Regione Umbria - Assemblea legislativa


DIRITTI CIVILI: “TUTELARE L'IDENTITÀ DI GENERE CONTRO LA DISCRIMINAZIONE SESSUALE” - PRESENTATA LA PROPOSTA DI LEGGE DI MARIOTTI, BARBERINI E CINTIOLI (PD)

In sintesi

I consiglieri regionali del Partito democratico Manlio Mariotti e Giancarlo Cintioli hanno presentato a Palazzo Cesaroni la proposta di legge “Norme contro le discriminazioni e le violenze determinate dall'orientamento sessuale” che porta la firma anche del collega Luca Barberini. Previsti interventi per “favorire il raggiungimento dell'uguaglianza tra le persone a prescindere dalla loro identità di genere” in diversi ambiti: istruzione, formazione professionale, formazione del personale regionale, sanità e assistenza; attività culturali e servizi.

(Acs) Perugia, 19 marzo 2014 - "Favorire il raggiungimento dell'uguaglianza tra le persone a prescindere dal loro orientamento sessuale e dalla loro identità di genere con interventi in materia di istruzione, formazione professionale, integrazione sociale e responsabilità sociale delle imprese, formazione del personale regionale, sanità e assistenza; attività culturali e servizi; contrasto alla discriminazione e alla violenza”. Sono questi gli obiettivi della proposta di legge firmata dai consiglieri regionali del Partito democratico Manlio Mariotti, Luca Barberini e Giancarlo Cintioli e presentata questa mattina nella sede dell'Assemblea legislativa regionale. [Immagini della presentazione: http://goo.gl/lM6jrg].

GLI INTERVENTI DEI FIRMATARI. Prima di entrare nel merito del provvedimento, Manlio Mariotti ha evidenziato che la proposta rientra nell'impegno del Partito democratico sul tema dei diritti civili “in un momento in cui la crisi generalizzata rischia di farci perdere di vista questioni valoriali che invece dobbiamo individuare come prioritarie. La crisi economica abbrutisce e fa vivere di impellenze contingenti, facendo perdere il senso dell'eguaglianza sostanziale dei valori. Questa legge affonda le sue radici nella proposta legislativa che il Comune di Perugia, ormai 7 anni fa, presentò alla Regione grazie all'impegno di Maria Pia Serlupini e di altre persone coraggiose. Il suo iter partirà la prossima settimana dalla Terza Commissione, dove potrebbe trovare punti di contatto con le norme contro la violenza di genere, per poi concludersi – ha auspicato – entro la fine della legislatura”. Giancarlo Cintioli ha poi osservato che “le misure previste dalla proposta di legge potrebbero essere affiancate al nuovo Piano sanitario regionale, che dovrà vedere la luce entro l'anno in corso. Si potrebbe anche valutare la possibilità di attivare linee di finanziamento legate alla programmazione comunitaria”.

SCHEDA: LA PROPOSTA DI LEGGE Tra gli interventi auspicati ci sono: promuovere la protezione, l'accoglienza, il sostegno ed il soccorso alle vittime di atti di discriminazione o di violenza in ragione del loro orientamento sessuale o della loro identità di genere. Istituire un Osservatorio regionale sulle discriminazioni e le violenze per orientamento sessuale ed identità di genere. Monitorare e rilevare, a cura del Corecom, nei contenuti della programmazione televisiva e radiofonica regionale e locale, nonché nei messaggi commerciali e pubblicitari, eventuali messaggi discriminatori nei confronti di alcuni orientamenti sessuali o dell'identità di genere della persona”. “Le norme proposte – è stato spiegato - intendono mettere la Regione Umbria nella condizione di integrare e completare una trama legislativa già definita dal legislatore nazionale, dall'Unione europea e da importanti convenzioni internazionali ratificate dall'Italia. La prevenzione e il contrasto delle discriminazioni motivate dall'orientamento sessuale o dall'identità di genere della vittima rappresentano un significativo impegno politico, sociale e legislativo per poter giungere a realizzare la perfetta accettazione degli orientamenti omosessuale e bisessuale. E per rendere possibile che la dignità e la sicurezza delle persone trans non sia messa a rischio in ogni fase della transizione e successivamente”. Nella relazione al testo di legge si spiega che “non tutti gli orientamenti sessuali presentano lo stesso carattere di debolezza o di rischio, ma principalmente quelli omosessuale e bisessuale, a causa dell'esistenza di stigmi e di un paradigma eterosessuale che continuano a condizionare la loro accettazione sociale, familiare e personale”.

La proposta di legge mira a proteggere tutti gli orientamenti sessuali (omosessuale, eterosessuale e bisessuale) e le persone che a causa di una non coincidenza tra il sesso loro attribuito alla nascita e il genere percepito effettuano un percorso di transizione o di adeguamento dei caratteri sessuali. E stabilisce il riconoscimento da parte della Regione che ogni tipo di discriminazione e violenza contro le persone in ragione del loro orientamento sessuale o dell'identità di genere, la persecuzione, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica che privata, costituisce una violazione dei diritti umani fondamentali alla vita, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità personale e sociale, all'integrità fisica e psichica, e costituisce un pericolo per la salute ed un ostacolo al godimento del diritto ad un'esistenza sicura, libera e dignitosa. La norma impegna la Regione a perseguire l'integrazione tra le politiche educative, scolastiche e formative e le politiche sociali e sanitarie, anche per sostenere le persone e le famiglie nei loro compiti educativi, per prevenire le discriminazioni per motivi derivanti dall'orientamento sessuale o dall'identità di genere e favorire l'acquisizione di una cultura della non discriminazione. Sono previsti interventi di competenza regionale e degli enti locali in ambito scolastico, per favorire la conoscenza e la sensibilizzazione sui temi correlati all'orientamento sessuale e all'identità di genere attraverso la promozione di iniziative nelle scuole, l'organizzazione di corsi di formazione e il coinvolgimento di enti associativi che svolgono attività negli ambiti oggetto della legge.

Nel testo predisposto da Mariotti, Barberini e Cintioli si fa riferimento specifico ai diritti generati dalla legislazione regionale, con particolare riferimento all'accesso ai servizi, alle azioni e agli interventi, prevedendo che vengano riconosciuti ai singoli e alle famiglie, comprese quelle formate da persone che coabitano a motivo dei vincoli affettivi che li legano. Infine, si ipotizzano interventi da parte di Asl, servizi socio-assistenziali e sociosanitari per fornire adeguata informazione, consulenza e sostegno alle persone circa il proprio orientamento sessuale o la propria identità di genere. In particolare si prevede un impegno specifico a favore dei genitori nella cura e nell'educazione dei figli per garantire il rispetto del loro orientamento sessuale o della loro identità di genere. Una disposizione particolarmente importante in modo particolare per quei genitori di persone omosessuali o trans che necessitano di approfondire la conoscenza di temi relativi all'orientamento sessuale o all'identità di genere”. MP/


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