VERTENZA AST: “ACCORDO DECISIVO PER IL FUTURO DI TERNI E DEL MANIFATTURIERO IN UMBRIA E IN ITALIA” - NOTA DI MARIOTTI (PD)
Il consigliere regionale del Partito democratico, Manlio Mariotti, giudica l'accordo trovato sulla vertenza Ast “di importanza decisiva per il futuro del sito produttivo, delle migliaia di lavoratori che occupa, di Terni e del sistema manifatturiero della regione e del Paese”. Per Mariotti adesso serve “un monitoraggio sull'attuazione, una politica industriale per dare valore e sbocchi alle produzioni di Ast, una revisione delle norme europee sulla concorrenza per favorire la nascita di nuovi players capaci di competere nel mercato globale della siderurgia”.
(Acs) Perugia, 5 dicembre 2014 – “L'ipotesi di accordo siglato al MISE sulla vertenza Ast segna un risultato di importanza decisiva per il futuro di quel sito produttivo, delle migliaia di lavoratori ai quali direttamente ed indirettamente fornisce occupazione, del territorio di Terni, del sistema produttivo-manifatturiero della nostra regione e del paese”. È quanto dichiara il consigliere regionale Manlio Mariotti (Partito democratico).
“I contenuti, gli impegni e gli obiettivi dell'intesa raggiunta – spiega Mariotti - consentono, oltre che di poter chiudere uno dei conflitti industriali più complessi, duri e socialmente laceranti degli ultimi decenni, di aprire un capitolo nuovo e diverso della vicenda Ast. Un capitolo dall'esito non scontato, esposto ad incognite legate alle dinamiche dei mercati, ai processi di ristrutturazione della siderurgia in atto in Europa e a come si darà coerentemente e concretamente corso agli impegni ed agli obiettivi concordati. Ma le incognite derivano soprattutto dall'intenzione di TK di uscire, nel medio termine, dalla proprietà di Ast e da come questa prospettiva inevitabilmente segnerà le scelte strategiche che l'azienda sarà chiamata ad assumere nei prossimi anni”.
“Tuttavia – prosegue il consigliere regionale del Pd - è evidente che l'accordo siglato definisce un contesto di condizioni e acquisisce elementi 'contrattuali' che hanno cambiato il segno alla irricevibile proposta originaria di piano industriale avanzata da TK, e che permettono ai lavoratori, alle organizzazioni sindacali e alle istituzioni locali, regionali e nazionali, di essere soggetti che danno sostanza e verificano l'attuazione dell'intesa. In questo modo potranno disporre, da protagonisti e decisori, del proprio futuro e di quello di una fabbrica fondamentale per lo sviluppo e il lavoro di Terni e dell'Umbria. Questo è il messaggio che dobbiamo saper cogliere ed interpretare con il giusto coraggio”.
Per Mariotti “l'accordo, come tutti e come sempre, è un punto di mediazione. E non poteva essere altrimenti. Ma senza la strenua e straordinaria lotta e determinazione dei lavoratori e del sindacato chissà se, tutti insieme, l'avremmo trovato. E chissà se lo stesso Governo avrebbe avvertito l'impellenza di un ruolo al quale non era lecito che abdicasse, la forza per non cedere alla logica sovranazionale delle multinazionali e per respingere il disegno di avviare Ast verso un celere e irrimediabile ridimensionamento produttivo. Il punto di domanda ora non è quello di stabilire chi ha più meriti per quello che si è riusciti a fare. Tutti hanno contribuito. Esemplare e fondamentale è stato il senso di unità e di coesione regionale che hanno espresso le istituzioni, la politica, la comunità umbra. Tuttavia il peso di questa lunghissima vertenza, il carico, anche economico, di quei trentacinque giorni di sciopero, in primo luogo hanno gravato sulle spalle dei lavoratori che hanno presidiato fisicamente la fabbrica e sindacalmente la vertenza. A loro in primo luogo deve andare il sentimento di riconoscenza e gratitudine di tutti noi”.
“Dopo che i lavoratori si saranno espressi e il quadro assumerà i contorni definitivi – conclude Mariotti - si dovrà riflettere in fretta su come far vivere ed evolvere in positivo i contenuti dell'accordo raggiunto. Al di là dei suoi oggettivi limiti e criticità. Sarà necessario tornarci sopra, ma tre sono le priorità sulle quali concentrare l'attenzione: un monitoraggio della puntuale attuazione dei contenuti dell'accordo in tutte le sue parti; una politica industriale del Paese per dare valore e sbocchi di mercato alla qualità e strategicità delle produzioni di Ast; un'iniziativa del Governo presso l'Ue per una revisione delle norme sulla concorrenza a livello europeo per favorire la nascita di nuovi players capaci di competere nel mercato globale della siderurgia”. RED/dmb