PIANO TELEMATICO 2014-2016: “PUNTARE SU FORMAZIONE 'PORTA A PORTA'. GARANTIRE TEMPI CERTI E RISORSE ADEGUATE” - IN SECONDA COMMISSIONE AUDIZIONE DEI SOGGETTI INTERESSATI ALLA MATERIA
Audizione, stamani, in Seconda Commissione, dei soggetti interessati al Piano telematico regionale 2014-2016. Le indicazioni emerse dagli interventi, nei quali è stata rimarcata la bontà e l'importanza delle azioni previste nel documento, riguardano l'abbattimento del digital divide, ancora fortemente presente in diverse aree industriali; prevedere interventi in relazione alle esigenze prevalenti delle imprese; puntare su una formazione diretta e non di 'aula'; garantire tempi certi e risorse adeguate per la realizzazione del Piano, che traccia investimenti infrastrutturali per 28 milioni di euro.
(Acs) Perugia, 6 ottobre 2014 - “Abbattere il digital divide, ancora fortemente presente in diverse aree industriali; prevedere interventi in relazione alle esigenze prevalenti delle imprese; puntare su una formazione non di 'aula', ma 'porta a porta'; garantire tempi certi e risorse adeguate”. É quanto emerso dall'audizione odierna della Seconda Commissione consiliare, presieduta da Gianfranco Chiacchieroni, alla quale sono stati invitati i soggetti interessati al Piano telematico 2014-2016.
Alla presenza dell'assessore regionale alle infrastrutture tecnologiche, Stefano Vinti, tutti gli intervenuti: Federico Fiorucci (Confcommercio), Giorgio Armillei (assessore Comune Terni), Matteo Brutti (Confindustria), hanno concordato sull'importanza di un documento definito “un passaggio epocale” e per la quale stesura, la Giunta regionale ha dato vita ad una “adeguata partecipazione”. Una importante raccomandazione riguarda la prevista sperimentazione di tecnologie di nuova generazione per le reti di accesso, per la quale è importante tenere conto “dell'importantissimo tema della selezione di aree sulle quali intervenire, in relazione alle esigenze prevalenti delle imprese”.
Il Piano traccia gli investimenti per le infrastrutture previste nel prossimo triennio, con un investimento previsto di 28 milioni di euro. Gli obiettivi principali sono il potenziamento della Rete pubblica di banda larga e il consolidamento del Data Center regionale unitario di Terni, su cui far convergere i 65 data center della pubblica amministrazione. L'obiettivo è quindi di uniformare gli standard e i livelli di sicurezza, con l'abbassamento radicale dei costi di tutti i server.
FEDERICO FIORUCCI (Confcommercio): “QUESTO DOCUMENTO RAPPRESENTA UN PASSAGGIO EPOCALE, BEN COSTRUITO ATTRAVERSO UN'ADEGUATA PARTECIPAZIONE. Ora è importante andare avanti con la massima velocità. È necessario prevedere una formazione 'porta a porta' e non di 'Aula'. Ci sono imprese con evidenti difficoltà di approccio, con pregiudizio diffuso circa le nuove tecnologie dell'informazione. Per questo vanno aiutate a capire l'utilità di questa importantissima opportunità. Le Pmi potrebbero avere grandi vantaggi dalle nuove tecnologie. Vanno messe in campo forme di accompagnamento territoriali, coinvolgendo le stesse Associazioni di categoria e le Agenzie di formazione e sviluppo. Il tema centrale è rappresentato dalla dotazione finanziaria, per cui oltre che ai tempi certi, vanno previste risorse adeguate”.
GIORGIO ARMILLEI (assessore Comune di Terni): “GLI INTERVENTI INFRASTRUTTURALI PREVISTI NEL PIANO VANNO NELLA GIUSTA DIREZIONE DI CREARE OPPORTUNITÀ PER COLMARE IL GAP ESISTENTE. È essenziale conoscere i tempi della realizzazione dei progetti. Anche la Pubblica amministrazione al suo interno colmi i propri gap. Per quanto riguarda i soggetti attuatori, c'è bisogno di modalità effettivamente consorziabili. Tutti i soggetti pubblici e quelli coinvolti nel consorzio devono avere un ruolo ben definito. Nella parte tecnico-operativa c'è bisogno di un collegamento molto forte tra le strutture dei Comuni coinvolti e della società consortile che si va a costituire. Sulla finanziabilità dell'operazione legata ai fondi strutturali, ci sarà bisogno di un presidio. Questo Piano deve porre esigenze, ma non può precostituire soluzioni all'interno degli strumenti di attuazione della programmazione '2014-2020'. Il problema va quindi affrontato in termini di quadro. Sulla sperimentazione prevista di tecnologie di nuova generazione per le reti di accesso, va tenuto conto dell'importantissimo tema della selezione di aree sulle quali intervenire, in relazione alle esigenze prevalenti delle imprese. Serve un doppio ragionamento: non soltanto rispondere ad aree che chiedono questo tipo di infrastrutturazione, ma anche altre che, potenzialmente, possono diventare attrattive proprio perché infrastrutturate”.
MATTEO BRUTTI ( Confindustria Umbria): “GIUDIZIO MOLTO POSITIVO RISPETTO A QUESTO PIANO PER LA QUALE STESURA ABBIAMO PARTECIPATO IN DIVERSE FASI. Abbiamo rilevato che quasi un 20-25 per cento delle nostre aziende associate sono collocate in aree industriali dove si soffre ancora un digital divide elevato. Mentre le azioni previste nel Piano portano ad un abbattimento quasi totale del digital divide residenziale, quello industriale necessita di una migliore rilevazione. Ci sono circa 20 aree dove la connessione sopra i due mega è molto instabile e comunque non sempre disponibile. Serve invece garantire una continuità di servizio per le aziende, per la loro gestione. Bene la realizzazione di aree con reti di accesso di nuova generazione. Ci sono alcune start up che possono utilizzare oltre 100 mega. Noi diamo la disponibilità ad individuare le aziende disposte ad investire su questi settori. È importante garantire un reale abbattimento del digital divide prevedendo una formazione specifica”. AS/