Regione Umbria - Assemblea legislativa


LAVORI D'AULA (2): RESPINTA LA MOZIONE CHE CHIEDEVA LA COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE DELLA REGIONE IN UN EVENTUALE PROCESSO SULLA VICENDA DELLA CARTELLA CLINICA “SPARITA” NELL'AZIENDA USL DI FOLIGNO

In sintesi

L'Aula ha respinto, con 9 voti favorevoli, 12 contrari e 3 astenuti, la mozione presentata dai consiglieri Nevi (FI), Mantovani (Ncd), Monacelli (Udc) e Lignani Marchesani (FdI) inerente la “costituzione di parte civile della Regione Umbria nell'ambito dei procedimenti giudiziari che verranno eventualmente attivati in riferimento alla vicenda verificatasi nell'azienda Usl di Foligno”. La vicenda è quella, riportata da organi da stampa, di una cartella clinica che attesterebbe un grave episodio di malasanità e sarebbe stata fatta sparire. La presidente Marini ha risposto che “non c'è nessun reato contestato dalla magistratura” e che “la costituzione di parte civile della Regione attiene a un lavoro istruttorio che viene condotto dall’Ufficio legale, qualora vi siano comunicazioni degli organi giudiziari”.

 

(Acs) Perugia, 9 dicembre 2014 – L'Assemblea legislativa dell'Umbria ha respinto, con 9 voti favorevoli, 12 contrari e 3 astenuti, la mozione presentata dai consiglieri Nevi (FI), Mantovani (Ncd) Monacelli (Udc) e Lignani Marchesani (FdI) inerente la “costituzione di parte civile della Regione Umbria nell'ambito dei procedimenti giudiziari che verranno eventualmente attivati in riferimento a vicenda verificatasi presso l'azienda Usl di Foligno”

Il capogruppo di Forza Italia, Raffaele Nevi, ha illustrato l'atto in Aula spiegando che “la mozione prende le mosse da notizie di stampa dalle quali sembrerebbe che ci sia stata, a opera della ex assistente e prima collaboratrice della presidente Lorenzetti, una pressione sul direttore generale della Asl di Foligno per far scomparire la cartella clinica di un paziente che attesterebbe un fatto di mala sanità di una gravità inaudita, e quindi sarebbe assurdo che la Regione dell’Umbria consentisse che questo fatto non venisse stigmatizzato. Quindi, l’unico modo che la Regione avrebbe per farlo è – secondo Nevi - costituirsi parte civile nell’ambito dei procedimenti giudiziari che eventualmente verranno attivati dalla magistratura penale in riferimento a tale vicenda vicenda. Nel caso non vi fosse l’attivazione del processo – ha aggiunto Nevi - la richiesta decadrebbe perché la Regione non si può costituire parte civile in un processo che non esiste, quindi questo vale come impegno politico che qualificherebbe la nostra Regione, distaccandola da questioni che sono veramente imbarazzanti e che contribuiscono a gettare ancora più ombre rispetto a quello che è stato fatto con 'Sanitopoli' sul nostro sistema sanitario regionale, e sui tanti professionisti onesti che invece ogni giorno lavorano con attenzione, con dedizione e che contribuiscono a rendere la nostra sanità di buon livello. Ci aspettiamo – ha concluso Nevi – che ci sia da parte del Governo regionale una censura chiara e netta in Aula e una votazione a favore su un atto che impegna anche le giunte regionali che verranno a costituirsi parte civili”. 

La presidente della regione, Catiuscia Marini, ha replicato che “la mozione è da respingere in quanto, al di là di quanto viene scritto sui giornali, non c'è nessun reato contestato dalla magistratura. Lascio ad altre sedi – ha detto la presidente - le considerazioni politiche su questa mozione, ma mi preme sottolineare che non c’è nessun atto oggetto di reato contestato dalla magistratura definibile 'Sanitopoli' fino a qui contestato dall’Autorità giudiziaria. Nessun atto, attinente alla gestione della sanità, ha avuto una conclusione con la contestazione di reati a qualcuna delle apicalità delle Aziende sanitarie o che hanno funzioni gestionali o che siano riconducibili a ruoli di responsabilità politica nella gestione della sanità.  Questa è l’Aula istituzionale, quindi ci dobbiamo attenere ai fatti, poi fuori dal Consiglio regionale faremo anche la campagna elettorale tutti quanti. Peraltro, la Giunta regionale, in materia di costituzione di parte civile, non ha discrezionalità politica, com’è noto, perché la costituzione di parte civile della Regione attiene a un lavoro istruttorio che viene condotto dall’Ufficio legale della Regione, qualora ci sia una comunicazione degli organi giudiziari su vicende che vedono coinvolti e lesi i diritti pubblici e d’immagine dell’Ente. In merito a quanto evidenziato, qualora ci fosse un danno all’immagine, dovrebbe essere l’azienda sanitaria a costituirsi per tutti i danni all’immagine connessi a fatti gestionali, a eccezione di quando l’operato di professionisti del servizio sanitario ha leso l’immagine complessiva del sistema sanitario regionale. E in questo caso la Regione affiancherebbe l’Azienda sanitaria, quindi voglio dire che il senso della mozione è inutile, perché non esiste discrezionalità politica sulla costituzione in giudizio. Per cui la mia proposta, ovviamente, è che la mozione venga respinta perché è evidente l’intento e la strumentalità politica, e vorrei conoscere anche se questa foga che caratterizza il Consiglio regionale, in particolare i consiglieri di opposizione, è stata pari nei dieci anni di mandato della presidente Lorenzetti”. 
 
Nella replica conclusiva, Nevi ha definito quella della presidente “una risposta piuttosto burocratica, che non dice neanche una parola su quello che invece è un fatto politico devastante, perché quello che è uscito sui giornali getta un’ombra pazzesca sul nostro sistema regionale e sulla Regione e lei, come presidente, dovrebbe essere la prima a prendere le distanze da questa roba, che francamente è imbarazzante. La mozione serve – ha sostenuto Nevi -,  in quanto atto politico, a prendere le distanze da una roba, che non so nemmeno come definire, che sconcerta i suoi concittadini umbri, perché è molto più grave di tante altre vicende di mazzette, faccende e altro. Capisco la campagna elettorale – ha aggiunto - e capisco il tentativo di riavvicinarsi da parte sua a certi mondi, ma questa è una cosa che travalica le questioni di natura politica e le convenienze di natura politica, visto che lei parla di questo, e che dovrebbe indurla a invece dire parole chiare. Pensate se ci fosse stato uno di Forza Italia, o uno del Centrodestra, che cosa sarebbe successo da parte del Centrosinistra? Prendiamo atto che c’è un silenzio assordante che ci induce a confermare la mozione e metterla in votazione”. PG/


Source URL: http://consiglio.regione.umbria.it/informazione/notizie/comunicati/lavori-daula-2-respinta-la-mozione-che-chiedeva-la-costituzione-di

List of links present in page