Regione Umbria - Assemblea legislativa


FUSIONE COMUNI ALTO ORVIETANO: “SGUAIATO, SCOMPOSTO E RIDICOLO IL COMPORTAMENTO DEL PD SULLA VICENDA” - NOTA DI DE SIO (FD'I)

In sintesi

Il consigliere regionale Alfredo De Sio (Fratelli d'Italia) intervenendo sul voto di stamani dell'Assemblea legislativa regionale circa le modifiche alla legislazione regionale in tema di referendum consultivi e sulla fusione dei cinque Comuni dell'Alto Orvietano, definisce il comportamento del Partito Democratico “sguaiato, scomposto e per certi versi ridicolo”. De Sio ribadisce la sua condivisione nel perseguire processi  di semplificazione amministrativa ed istituzionale che superi la frammentazione e la dispersione di risorse, mantenendo alto quel principio di prossimità tra cittadino e municipalità.

(Acs) Perugia, 6 marzo 2014 - “Come diceva un fine politico, 'a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca' ed il comportamento sguaiato, scomposto e per certi versi ridicolo con il quale il Partito Democratico ha condotto la vicenda del referendum consultivo, relativo alla fusione dei cinque comuni dell’alto Orvietano, ne è la fotografia più evidente”. Così il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Alfredo De Sio in merito al dibattito sulle modifiche alla legge '14/2010' riguardanti le modalità di svolgimento dei referendum consultivi per l'istituzione di nuovi Comuni, fusione di Comuni esistenti o modificazione delle circoscrizioni e delle denominazioni comunali proposte dall'Esecutivo regionale.

“Ero e rimango favorevole – aggiunge De Sio - ad ogni processo di semplificazione amministrativa ed istituzionale che superi la frammentazione e la dispersione di risorse, mantenendo alto quel principio di prossimità tra cittadino e municipalità . Elementi questi - spiega -, indispensabili  e che fanno a pugni con questa specie  di corsa contro il tempo a cui la Giunta regionale, su spinta delle satrapie locali del Pd e di qualche sindaco  in odore di 'trombatura elettorale', ha piegato la voglia di  partecipazione e consapevolezza piena dei cittadini dell’Alto Orvietano”.

Nel ricordare che “i cinque anni trascorsi sono stati di palese immobilismo sul tema della fusione tra i Comuni da parte delle amministrazioni locali interessate”, De Sio li definisce “cinque anni di scarsa integrazione dei servizi, di silenzio e nessun coinvolgimento della popolazione alla preparazione di questa eventualità. Neppure l’Unione dei Comuni aveva appassionato l’impegno dei solerti amministratori e legislatori regionali che, come la bella addormentata nel bosco, improvvisamente si sono lanciati nel progetto di fusione  a pochi mesi dalle elezioni. L’ integrazione di servizi tra i Comuni è praticamente inesistente, tanto che nell’elencazione di quello che finora è stato fatto in questo campo, ci si riduce ad elencare  le  questioni obbligatorie come l’Istituto comprensivo scolastico  o quelle culturali come l’ecomuseo, l’Avis  o il centro anziani. Non si è riusciti a costruire un servizio unico che riguardi tutti e cinque i Comuni: polizia municipale; la nettezza urbana; il segretario comunale, situazioni che vedono integrazioni solo su alcuni dei cinque Comuni”.

Per De Sio, “con un decreto a livello nazionale come quello 'Del Rio', che ancora deve definire nel dettaglio le varie situazioni riguardanti Provincie, Comuni e processi di semplificazione, l’unico obiettivo da parte del Partito democratico è stato quello di un'accelerazione che non fa altro che invelenire il clima e precostituire situazioni lontane dallo spirito unificante che deve essere alla base di questa operazione. Non si poteva avviare un vero processo di coinvolgimento delle popolazioni diverso dalle buffonate cui abbiamo fin qui assistito? E non si poteva celebrare il referendum dopo le elezioni amministrative, magari favorendo nella prima fase un’applicazione concreta per gestire unitariamente tutti i servizi e valutare i risultati in termini economici e di efficienza? Evidentemente – rimarca De Sio - non si poteva, perché sono troppo importanti i destini personali e politici di pochi per sottoporli ad un vero, trasparente percorso sganciato da interessi di parte. Questa storia è partita male ed ho l’impressione che proseguirà peggio – conclude l'esponente del centrodestra - perché l’arroganza non paga mai ed il rischio palese è quello di vanificare un processo che, pure, aveva basi solide per decollare ed essere da stimolo per altre realtà”. RED/as 


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