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CITTÀ DI CASTELLO: “INQUALIFICABILE LA RICHIESTA DI AUMENTO DEI COMPENSI PER I REVISORI DEI CONTI DEL COMUNE” - NOTA DI LIGNANI MARCHESANI (FD'I)

In sintesi

Il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani (Fratelli d'Italia) giudica “inqualificabile” la richiesta di aumento dei compensi per i revisori dei conti del Comune di Città di Castello. Secondo Lignani Marchesani “sarebbe opportuno non solo non aumentare i compensi, ma eliminare anche i rimborsi chilometrici, facilitando così le rinunce dei non tifernati e favorendo i professionisti, magari giovani, del territorio”.

 

(Acs) Perugia, 28 luglio 2014 – “È inqualificabile la richiesta dei revisori dei conti del Comune di Città di Castello che vogliono imporre al Consiglio comunale tifernate l’aumento dei propri compensi”. È quanto dichiara il consigliere regionale di Fratelli d'Italia, Andrea Lignani Marchesani.

“La delibera formalmente votata dal consiglio – spiega Lignani - nasce dalle lagnanze dei componenti del Collegio, i quali sostengono essere poco remunerati rispetto alle responsabilità legate alla certificazione del bilancio. Il compenso per il presidente, secondo le richieste, aumenterebbe dai circa 7mila 550 euro l’anno attuali ad 11mila 700, mentre per i membri del collegio da circa 5mila a 7mila 800 euro. A questo vanno poi aggiunti i rimborsi chilometrici”.

“Giova ricordare – prosegue Lignani - che una legge assurda stabilisce che i revisori del Comune vengano sorteggiati, sottraendo quindi al Consiglio la prerogativa strategica dell’elezione del collegio. I sorteggiati, che debbono appartenere all’albo professionale apposito, conoscono comunque a priori il compenso che andranno a percepire e, qualora non lo trovino congruo, possono sempre rinunciare. Sarebbe, invece, opportuno non solo non aumentare i compensi, ma eliminare anche i rimborsi chilometrici, facilitando così le rinunce dei sorteggiati non tifernati e favorendo di conseguenza i professionisti, magari giovani, del territorio”.

“Già nel passato – conclude Lignani Marchesani - una simile richiesta di aumento dei compensi venne rimandata al mittente, determinando le dimissioni di due terzi del collegio: che lo stesso avvenga anche questa volta? Chi non è contento di ricoprire un incarico tanto prestigioso può tranquillamente dimettersi. Qualcuno, onorato e contento del compenso, si troverà sempre, magari favorendo i giovani professionisti locali rispetto ai forestieri attuali”.RED/dmb


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