CONSIGLIO REGIONALE (2): TK-AST: “DALLA THYSSEN UN PIANO INACCETTABILE, SOLO FINANZIARIO, SENZA IMPEGNI PER RICERCA E MANTENIMENTO PRODUZIONE” - COMUNICAZIONE PRESIDENTE MARINI
La presidente della Giunta regionale, Catiuscia Marini, ha informato l'Assemblea legislativa sulla situazione della Thyssen Krupp di Terni. Per la presidente “manca un vero piano industriale, non ci sono impegni per gli investimenti, non c'è una strategia per il futuro mentre si prefigurano sacrifici per i lavoratori. Annunciati tagli dei costi e chiusura del secondo forno”. Nella seduta del 29 luglio, su proposta del capogruppo Locchi (Pd) verrà presentato in Aula un apposito documento.
(Acs) Perugia, 22 luglio 2014 – “Il piano che Thyssen Krupp ha presentato ufficialmente a sindacati, istituzioni locali e governo nazionale è un 'businness plan' e non un vero piano industriale, sul quale abbiamo avuto una posizione molto ferma, che il Consiglio regionale potrebbe sostenere con un proprio atto formale: in quella proposta mancano impegni per gli investimenti, la ricerca e l'innovazione, ed emerge una difficoltà a prefigurare che accanto ai sacrifici per i lavoratori possa giungere una proposta strategica per il futuro delle acciaierie”. Così la presidente della Giunta regionale, Catiuscia Marini, ha iniziato l'informativa sulla situazione della Thyssen Krupp di Terni che, durante la seduta di oggi, ha svolto nell'Aula dell'Assemblea legislativa. Nella seduta di martedì 29 luglio, come proposto dal capogruppo Renato Locchi (Pd), verrà presentato e discusso un documento che, partendo dall'informativa della presidente Marini e dai confronti che si svolgeranno nel frattempo, darà indicazioni all'Esecutivo regionale in merito alle azioni da intraprendere e alle priorità da individuare nell'affrontare la vertenza Thyssen Krupp/Ast.
L'INTERVENTO DELLA PRESIDENTE.
La presidente Marini ha rilevato che “si delinea un approccio di Thyssen e Ast all'elaborazione di un piano che non prefigura una ristrutturazione inserita in un piano industriale. IL PIANO DELL'AZIENDA È ESSENZIALMENTE FINANZIARIO e parte dalle valutazioni sulla situazione di Ast e delle sue partecipate, come il Tubificio e Aspaciel. La proposta di Thyssen è connessa alla situazione economica di perdita del gruppo (800 milioni negli ultimi 5 anni) e mira al ritorno alla profittabilità. Le capacità industriali di Ast non possono essere completamente utilizzate per la situazione del mercato attuale, c'è volontà di mettere al centro l'industria dell'inossidabile per tornare a fare profitti, di correggere il volume della produzione industriale e, nel biennio 2015/2016, di chiudere il secondo forno di Terni. Inoltre si prevede una riduzione dei costi per 100 milioni di euro concentrati sull'approvvigionamento e l'efficientamento e sulla riduzione dell'organico di circa 550 unità ma anche una riduzione dei costi per unità di lavoro del 10 per cento”.
Catiuscia Marini valuta “questo PIANO INACCETTABILE: per i lavoratori, ma anche per la città di Terni, per la comunità regionale e per tutto il Paese. Manca un impegno strategico per il mantenimento della siderurgia e per l'accesso a nuovi mercati. Viene ridimensionato il lavoro svolto nei due anni di fase transitoria determinata dalla Commissione europea. Nel rispetto dell'attività dei sindacati, il Consiglio regionale dovrà maturare una propria iniziativa basata sulla richiesta al Governo nazionale affinché l'Italia, anche nell'ambito del semestre di presidenza Ue, definisca una posizione sulla questione della siderurgia, anche in connessione al programma proposto dalla Commissione europea sul tema dell'acciaio. L'Italia, insieme a pochissimi altri Paesi, è coinvolta in modo rilevante da questo programma e la vicenda di Terni e delle sue acciaierie non può che avere un carattere fortemente nazionale, distinto dal caso di Piombino e dell'Ilva di Taranto. Sarà necessario attivare una interlocuzione con i parlamentari europei eletti nella circoscrizione centrale. Già gli onorevoli Tajani e Gasbarra hanno assunto delle iniziative. La Commissione europea ha una responsabilità profonda su quanto accaduto nel biennio 2012/2014 per quanto riguarda la cessione sul mercato delle acciaierie, l'acquisto da parte di Outokumpu e l'incertezza di questa fase transitoria viene pagata pesantemente in termini di potenzialità del sito. Serve una maggiore attenzione alla competitività dei grandi siti industriali della Comunità europea rispetto ad una politica concentrata su ASTRATTE REGOLE DI MERCATO, che ad oggi ci fanno chiedere quale sarebbe il quarto produttore di acciaio all'interno dell'Europa, dato che questo ruolo sembra oggi svolto da produttori extra Ue che sono in concorrenza con la produzione europea di acciaio”.
La presidente ha spiegato che “ci interessa aprire un confronto su un piano industriale, per questo abbiamo chiesto una MODIFICA DEL PIANO AST/THYSSEN, spostando l'asse della proposta da un piano mirato solo a far ritornare i conti in pareggio dimenticando i costi sociali pagati dai lavoratori. Manca una strategia industriale, che metta al centro la capacità di investimento nella tecnologia e nell'innovazione. Le uniche cifre sono: 20 milioni di euro per l'adattamento dei forni e 2,5 milioni per ulteriori investimenti, cifre irrisorie per una prospettiva di medio/lungo periodo. Dobbiamo pensare una strategia che oltre al confronto con Thyssen punta al mantenimento dell'acciaio a Terni, ribadendo alcuni punti: le acciaierie di Terni sono la più grande realtà industriale dell'Italia centrale, una delle poche che mantiene la complessità delle produzioni di base, dove negli anni si è sviluppata una forte capacità di relazioni industriali e sindacali”.
Infine Catiuscia Marini ha evidenziato che “il piano di Thyssen e il carattere del management messo alla testa di Ast (professionalità non sul versante dell'industria ma su quello della finanza) la dicono lunga sull'approccio che l'azienda ha scelto. CI ATTENDONO MESI DIFFICILI durante i quali dovremo dimostrare la nostra capacità di coesione istituzionale, di condivisione di una strategia, di responsabilizzazione dei lavoratori e dei sindacati. Accanto alla posizione assunta dalla Giunta, sarà utile un documento formale dell'Assemblea legislativa dell'Umbria che manifesti solidarietà ai lavoratori e rimarchi le caratteristiche industriali che per noi sono più rilevanti. Il prossimo incontro dovrebbe tenersi ai primi di settembre dunque in questo mese dovremo svolgere i confronti con le istituzioni, i sindacati, i parlamentari europei e il Governo nazionale”. MP/