MORTE ALBERICO MORENA: “IL RICORDO DI UN GRANDE ARTISTA” - NOTA DI GORACCI (CU) CHE FA LE CONDOGLIANZE ALLA FAMIGLIA
Il consigliere regionale Orfeo Goracci (Comunista Umbro) fa le “più sentite condoglianze alla famiglia dell'artista Alberico Morena, nel ricordo della sua vita e della sua opera”. Per Goracci “mancherà a tutti noi, quel suo meraviglioso e unico dipingere, semplice della semplicità dei grandi”.
(Acs) Perugia, 27 novembre 2014 – “Alla famiglia dell'artista Alberico Morena, nel ricordo della sua vita e della sua opera, le mie più sentite condoglianze . Mancherà a tutti noi, quel suo meraviglioso e unico dipingere, semplice della semplicità dei grandi”. È quanto dichiara il consigliere regionale Orfeo Goracci (Comunista Umbro).
“Dipingeva piccoli uomini – prosegue Goracci - intenti nelle fatiche e nelle gioie della vita come in un gioco infinito di bambini, ma era un grande, un artista geniale e originalissimo, Alberico Morena. Un eugubino a tutto tondo, non solo per nascita, ma per la passione che metteva in quei suoi lavori dedicati a Gubbio e alla festa dei Ceri, con il suo volto sempre presente, per l'osservatore attento, come firma originale, tra la folla o 'sotto le stanghe'”.
“Da Sindaco – continua Goracci - ho avuto la fortuna e l'onore di conoscerlo personalmente, e, nel 2009, salutai con gioia, nel corso di una solenne cerimonia, un suo nobile gesto che rimarrà per sempre negli annali della storia artistica e culturale cittadina: la donazione alla comunità eugubina di 40 sue xilografie. In quell'occasione promisi di dedicare all'artista Alberico Morena una sala della nuova sede della Biblioteca Sperelliana, come gesto minimo di riconoscenza per l'inestimabile dono fatto alla città. La promessa fu onorata al meglio: oggi, chi si trovi a frequentare la splendida sede della Biblioteca Sperelliana nel Quartiere di San Pietro, può leggere, in una delle sale più pregevoli e funzionali, il nome di Alberico Morena, eccellenza della nostra città, associato al corpus delle opere donate a Gubbio. Una città con la quale non aveva mai rotto il cordone ombelicale, nonostante il suo dividersi tra i Cinque Colli e Spoleto; una città di cui aveva saputo ritrarre, da sempre, lo spirito, l'amore per una tradizione e una storia collettiva a cui partecipava in prima persona”. RED/dmb