevere umbro, nel comune di Citerna, è un'opera abbandonata e miscosciuta, dal costo per le casse pubbliche di oltre 3milioni 530mila euro, che doveva essere consegnata nel 2010 e che invece giace abbandonata nell'incuria nascosta tra i boschi delle verdi colline umbre”. Lo scrive il consigliere regionale Gianluca Cirignoni (Umbria popolare-Nuovo centrodestra) che fa sapere di aver partecipato, nei giorni scorsi, ad una manifestazione, presso il sito, organizzata dal comitato 'Alto Tevere libero', del quale lo stesso Cirignoni è “membro fondatore”
“Si è trattato di un pacifico sit-in, nel corso del quale sono stati accesi numerosi fumogeni – precisa Cirignoni -, organizzato per segnalare a cittadini, politica e istituzioni, lo scandalo legato a quest'opera incompiuta su cui pesano, come un macigno, gli intrallazzi e i maneggi romani. Infatti – aggiunge-, come riportato dalla risposta dell'assessore regionale Silvano Rometti ad una mia interrogazione del marzo 2013, l'appalto per la realizzazione dell'importante opera fu affidato ad una ditta romana la 'Opere Pubbliche e Ambiente di Roma', che dopo una prima fase di operatività abbandonò improvvisamente i lavori tanto da costringere Umbra Acque spa, in qualità di stazione appaltante, a rescindere il contratto. Da allora – continua Cirignoni - è stato un susseguirsi di ritardi, segnato anche dal fallimento della seconda ditta impegnata nel completamento. Auspico – conclude - che si faccia piena luce sulla gestione dell'appalto e sulle responsabilità di questo ennesimo scandalo e spreco, fatto a spese dei contribuenti”. RED/as