Regione Umbria - Assemblea legislativa


CONSIGLIO REGIONALE (6): DELEGAZIONE DI CITTADINI CHIEDE DI FERMARE ISRAELE NEL CONFLITTO CON I PALESTINESI – APPROVATA MOZIONE PER CESSATE IL FUOCO, RICONOSCIMENTO STATO PALESTINESE E CORRIDOIO UMANITARIO

In sintesi

L'Assemblea legislativa dell'Umbria ha approvato all'unanimità dei presenti (18) una mozione, di cui si sono fatti primi firmatari i consiglieri Damiano Stufara (Prc-FdS) e Lamberto Bottini (Pd), concernente l'impegno della Regione Umbria “per l'immediata cessazione dell'attacco militare israeliano nella striscia di Gaza, per l'apertura di un corridoio umanitario e per ribadire la necessità di una pace giusta secondo la formula 'due popoli, due Stati'”. Prima della decisione, il presidente Eros Brega aveva sospeso i lavori per ascoltare una delegazione di rappresentanti di associazioni cittadine arrivati a Palazzo Cesaroni per chiedere una presa di posizione della massima istituzione umbra sul conflitto tra israeliani e palestinesi.

(Acs) Perugia, 29 luglio 2014 – L'Assemblea legislativa dell'Umbria ha approvato all'unanimità dei presenti (18) una mozione, con richiesta di trattazione immediata, riguardante l'impegno della Regione Umbria “per l'immediata cessazione dell'attacco militare israeliano nella striscia di Gaza e per l'apertura di un corridoio umanitario”. Primi firmatari dell'atto i consiglieri Damiano Stufara (Prc-FdS) e Lamberto Bottini (Pd), al quale si sono affiancati i consiglieri Massimo Buconi (Socialisti), Oliviero Dottorini (IdV), Sandra Monacelli (Udc), Gianluca Cirignoni (Lega), Andrea Lignani Marchesani (Fd'I), Maria Rosi e Massimo Monni (Ncd). Unico a dichiarare la “non partecipazione al voto” il consigliere Orfeo Goracci (Comunista umbro), che non condivide la posizione equidistante assunta dall'Assemblea e individua le responsabilità del solo Stato di Israele.

LA MOZIONE - Nell'atto si chiede che “il Consiglio regionale dell'Umbria ribadisca la necessità di una pace giusta secondo la formula 'due popoli, due Stati', in coerenza con il riconoscimento dello Stato di Palestina deliberato dall'assemblea delle Nazioni Unite il 29 novembre 2012, rimasto finora una mera dichiarazione di intenti; che esprima la propria condanna nei confronti della guerra e delle stragi di civili nella striscia di Gaza, conseguenti ad una guerra insopportabile e impari, e chieda contestualmente al Governo italiano di assumere tale posizione nell'ambito della comunità politica internazionale; infine si impegna la Giunta regionale ad intervenire presso il Governo affinché si adoperi nelle sedi deputate per richiedere un immediato cessate il fuoco, per impedire altri massacri di civili palestinesi e per l'apertura di un corridoio umanitario per portare viveri e medicinali alla popolazione della striscia di Gaza”.

In apertura dei lavori è stato il presidente dell'Assemblea, Eros Brega, a concedere una breve sospensione per ascoltare una delegazione di rappresentanti di associazioni cittadine venuti a Palazzo Cesaroni per chiedere una presa di posizione della massima istituzione umbra sul conflitto tra israeliani e palestinesi. Nell'incontro la presidente dell'Esecutivo regionale, Catiuscia Marini, ha ricordato che la Regione Umbria si è sempre occupata di gravi problematiche internazionali, pur essendo queste di esclusiva competenza del Governo italiano, e non ha mancato di partecipare a progetti di cooperazione internazionale, come quello denominato “Ali della colomba”, animato da Comuni e Regioni italiane, ed inoltre “la posizione dell'Umbria sul conflitto – ha ribadito - è sempre stata quella dei 'due popoli in due Stati', quindi auspichiamo il cessate il fuoco da entrambe le parti e sosteniamo l'impegno umanitario delle Regioni a sostegno di azioni che devono partire dal Governo, attraverso la raccolta di risorse per interventi sanitari con le Nazioni Unite e per il trasporto dei feriti anche fuori da Gaza”.

