Regione Umbria - Assemblea legislativa


DIMISSIONI CAPANNA: “IL 'CATTIVO MAESTRO' CAPANNA NON SI SMENTISCE: TANTO FUMO PER COPRIRE I PROPRI PRIVILEGI E SOLITE MINACCE A CHI 'OSA' CRITICARLO” - NOTA DI LIGNANI MARCHESANI (FDI)

In sintesi

Il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani (FDI) polemizza con il dimissionario presidente del Corecom (Comitato regionale per le comunicazioni) Mario Capanna che  aveva criticato argomentazioni e valutazioni esposte durante una seduta dell'Aula di Palazzo Cesaroni con all'ordine del giorno il programma di attività del Comitato, minacciando anche possibili querele.

 

(Acs) Perugia, 5 dicembre 2014 - “Non c’è da meravigliarsi, conoscendo il personaggio, della risposta data al sottoscritto per le considerazioni sulle dimissioni di Mario Capanna (di professione ex-parlamentare, ex consigliere regionale ed ex extraparlamentare di lotta e di governo) da Presidente del Corecom. Anziché rispondere nel merito, vale a dire cercare di addurre una seria motivazione alla rinuncia all’incarico presso il Corecom, Capanna mi accusa di non conoscere le normative, cosa peraltro alquanto singolare per un componente di una Assemblea Legislativa quale mi onoro di essere”. Così il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani (FDI) rivolto al dimissionario presidente del Corecom (Comitato regionale per le comunicazioni) Mario Capanna che aveva polemizzato con lui per le argomentazioni e valutazioni esposte durante una seduta dell'Aula di Palazzo Cesaroni con all'ordine del giorno il programma di attività del Comitato.

Lignani Marchesani sottolinea poi che “l’unico fatto certo è che Mario Capanna ha accuratamente evitato di rinunciare al vitalizio da ex consigliere regionale lombardo per poter continuare a guidare il Corecom ed evitare, al contempo, di 'mandare a casa' anche gli altri componenti del Comitato. Confermo, poi – aggiunge -, la mia idea che sarebbe stato più giusto – e corretto istituzionalmente - che ad eleggere il nuovo Corecom dovesse essere il futuro Consiglio regionale e non i componenti dell’attuale Assemblea, giunta ormai a scadenza. Si trattava in effetti di aspettare ormai soltanto pochi mesi, considerando che questo avrebbe comportato anche una diversa considerazione del 'cittadino' Capanna, che certo avrebbe fatto una figura migliore rimanendo a presiedere il Corecom. Invece – dice ancora Lignani - il 'signor Mario' ha pensato bene di minacciare un rappresentante del popolo: certo, al giorno d’oggi soltanto di portarlo in un’aula di tribunale, a differenza degli anni bui in cui le minacce erano seguite dall’uso costante delle chiavi inglesi modello Hazet 36. A questo punto – conclude Lignani Marchesani - è invece il sottoscritto a meditare se querelare Mario Capanna: minacciare un rappresentante elettivo nelle sue funzioni non è cosa da lasciar passare in secondo piano”. RED/tb


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