Regione Umbria - Assemblea legislativa


CONSIGLIO REGIONALE: LINEE GUIDA PER LA PROGRAMMAZIONE SCOLASTICA DEGLI ANNI 2015/2016, 2016/2017 E 2017/2018 – SÌ DELL'AULA, CONTRARIO GORACCI (CU)

In sintesi

L'Assemblea legislativa dell'Umbria ha approvato quasi all'unanimità (unico contrario Goracci-Cu) le linee guida per la programmazione territoriale della rete scolastica e dell'offerta formativa in Umbria per gli anni 2015/2016, 2016/2017 e 2017/2018. Non ci sono novità rilevanti rispetto alla programmazione del triennio precedente, essendo risultate valide le decisioni precedentemente assunte, dato che solo un numero molto limitato di indirizzi, tra quelli istituiti, non sono stati attivati. Sul dimensionamento restano i minimi di almeno 600 alunni per avere un istituto scolastico autonomo con dirigente, 400 per le scuole di piccoli comuni montani.

(Acs) Perugia, 17 luglio 2014 – L'Assemblea legislativa dell'Umbria ha approvato quasi all'unanimità (unico contrario Goracci-Cu) le linee guida per la programmazione territoriale della rete scolastica e dell'offerta formativa in Umbria per gli anni 2015/2016, 2016/2017 e 2017/2018. Non ci sono novità rilevanti rispetto alla programmazione del triennio precedente, essendo risultate valide le decisioni precedentemente assunte, dato che soltanto un numero molto limitato di indirizzi, tra quelli istituiti, non sono stati attivati. Sul dimensionamento restano i minimi di almeno 600 alunni per avere un istituto scolastico autonomo con dirigente, 400 per le scuole di piccoli comuni montani. Il presidente della Terza Commissione Massimo Buconi, relatore in Aula dell'atto, ha spiegato che la Regione “ha dovuto tenere conto dei vincoli legati al contenimento della spesa pubblica, che limitano la disponibilità della dotazione organica, delle specificità presenti nel sistema, quali la rilevanza del servizio scolastico nelle aree montane anche in funzione di presidio culturale, sociale ed economico del territorio, il costante incremento degli iscritti anche di cittadinanza straniera, l'aumento della domanda di scuola dell'infanzia e di tempo scuola ed i casi di disagio e di abbandono. Ora – ha concluso – restano da definire i criteri per la programmazione regionale dell'offerta formativa per il triennio 2015-2016, 2016-2017 e 2017-2018, criteri che saranno utilizzati per la definizione del Piano regionale, da approvarsi entro dicembre 2014 dall'Assemblea legislativa dell'Umbria”.

