LASCITO MARIANI: “COMUNITÀ MONTANA NON LIQUIDI PARCELLA DEL LEGALE DELL’ENTE” - LIGNANI MARCHESANI (FDI) INTERROGA LA GIUNTA REGIONALE EVIDENZIANDO LA “DIFFORMITÀ CON PARCELLA DEL LEGALE DELL’ASL 1”
Il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani (Fd'I), intervenendo in merito al 'Lascito Mariani', annuncia una interrogazione alla Giunta regionale attraverso la quale chiede alla Regione di intervenire sulla Comunità montana 'Alta Umbria' affinché non proceda al pagamento del legale dell'Ente, avvocato Anna Maria Pacciarini, perché “incomprensibilmente e macroscopicamente differente, nel quantum richiesto, da quella dell’avvocato professor Gianfranco Palermo, legale della Asl 1 nello stesso giudizio riguardante il ''Lascito'. Per Lignani si tratta di “una differenza non giustificata, perché non risulta una differente mole di lavoro dei due legali”.
(Acs) Perugia, 17 ottobre 2014 - “La parcella dell’avvocato Anna Maria Pacciarini è incomprensibilmente e macroscopicamente differente, nel quantum richiesto, da quella dell’avvocato professor Gianfranco Palermo, legale della Asl 1 nello stesso giudizio riguardante il 'lascito Mariani'”. Così il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani (Fratelli d'Italia) ricordando come siano “poco più di 34mila euro richiesti dal noto cassazionista, che originariamente era il legale del Comune tifernate; oltre 250mila, invece – rimarca -, la richiesta da parte della Presidente dell’Anpi, il cui studio è stato a suo tempo incaricato dall’allora presidente della Comunità montana ed oggi deputato Verini (guarda caso anch’esso figlio di partigiano e socio Anpi)”.
Per Lignani si tratta di “una differenza non giustificata, perché non risulta una differente mole di lavoro, tanto più che la Comunità montana è da tempo Ente non più gestore della sanità e dell’ospedale tifernate, cui è finalizzato l’ammontare del lascito: oltre tre milioni di euro, destinati ad alleviare sofferenze, che verrebbero dunque intaccati da parcelle esose, con l’eccezione di quella del professor Palermo”.
Secondo Lignani emerge quindi “una responsabilità di Enti che avevano il dovere di rivolgersi ad un unico legale, essendo l’oggetto e le controparti gli stessi, con una maggiore responsabilità comunque della Comunità montana, che ha nel recente passato reiterato inutilmente l’incarico al proprio legale”.
Lignani fa dunque sapere che presenterà una interrogazione urgente “affinché la Comunità montana, commissariata e prossima alla confluenza nell’istituzione regionale, non provveda alla liquidazione del legale alla luce delle evidenti macroscopiche differenze delle due parcelle, coinvolgendo, poi, l’ordine degli avvocati per la rivisitazione e parificazione della stessa con quella a carico della Asl 1”. RED/as