Regione Umbria - Assemblea legislativa


'SBLOCCA ITALIA': "LA LEGGE È UN'ULTERIORE TAPPA DELLA SVENDITA DEL PAESE ALLE LOBBIES E DELLA MERCIFICAZIONE DEL TERRITORIO" – NOTA DI GORACCI (CU)

In sintesi

Il consigliere regionale Orfeo Goracci (Cu) interviene sulla legge 'Sblocca Italia' definendo il provvedimento del Governo come "un'ulteriore tappa della svendita del Paese alle lobbies e della mercificazione del territorio". Per Goracci, "i poteri forti e i media che ad essi fanno riferimento continuano a nascondere il carattere distruttivo, liberista e antipopolare della legge, tacendo su aspetti di non poco conto, come quello riferito in particolare all'incenerimento dei rifiuti e alle questioni ambientali più in generale".

 

(Acs) Perugia, 10 novembre 2014 - "Con il via libera del Senato, il decretone 'Sblocca Italia' del Governo Renzi è ormai legge. Molta disinformazione è stata diffusa attorno a questo provvedimento: i poteri forti e i media che ad essi fanno riferimento, hanno tentato e tentano di nasconderne il carattere distruttivo, liberista e antipopolare, tacendo su aspetti di non poco conto, come quello riferito in particolare all'incenerimento dei rifiuti e alle questioni ambientali più in generale". Così il consigliere regionale Orfeo Goracci (Comunista Umbro) secondo cui, "in primo luogo quella modalità di trattamento dei rifiuti riceve dal provvedimento un impulso enorme. Non solo - spiega Goracci - viene ampliata la capacità degli inceneritori esistenti, ma si prevede la loro trasformazione in impianti energetici e si dà via libera al trattamento dei rifiuti da fuori regione senza necessità di pareri degli Enti Locali. Viene da chiedersi che fine faccia il Piano dei rifiuti regionale che, diversamente dal precedente, non poneva al centro gli inceneritori e prevedeva, semmai, modalità eventuali di termovalorizzazione legate a nuove tecnologie (vedi la torcia al plasma, ad esempio) e una volta portata ai massimi livelli possibili la raccolta differenziata".

"La nostra Regione cos'ha da dire in merito?" domanda Goracci,  esigendo su questo punto "risposte chiare e dettagliate, vista anche la retorica ricorrente del Css (Combustibile solido secondario) e le recenti, preoccupanti dichiarazioni dell'assessore Rometti. Perchè non si vede, ad oggi, un chiaro pronunciamento su questo punto? In secondo luogo – va  avanti Goracci -, si continua a tacere su aspetti delicatissimi, che potrebbero avere dirette implicazioni in tutti i nostri comuni. Ciascun Comune, infatti, d'ora in avanti – spiega -, potrà presentare progetti per cambiare le destinazioni d'uso degli immobili non utilizzati appartenenti al Demanio dello Stato. Nel concreto, una residenza di pregio potrà diventare un albergo, una biblioteca un condominio di lusso, una storica manifattura un centro commerciale. Non basta: l'Agenzia del Demanio potrà vendere addirittura il diritto di superficie degli immobili. Vengono così sanciti – commenta il consigliere regionale -, in forma di legge, gli appetiti speculativi che hanno animato le cartolarizzazioni dell'epoca 'Berlusconiano-Tremontiana' e che oggi aleggiano anche dalle nostre parti, con progetti di svendita del patrimonio pubblico degli Enti locali oppressi e spremuti, in questa fase, da tagli mirati anche a forzarli a svendite dei 'gioielli di famiglia'".

"Sul fronte ambiente – continua Goracci -, siamo alla farsa: in un Paese colpito da calamità rovinose, anche per le distorsioni e gli scempi arrecati da un modello di sviluppo iniquo, selvaggio, basato su cementificazioni e crescenti privatizzazioni del territorio, si rimpingua il Fondo emergenze nazionali con soli 50 milioni di euro e non si stanzia un solo centesimo per la prevenzione, strumento che consentirebbe di risolvere molti problemi con spese di gran lunga inferiori a quelle rese necessarie dal verificarsi delle calamità. Nessuna politica organica, nessun accenno di pianificazione, nessuna risorsa significativa vengono destinati al capitolo 'Beni culturali', ricchissimo giacimento del nostro Paese che, da solo, potrebbe attivare centinaia di migliaia di posti di lavoro, promuovendo attivamente contesti territoriali e tessuti economici oggi decisamente languenti. Anche su questo – domanda Goracci -, cos'ha da dire la nostra Regione, assieme a tutte le altre? Si accetta supinamente tutto solo perchè il colore del Governo è, per il momento, lo stesso delle maggioranze locali?  L'Italia non si sblocca per niente – rileva il consigliere regionale -, ma rimane impantanata, per decisione del Governo Renzi, nella palude del neoliberismo, della devastazione dei territori e dell'ambiente, del restringimento della fruibilità complessive dei beni comuni . Anzi, da un lato il PD organizza cene luculliane per i grandi imprenditori e magnati, non certo per gli artigiani e i piccoli commercianti che subiscono le conseguenze delle politiche economiche sempre più liberiste, con scivolamento inarrestabile verso la povertà; dall'altro, in perfetta sintonia con questo, si riservano agli operai, che scendono in piazza per la difesa di diritti storici, manganellate di scelbiana e tambroniana memoria. Il tutto, naturalmente – conclude Goracci -, condito dalla retorica del 'cambiare verso' , quando invece non solo non si cambia nulla, ma si peggiorano intollerabilmente le condizioni di vita della stragrande maggioranza della popolazione". RED/as


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