CONSIGLIO REGIONALE (3): “RIVEDERE IL TRACCIATO DELLA 'RETE ADRIATICA'" – VOTO UNANIME DEI PRESENTI (16) ALLA MOZIONE DI ALCUNI CONSIGLIERI DI MAGGIORANZA SUL GASDOTTO BRINDISI-MINERBIO
L'Assemblea legislativa dell'Umbria, con voto unanime dei presenti (16), ha approvato la mozione a firma Mariotti-Pd, Dottorini-Idv, Stufara-Prc, Bottini, Barberini e Smacchi-Pd che impegna la Giunta regionale a ribadire al Governo la propria contrarietà al tracciato del gasdotto Brindisi-Minerbio e alla realizzazione della Centrale di diramazione a Colfiorito, così come individuati nel progetto di Snam Rete Gas. Ma anche di chiedere al ministero per lo sviluppo economico di dare continuità operativa e funzionale al tavolo tecnico istituto, a seguito della risoluzione della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, per individuare un tracciato alternativo. La Regione Umbria, infine, dovrà dire no alla convocazione della conferenza dei servizi per la definizione dell'iter autorizzativo sul gasdotto prima della conclusione dei lavori del tavolo tecnico.
(Acs) Perugia, 30 settembre 2014 – Con il voto unanime dei 16 consiglieri presenti (Mariotti, Bottini, Galanello, Barberini, Riommi, Cintioli, Smacchi, Marini, Bracco, Locchi-Pd; Rometti-Psi; Goracci-Cu; Stufara-Prc; Dottorini, Brutti-Idv; Cirignoni-Um.r.a.), l'Assemblea legislativa ha approvato la mozione che impegna la Giunta regionale a ribadire al Governo la propria contrarietà al tracciato del gasdotto Brindisi -Minerbio e alla realizzazione della Centrale di diramazione a Colfiorito, così come individuati nel progetto di Snam Rete Gas.
Il documento di indirizzo, firmato da Manlio Mariotti-Pd, Oliviero Dottorini-Idv, Damiano Stufara-Prc, Lamberto Bottini, Luca Barberini e Andrea Smacchi-Pd, impegna l'Esecutivo di Palazzo Donini a: chiedere al ministero per lo Sviluppo Economico di dare continuità operativa e funzionale al tavolo tecnico istituto, a seguito della risoluzione della Commissione Ambiente della Camera, con il compito di individuare un tracciato alternativo a quello del progetto Snam Rete Gas; a formalizzare, sempre al Mise, il diniego della Regione a procedere alla convocazione della conferenza dei servizi per la definizione dell'iter autorizzativo sul gasdotto prima della conclusione dei lavori del tavolo tecnico; ad attivarsi, unitamente alle altre Regioni coinvolte, per promuovere in sede di Conferenza Stato-Regioni un approfondimento sul progetto complessivo del gasdotto Brindisi-Minerbio; a trasmettere all'Assemblea legislativa e alla Commissione consiliare competente la relazione sullo stato di attuazione della delibera consiliare 'n.203 dell'11 dicembre 2012' (riconsiderazione del progetto di gasdotto e convocazione straordinaria della Conferenza Stato-Regioni per promuovere in quella sede gli approfondimenti necessari). Illustrando l'atto, Mariotti ha ricordato che “il progetto di Snam Rete Gas prevede l'attraversamento, per circa 687 chilometri, del territorio di sette regioni e l'istallazione di centrali di compressione gas e centraline di diramazione, una delle quali in Umbria (Colfiorito). Gran parte del tracciato – ha ricordato - dovrebbe snodarsi lungo la dorsale appenninica in zone ad alto rischio sismico e di particolare pregio ambientale, culturale e paesaggistico la cui valorizzazione costituisce una risorsa fondamentale per lo sviluppo economico e sociale delle comunità dei territori interessati. Il tracciato progettato attraverserà l'Umbria per una lunghezza di circa 120 chilometri nei territori di Cascia, Norcia, Preci, Sellano, Foligno, Nocera Umbra, Gualdo Tadino, Gubbio, Pietralunga e Città di Castello. Si tratta di zone – ha detto