GAZA: “UN GENOCIDIO NEL SILENZIO E NEL DISINTERESSE” - GORACCI (CU) PUNTA IL DITO SUL SILENZIO DELLE ISTITUZIONI EUROPEE, DEL GOVERNO E ANCHE DELLA REGIONE UMBRIA
Orfeo Goracci (Comunista umbro) ammonisce l'Europa e l'Italia perché continuano a guardare “in silenzio quanto sta avvenendo nella Striscia di Gaza. Ma anche l'Umbria, da sempre definita culla del pacifismo mondiale – fa notare -, in questa circostanza catastrofica, pur non avendo chiaramente 'potere' per intervenire direttamente nel conflitto, resta in 'assordante silenzio'”.
(Acs) Perugia, 21 luglio 2014 – Il consigliere regionale Orfeo Goracci (Comunista umbro) ammonisce l'Europa e l'Italia perché continuano a guardare “in silenzio quanto sta avvenendo nella Striscia di Gaza. Ma anche l'Umbria – fa notare -, da sempre definita culla del pacifismo mondiale, in questa circostanza catastrofica, pur non avendo chiaramente 'potere' per intervenire direttamente nel conflitto, resta in 'assordante silenzio'”.
Nel rimarcare come “ad ora sono circa 600 i morti palestinesi, quasi tutti civili e centinaia di bambini che non sono certo 'pericolosi terroristi', Goracci punta il dito su “Tg e giornali” perché “si astengono dal far vedere immagini di morte e sterminio la cui crudezza fa rabbrividire”.
Secondo il consigliere regionale viene tenuto questo tipo di comportamento “per evitare sussulti e reazioni da parte dell'opinione pubblica mondiale. Sabra e Chatila si ripetono, ma ancora non c'è la stessa reazione e indignazione di allora. Le immagini che circolano sulla rete sono agghiaccianti. Non voler vedere che a Gaza c'è un carnefice: l'esercito israeliano, e una vittima: la popolazione civile palestinese, è un'aggravante inconcepibile”.
Denunciando il fatto che “nessuno fa niente per bloccare un genocidio, un massacro di civili innocenti”, Goracci definisce “impossibile non rendersi conto che dopo i 600 morti e oltre 150 mila sfollati in un fazzoletto di terra senza acqua, cibo, medicine, luoghi minimamente attrezzati per primari 'bisogni' fisici umani, cosa potrebbe accadere”.
Secondo Goracci è preoccupante anche “qualche timidissima e flebile voce che fa dell'equidistanza tra esercito israeliano e strage di palestinesi civili la sua bussola. Non si può essere equidistanti. Nel '44/45 abbiamo combattuto quelli che 'rastrellavano' e uccidevano per rappresaglia. Pagina gloriosa della nostra storia. Certo – aggiunge -, bisogna essere realisti, e purtroppo ad incidere ci sono anche l'appartenenza e la propria visione del mondo per cui si sceglie di stare da una parte piuttosto che da un'altra. Ma di fronte alla violenza, alla crudeltà, alle ingiustizie, io mi sento sempre di stare dalla parte dei più deboli.
In conclusione, per Goracci “non è umanamente possibile girarsi dall'altra parte di fronte a tanto orrore. Nessuna parte politica, oggi – conclude -, può concepire e giustificare un atto così crudele verso civili innocenti, una violenza atroce verso il genere umano”. RED/as