IL MONITORAGGIO DEL PIANO 2011/2014. Gli ultimi tre anni scolastici sono stati oggetto di monitoraggio e di valutazione, anche al fine di inserire eventuali correttivi nella futura programmazione regionale: si è verificato in Umbria una sorta di travaso dalla formazione classica (- 38,1 per cento) a quella socio-umanistica (+29,2 per cento) e, in misura minore (+9,5 per cento) linguistica (l'incremento di iscritti all'indirizzo musicale è relativo a soli 7 iscritti), mentre continuano a crescere gli iscritti al liceo scientifico (+18,6 per cento). Aumentano in misura inferiore gli iscritti agli istituti tecnici (+3,4 per cento) e ai professionali (+11,4 per cento), tuttavia i secondi a differenza dei primi crescono in misura maggiore dell'aumento complessivo degli iscritti alla scuola di 2° grado (+4,8 per cento). Dal secondo al terzo anno diminuiscono sensibilmente (-12,8 per cento) gli iscritti all'indirizzo scientifico, ritornano a crescere quelli al classico (+6,4 per cento), mentre minore è l'incremento degli iscritti all'indirizzo di scienze umane (+3,3 per cento). Gli iscritti al linguistico crescono del 6,9 per cento. Gli iscritti agli istituti tecnici e professionali aumentano rispettivamente del 14,7 per cento e del 19,9 per cento. Considerando la variazione tra il primo (2010-2011) e l'ultimo anno (2012-2013) di monitoraggio, si assiste all'importante crescita dell'area socio-umanistica, il cui incremento è del 50,5 per cento (scomponibile nel +33,5 per cento delle scienze umane e del +17 per cento del liceo linguistico) a discapito del liceo classico (-34,2 per cento). Gli iscritti al liceo musicale raddoppiano, passando da 22 a 47 alunni, ma si tratta ancora di valori molto bassi. La novità che emerge dalla lettura dei dati è data dalla crescita delle preferenze per gli istituti tecnici e professionali: in due anni l'aumento è di 408 iscritti (da 2.199 a 2.607) agli istituti tecnici e di 454 iscritti (da 1.336 a 1.790) agli istituti professionali. Per effetto di questa dinamica, dal primo al terzo anno della riforma dell'istruzione secondaria di secondo grado in Umbria si dimezza quasi la percentuale di iscritti alle prime classi del liceo classico, mentre aumentano di 1,7 punti percentuali gli iscritti alle prime classi dei nuovi licei ancora più importante dire che la preferenza per l'istruzione tecnica e quella professionale aumenta rispettivamente di 1,8 e 3,6 punti percentuali, anche se nella nostra regione perdura la preferenza per i licei in termini di iscritti complessivi. Nel processo di ridefinizione dell'offerta formativa sul territorio, la Regione ha voluto anche dare particolare impulso all'istruzione tecnico-professionale, al fine di contribuire alla diffusione della cultura tecnica e scientifica, rafforzare il rapporto tra scuola e mondo del lavoro, dare risposte alle esigenze del sistema produttivo locale e favorire l'inclusione attiva degli studenti a rischio di abbandono dei percorsi educativi e formativi.

Interventi: ORFEO GORACCI (Comunista umbro): “FERMAMENTE CONTRARIO A QUESTA PROPOSTA - Dopo aver ascoltato la relazione credo si vogliano prendere in giro le persone. Sono fermamente contrario a questa proposta, come pure alla costituzione del Centro per l'istruzione degli adulti a Perugia. In quest’Aula si è parlato a lungo rispetto alla situazione degli istituti eugubini, quindi la chiusura del professionale e la mancata attivazione dell’indirizzo alberghiero. Nel dicembre 2013 proposi il mantenimento dell’autonomia per l’Istituto 'Gattapone di Gubbio, la proposta fu bocciata perché in sostanza il Governo aveva pronto un decreto che prevedeva per tutti il numero minimo di iscritti di 900, adesso l'assessore ci dice che si sta ancora ragionando sui 600 iscritti e 400 per gli istituti di montagna”.
CARLA CASCIARI (assessore regionale Istruzione): “VERIFICA SU ALCUNI INDIRIZZI SE CORRISPONDENTI ALLA VOCAZIONE TERRITORIALE - Attraverso i Tavoli provinciali viene effettuata una verifica sugli indirizzi non attivati. Verifica già prevista dalla Giunta nel piano triennale precedente per controllare se alcuni indirizzi corrispondono innanzitutto alla vocazione territoriale, ma anche all'omogeneità territoriale negli ambiti della regione. Bisogna valutare sostanzialmente il grado di partecipazione degli studenti verso certi indirizzi. Quello del 'turismo' ha un po' sofferto in diverse aree. Abbiamo dato vita ad una valutazione sia con i Comuni che con le associazioni sindacali, incrociando anche dati del mercato del lavoro con l’effettiva rispondenza della scuola. La situazione dell'Alberghiero a Gubbio non è chiusa. Il nostro impegno è di riconvocare a breve un tavolo e sulla base dei risultati, alla fine di questo triennio, dovremo necessariamente rivedere alcuni indirizzi”. PG/AS


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