Mariotti - dove non solo insistono aree naturali protette, siti di importanza comunitaria e zone di protezione speciale, ma sono anche tutti ricompresi, tranne i comuni di Città di Castello e Foligno, in due dei tre progetti (Nord-est Umbria e Valnerina) di valorizzazione delle aree interne individuati nel QRS dell'Umbria 2014-2020 e che hanno come priorità strategiche la tutela e lo sviluppo del territorio e delle comunità locali a partire dalla valorizzazione delle risorse naturali, culturali e del turismo sostenibile. Sul merito specifico del tracciato proposto da Snam Rete Gas – ha aggiunto - hanno espresso obiezioni e contrarietà numerose istituzioni ed Enti Locali tramite prese di posizioni formalmente assunte da Regioni, Provincie e Comuni. E sulla spinta di ciò, insieme a quelle manifestate da innumerevoli associazioni e comitati ambientalisti regionali ed interregionali, la Commissione Ambiente della Camera dei Deputati ha approvato alla unanimità (ottobre 2011) una risoluzione che impegna il Governo alla modifica del tracciato del gasdotto appenninico 'Rete Adriatica' e ad istituire un tavolo istituzionale tecnico per individuare un percorso alternativo. Una decisione motivata in ragione 'dell'elevato pericolo per la sicurezza dei cittadini dovuto al rischio sismico che metterebbe a dura prova la vulnerabilità della condotta'. Tuttavia sia le preoccupazioni manifestate che la chiara volontà espressa dalle Istituzioni a tutti i livelli e dalle molteplici associazioni di cittadini sono rimaste inascoltate”. Mariotti ha evidenziato come a tutt'oggi “il tavolo istituzionale tecnico si è riunito una sola volta, (12 settembre 2014) dando avvio ad un mero confronto preliminare ed istruttorio sulle possibili alternative al tracciato proposto dal progetto di Snam Rete Gas. Nonostante il tavolo istituzionale sia nella fase di avvio del suo lavoro, il Mise ha aggiornato, prima al 30 settembre e poi, da notizie ancora non ufficiali, all'8 ottobre la convocazione della conferenza dei servizi al fine di concludere l'iter autorizzativo per la costruzione della centrale di compressione di Sulmona”.
GLI INTERVENTI
ORFEO GORACCI (Comunista umbro): “INFRASTRUTTURA PERICOLOSA PER LA SICUREZZA E PER L'AMBIENTE. FAR SENTIRE FORTE LA VOCE DELL'UMBRIA - Piena condivisione della proposta presentata. È dal 2006 che, conoscendo bene l'argomento, ribadisco la dannosità di questo tipo di infrastruttura rispetto all'impatto che comporterebbe a livello territoriale. Comunque, l'importante è raggiungere l'obiettivo. La Snam è un soggetto furbo che ha progettato di procedere a pezzettini per non far comprendere la portata dell'impatto ambientale. Si tratta di una infrastruttura particolarmente pericolosa per la sicurezza e per l'ambiente che va a toccare lo stesso sviluppo economico della regione. Auspico l'utilità di questa mozione su cui tutti siamo chiamati ad impegnarci nei vari tavoli previsti e nei vari confronti istituzionali dove è importante far sentire forte la voce dell'Umbria”.
OLIVIERO DOTTORINI (Idv): “VOTO FAVOREVOLE, LA REGIONE DEVE OPPORSI IN MANIERA CHIARA E DEFINITIVA - Avevamo presentato una nostra mozione (luglio 2014), ma volentieri abbiamo accettato di convergere su questo atto unitario perché è importante che l'Umbria faccia sentire la propria voce, esprimendosi in maniera chiara e definitiva, opponendosi a questo tracciato e chiedendo che il tavolo tecnico ne individui uno meno impattante. Inoltre è più che opportuno che la Regione di opponga alla conferenza dei Servizi per la centrale di Sulmona. Mantengo le mie riserve sull'opportunità di questa opera, ma il primo obiettivo è comunque un nuovo tracciato”.