INTERVENTI IN AULA
ORFEO GORACCI
(gruppo Comunista umbro): “NO AD UNA POSIZIONE EQUIDISTANTE, LE VITTIME SONO I PALESTINESI - Non ho sottoscritto questo atto, anche se è importante perché dice stop alla guerra e istituzione di un corridoio umanitario per non distruggere la popolazione civile. Però, pur non pretendendo di possedere la verità, secondo me non si deve assumere una posizione equidistante, perché le vittime sono i palestinesi. Il Governo deve dire qualcosa di più su chi è il maggior responsabile, perché Israele sta facendo una rappresaglia inaccettabile, bombardando asili, ospedali e moschee. Non capisco perché non ci indigniamo di fronte alle fotografie che le televisioni non ci fanno vedere, quelle che mostrano, grazie alla rete, le centinaia di bambini che stanno uccidendo. Perfino i nazisti avevano più attenzione per i bambini quando facevano i rastrellamenti. Non parteciperò al voto”.

ANDREA LIGNANI MARCHESANI (FD'I): “VOTO IL DOCUMENTO, MA NON C'È COERENZA IN UN'AULA DOVE LA GRAN PARTE DEI CONSIGLIERI SOSTIENE IL GOVERNO ATTUALE, ALLINEATO CON USA E ISRAELE - Il popolo palestinese ancora oggi paga l'aver fatto la seconda guerra mondiale dalla parte di chi ha perso, questo non si può far finta di dimenticarlo. Voterò il documento anche se non cambierà le cose. Questo documento vuole spingere il governo italiano a prendere posizione, ma la maggior parte dei consiglieri di quest'Aula sostiene il governo attuale. E ci sono situazioni anche più gravi, ci sono due popoli palestinesi che operano in modo diverso. Quelli della striscia di Gaza, fatta evacuare da Sharon nel 2005, e quelli che presidiano armati la Cisgiordania. Gaza è governata da Hamas, la Cisgiordania è sotto l'autorità nazionale palestinese. Hanno alleati differenti. Anche Israele e Usa armano le fazioni in lotta. Ipocritamente sosteniamo questa lotta con atteggiamenti schizofrenici, per via del comportamento del Governo italiano. Voto il documento, ma ipocrisia non vorrebbe che coloro che lo votano prendano le distanze dal governo Renzi, che si è accodato agli Usa e Israele. Renzi è espressione di grandi poteri forti e ci vorrebbe coerenza”.

CATIUSCIA MARINI (presidente Giunta regionale): “LA PRECEDENZA VA AL CESSATE IL FUOCO DA AMBO LE PARTI, NON PRENDENDO POSIZIONE IN FAVORE DI UNA SOLA - Condivido il documento e credo sia nostro compito, come organo politico e istituzionale, esprimere un orientamento politico rivolto al Governo e al Parlamento, che richiami il significato del cessate il fuoco, come ribadisce il documento, da parte di entrambi. Unico soggetto con cui interloquire viene riconosciuto il presidente Abbas dell'autorità nazionale palestinese, distinguendo Gaza dal resto della Palestina. La politica estera dell'Italia va in questa direzione, ma Hamas impedisce che sulla striscia di Gaza sia legittimata l'autorità nazionale palestinese. Inoltre il Governo italiano sta sostenendo le agenzie internazionali che si occupano dei feriti e dei rifugiati, i profughi palestinesi che si trovano in Siria, Libano, Egitto e che hanno dovuto lasciare la striscia di Gaza. Come Regioni abbiamo attivato un fondo specifico per gli aiuti sanitari ed umanitari all'interno della striscia di Gaza, dove da anni ci sono strutture preposte. Inoltre da anni noi sosteniamo, anche quando non c'è la guerra, tutta l'assistenza sanitaria per i bambini che vivono sia in Cisgiordania che a Gaza e che non possono essere curati sul posto, causa la carenza di strutture, ma negli ospedali di altri Stati, compreso Israele, che sono adeguatamente attrezzati. La precedenza va al cessate il fuoco da ambo le parti, non prendendo posizione in favore di una sola parte. Non possiamo armare i Palestinesi contro Israele, l'Umbria è una terra che non può alimentare in nessun modo un conflitto degli uni contro gli altri”. PG/

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