AST: “CI UNIAMO ALL'APPELLO DI PAPA FRANCESCO IN DIFESA DELLE ACCIAIERIE DI TERNI. DOMANI PRESIDIO A ROMA DI FRATELLI D'ITALIA” - DE SIO (FDI) ANNUNCIA LA PRESENZA DEI VERTICI NAZIONALI DEL PARTITO
Il consigliere regionale dei Fratelli d'Italia, Alfredo De Sio, annuncia la presenza dei leader nazionali del suo partito al presidio “di sostegno e solidarietà in difesa del futuro dell'Ast” che si terrà domani a Roma, in occasione dell'incontro previsto al Ministero dello Sviluppo Economico. De Sio, che ringrazia “Papa Francesco per le sue parole e si unisce al suo accorato appello in difesa delle acciaierie di Terni”, chiede al Governo “di rifiutare ogni compromesso al ribasso verso il piano industriale di Thyssen-Krupp che è inaccettabile”.
(Acs) Perugia, 3 settembre 2014 – “Ci uniamo all'accorato appello di Papa Francesco in difesa delle acciaierie di Terni pronunciato in queste ore e lo ringraziamo per le sue importanti parole. Anche per questo abbiamo organizzato per domani a Roma un presidio di sostegno e solidarietà in difesa del futuro dell'Ast ma anche per chiedere con forza al Governo, che tradisce gli impegni assunti dall'Unione Europea nella trattativa di cessione e riacquisizione delle acciaierie da parte di Thyssen-Krupp”. È quanto dichiara il consigliere regionale di Fratelli d'Italia, Alfredo De Sio, annunciando la presenza dei leader nazionali del suo partito al sit-in che si terrà domani a Roma in occasione dell'incontro previsto al Ministero dello Sviluppo Economico.
“Domani, in un clima di attesa ed incertezza – spiega De Sio - il gruppo regionale di Fratelli d'Italia, insieme ai nostri rappresentanti nei consigli comunali di Terni, Orvieto, Amelia e di tanti altri piccoli comuni, affiderà ai propri leader nazionali il compito di farsi portavoce in Parlamento e con il Governo Renzi delle richieste di lavoratori ed istituzioni affinché, proprio a partire dalla vicenda Terni, si inauguri una nuova fase della politica industriale nazionale. La presidente Giorgia Meloni, Gianni Alemanno ed il gruppo parlamentare di Fdi saranno presenti al presidio per dire no alla politica industriale dello 'smontaItalia' e per chiedere una azione decisa e non subalterna del Governo nei confronti della multinazionale e dell'Ue”.
“La situazione delle Acciaierie di Terni – prosegue De Sio - si è sviluppata in questi anni con i contorni della insensatezza e con l’Italia incapace di districarsi nei sottili giochi diplomatico-finanziari che, a livello europeo, nascondevano dietro l’inflessibile burocrazia dell’Unione una lotta per la sopravvivenza delle residue quote di mercato dell’inox continentale, scaricando su Terni la soluzione momentanea dei problemi, indicandola come prima della lista dei siti sacrificabili. Dalla vendita e acquisizione da parte dei finlandesi, dalle determinazioni dell’antitrust, dalla decisione di vendere l’Ast, dal balletto sulle procedure di offerte da parte di eventuali acquirenti, tutto si è svolto all’insegna di un preciso disegno che ha un unico obiettivo: cancellare in breve il presente, il futuro e con esso la storia delle acciaieria ternane”.
“Oggi questa vertenza – dice De Sio – assume caratteristiche straordinarie. Vanno perciò utilizzate tutte le azioni possibili per salvare l’integrità ed il futuro del sito di produzione di acciaio più avanzato in Europa. La vicenda dell'Ast è anche l’occasione per l’Italia, soprattutto in questo semestre di guida europeo, per attuare una politica che sappia tutelare gli interessi nazionali nell’ottica del rilancio di produzioni strategiche per il Paese e per quell’Europa che a parole dovrebbe difendere gli interessi continentali. Il piano europeo della siderurgia (approvato un anno fa e presentato dal commissario Tajani), il ruolo degli stabilimenti di eccellenza e fortemente integrati, una rinnovata e determinata autorevolezza dell’Italia in sede europea, rappresentano il perimetro entro il quale deve essere imposta una visione completamente diversa per affrontare la vicenda Terni. Un’ultima chiamata dove in poche parole vi sia un impegno per valutare perfino un percorso dove la politica industriale conduca ad investimenti di capitale nazionale in un settore di grande qualità nell’innovazione delle produzioni e che ha negli stabilimenti ternani un punto di forza”.
“Il Governo italiano – conclude De Sio – deve chiedere all’Unione Europea il rispetto dei patti, confermando il ruolo centrale di Terni perno per la costituzione del quarto competitore-produttore di acciaio continentale. Inoltre deve dichiarare irricevibile il piano presentato da TK perché non rispondente agli impegni alla base delle motivazioni per il ritrasferimento delle acciaierie dai finlandesi ai tedeschi di TK. È necessario, poi, che ottenga dall'Ue la messa in vendita degli stabilimenti nella loro integrità produttiva e che, se necessario, intervenga, con l’acquisizione di quote da parte dello Stato utilizzando gli strumenti finanziari che ha a disposizione, come il fondo strategico italiano. Infine il Governo Renzi deve adottare in tempi brevi un piano nazionale dell'industria dell'acciaio”. RED/dmb