ANDREA LIGNANI MARCHESANI (FD'I): “METODO DA PROPAGANDA PRE-ELETTORALE PER QUESTO NON PARTECIPERÒ AL VOTO – Si tratta di una infrastruttura impattante per la nostra regione di cui si parla da diversi anni. Non condivido il metodo con cui la mozione è stata portata in Aula, con un prendere o lasciare della maggioranza. Un andazzo ideologico, mentre sarebbe stato opportuno riflettere con schemi istituzionali e più inclusivi, visto che stiamo parlando di politiche energetiche che interessano il futuro della Nazione. O si dice che questo gasdotto non si deve fare, riaprendo i canali alternativi con la Russia o con la Libia che politiche scellerate dei Governi che si sono succeduti dal 2009 ad oggi ci hanno precluso, oppure si indica un altro tracciato. Altrimenti si sta facendo propaganda pre-elettorale”.
PAOLO BRUTTI (Idv): “SÌ ALLA VAS E PERCORSO ALTERNATIVO - Con un atto di buona volontà si va a sottoscrivere una mozione, che andava fatta con metodologie più adatte, ma il contenuto è condivisibile. C'è urgenza perché stanno decorrendo dei termini e dobbiamo fare in tempo ad arrivare alla Conferenza dei servizi con una posizione chiara dell'Umbria, che se anche non sarà sufficiente, sia almeno una posizione chiara. Non è vero che non abbiamo gas da altre sponde perché è consistente il flusso che proviene dall'Algeria. Abbiamo poi l'ingresso dalla Russia e queste possibilità dal sud possono dare indipendenza nell'approvvigionamento. Credo che ciò sia necessario, per giungere a calmierare i costi e determinare concorrenza. Perché su quest'opera non è stata fatta la valutazione ambientale strategica? Retegas sostiene di puntare sui progetti e non sulle opere, ma è un trucco perché attraverso la Vas ci si preoccupa solo di vedere se la localizzazione è appropriata ai fini dell'impatto ambientale; bisognerebbe procedere invece in altra maniera, ma non vogliono. Nel tratto pugliese del gasdotto si va per mare e si entra in terra solo dopo il Gargano, quindi in Abruzzo. Abbiamo noi la forza di dire che il tracciato si deve fare per mare, visto che anche la raffineria d'arrivo sta sul mare? Dobbiamo avere la forza di dire sì alla Vas e ad una alternativa di percorso che abbia un impatto diverso per l'Umbria”.
SILVANO ROMETTI (assessore regionale all'Ambiente): “DICIAMO SÌ AL METANODOTTO, MA CON UN PROGETTO ALTERNATIVO - Il progetto sta entrando nel vivo. Ricordo a noi tutti che ne parlammo nel dicembre 2012, dando mandato alla Giunta di realizzare tutte le azioni per una revisione del progetto. Non ci siamo disinteressati, abbiamo sempre seguito le decisioni che ci competevano, anche se non ho trovato grande attenzione da parte delle altre Regioni, escluso l'Abruzzo. In Puglia mi risulta che il tracciato passi nella terraferma. La difficoltà è che il progetto ha avuto i pareri favorevoli di tutti i Comuni da Sulmona a Foligno, grazie anche a interventi compensativi, come per il Parco dei monti Sibillini. Abbiamo dovuto tener conto di tutto, ferma restando la convinzione che il progetto vada rivisto e debbano essere individuate soluzioni alternative. Il metanodotto è importante per il Paese, con costi minori e altre valutazioni. Diciamo sì al metanodotto e ad una revisione del progetto. Abbiamo per questo istituito un tavolo tecnico, anche se il governo cerca di andare avanti a testa bassa, visto che doveva convocare la Conferenza dei servizi per autorizzare la centrale di Sulmona, che ovviamente condizionerebbe tutto il tragitto. Proprio stamani è arrivata la convocazione del tavolo tecnico delle Regioni. Evidentemente il ministero si rende conto che non si può andare avanti prescindendo dal parere delle Regioni. Spero quindi di poter riferire entro breve considerazioni positive”. AS/DMB/PG