Regione Umbria - Assemblea legislativa


PIANO REGIONALE DEI RIFIUTI: “ATTUALE GIUNTA FUORI TEMPO MASSIMO. PER LA CHIUSURA DEL CICLO DECIDA IL PROSSIMO ESECUTIVO” - NOTA DI LIGNANI MARCHESANI (FD'I)

In sintesi

Il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani (Fd'I) invita la Giunta regionale (“in scadenza”) a lasciare al prossimo Esecutivo l'elaborazione del nuovo Piano regionale dei rifiuti. Nel rimarcare l'utilità di impiegare i prossimi mesi della legislatura “per mettere ordine soprattutto a livello normativo”, per Lignani è necessario ragionare su una chiusura del ciclo che preveda una impiantistica innovativa in grado di abbattere tariffe “ormai insostenibili per famiglie ed imprese”, e di ripagare in pochi anni il costo dell’impianto stesso attraverso l’energia prodotta.

(Acs) Perugia, 20 agosto 2014 - “L’attuale Esecutivo regionale è fuori tempo massimo per elaborare un nuovo Piano regionale dei rifiuti: una maggioranza in scadenza non ha il diritto di impegnare per gli anni a venire la futura Giunta”. Così il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani (Fratelli d'Italia) per il quale sarebbe invece “meglio che le coalizioni che si presenteranno agli umbri nella prossima primavera prendano impegni seri e non scritti sulla sabbia, come avvenuto nell’ultimo Piano regionale, rimasto lettera morta soprattutto per quanto concerne la chiusura del ciclo”.

Secondo Lignani Marchesani, “sarebbe più fruttuoso impiegare questi mesi per mettere ordine soprattutto a livello normativo, visto che oggi c’è una vera e propria 'giungla' in cui è difficile, forse in maniera dolosa, districarsi: da un lato – spiega - c’è una legislazione che tende verso un gestore unico regionale; dall’altro degli 'Ambiti Territoriali Ottimali', formalmente estinti, ma che gestiranno a breve le gare per l’assegnazione della gestione. Occorre poi farla finita – aggiunge - con il falso mito della raccolta differenziata, che ad oggi non ha impedito l’ampliamento ed il mantenimento in vita di discariche della cui chiusura si era preso invece solenne impegno”.

Per Lignani Marchesani “è necessario ragionare sulla 'chiusura del ciclo' che, in una regione con una popolazione pari a tre quartieri di Roma, può certamente prevedere una impiantistica innovativa, già presente sul mercato e sperimentata in città importanti, che permetterebbe sia un abbattimento delle tariffe, ormai insostenibili per famiglie ed imprese, sia di ripagare in pochi anni il costo dell’impianto stesso attraverso l’energia prodotta. Continuare a dividersi tra favorevoli alla raccolta differenziata, fautori di nuove discariche, o partigiani della termovalorizzazione – conclude Lignani Marchesani - è una rappresentazione datata, che non fa bene alla politica, riducendola a strumento di potentati che fanno del ciclo dei rifiuti un esclusivo 'business', che prescinde dagli interessi legittimi delle comunità”. RED/as


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