Regione Umbria - Assemblea legislativa


INFRASTRUTTURE: “IL VIA ALLA STAZIONE PER I TRENI AD ALTA VELOCITÀ A BETTOLLE ('MEDIOETRURIA'), MA NON RESTI AL PALO LA VARIANTE DELLA ORTE-FALCONARA” - NOTA DI GORACCI (COMUNISTA UMBRO)

In sintesi

Il consigliere regionale Orfeo Goracci, pur definendo “un evento importante” la firma del Protocollo di intesa tra Regione Umbria e Regione Toscana per la promozione della realizzazione della Stazione per i treni ad Alta velocità a Bettolle ('MedioEtruria'), rimarca “alcuni limiti e potenziali rischi” dell'opera stessa, oltre “all'amarezza e alla delusione per una mancata discussione sul futuro della Orte-Falconara, che interessa vaste compagini territoriali non certo secondarie”. Secondo Goracci, lavorando unicamente sulla direttrice toscana, si rischia di mettere la “pietra tombale su ogni ipotesi di potenziamento della Orte-Falconara, compreso il suo raddoppio con l'accantonamento definitivo dei progetti di realizzazione della galleria tra le Stazioni di Spoleto e Terni, opera da sempre vista di cattivo occhio dalla Toscana”.

(Acs) Perugia, 14 luglio 2014 - “La firma del Protocollo di intesa tra Regione Umbria e Regione Toscana per la promozione della realizzazione della Stazione per i treni ad Alta velocità a Bettolle ('MedioEtruria') , rappresenta  un evento importante, in un contesto territoriale, come il nostro, dove il gap negativo dal punto di vista infrastrutturale si è fatto sentire e continua a pesare in maniera determinante sulle dinamiche complessive di sviluppo e di crescita dell'economia e della società. In questo panorama, pertanto, ogni volta che si riesce a stabilire un avanzamento,  vuol dire, un progresso per tutti”. Così il consigliere regionale Orfeo Goracci (Comunista umbro) che però rimarca “alcuni limiti e potenziali rischi dell'opera stessa, accanto all'amarezza e alla delusione per una mancata discussione, quantomai necessaria, sul futuro della Orte-Falconara, che interessa vaste compagini territoriali non certo secondarie”.

Goracci evidenzia come il primo aspetto sia infatti strettamente correlato al secondo. “Con la costruzione della 'MedioEtruria' – spiega -, c'è infatti  il concreto rischio che, lavorando unicamente sulla direttrice toscana, si metta la pietra tombale su ogni ipotesi di potenziamento della Orte- Falconara, compreso il suo raddoppio (soluzione da me non auspicata, ma cardine delle linee regionali fino ad oggi), con l'accantonamento definitivo dei progetti di realizzazione della galleria tra le Stazioni di Spoleto e Terni, opera da sempre vista di cattivo occhio dalla Toscana”. Per il consigliere regionale, poi, “non sono stati fugati in maniera efficace e risolutiva, ad oggi, dubbi non certo trascurabili sorti sul piano tecnico, in ordine ad un rallentamento della capacità di frequenza delle linee 'Freccia Rossa' e "'Freccia d'Argento' che, passando per la 'MedioEtruria', dovrebbero per forza decelerare da una velocità di circa 300 km/h a una velocità di 100 km/h ( attualmente procedono a 250 km/h , ma la loro velocità aumenterà con l'elettrificazione a 25mila  Volts e con il segnalamento europeo ERMTS di secondo livello) . E su tutto – continua Goracci -,  pesa la mancata attenzione verso le esigenze della Orte-Falconara, con un veto politico ad una discussione serena e franca, corredata di dati e di analisi obiettive, rispetto alla soluzione, da me auspicata, della variante passante per Foligno, Assisi, Bastia, Sant'Egidio, con stazione comprensoriale in territorio eugubino-gualdese. Su questa idea progettuale - ricorda - presentai una mozione nell'autunno 2010 e dopo un ampio confronto, articolato in più tappe, con numerose realtà territoriali e con il comitato 'Ultimo Treno'. Da allora, non c'è stata la benché minima volontà politica, da parte del Consiglio regionale e della Giunta, di discutere tale proposta, anche effettuando un esame comparato dei vantaggi e degli svantaggi delle due ipotesi del raddoppio lungo l'asse di Valtopina e della variante”.

Goracci si dice convinto che “prendere in considerazione, con atti politici concreti, l'ipotesi della variante, costituirebbe non solo un gesto di attenzione doveroso verso territori che scontano ritardi di decenni sul fronte infrastrutturale, ma rappresenterebbe anche una grande occasione per la crescita complessiva e la reale uscita dall'isolamento di tutta l'Umbria. A differenza del raddoppio – fa notare -, la variante consentirebbe infatti di mettere in rete, con un bacino d'utenza potenziale compreso tra 300 e 500mila utenti, infrastrutture come l'Aeroporto di Sant'Egidio, garantendone lo sviluppo più pieno e completo nel panorama nazionale ed internazionale e rivitalizzando, al contempo, anche le 'Officine Grandi Riparazioni' di Foligno,  da anni languenti nel limbo di una forte crisi. Non voler affrontare questo nodo, strategico per  l'Umbria, in virtù di pregiudizi quando non di veti politici ingiustificati e anacronistici, significa non fare gli interessi dell'Umbria”.

Goracci assicura quindi che continuerà a battersi “nelle sedi istituzionali e fuori perché vi sia, in un futuro molto vicino, la necessaria attenzione verso proposte e idee che, lungi dall'incarnare esigenze corporative o campanilistiche, rappresentano invece un patrimonio di progettualità che non va disperso, a vantaggio di tutte le nostre comunità – conclude -, dell'economia del territorio, del futuro dell'Italia mediana e non solo nel panorama nazionale”. RED/as
 


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