Regione Umbria - Assemblea legislativa


IMPRENDITORIA GIOVANILE: LA LEGGE “12/'95” RIPARTE DOPO LE MODIFICHE DELLA REGIONE. UN MILIONE DI EURO ALLE 66 DOMANDE PRESENTATE – AL COMITATO DI MONITORAGGIO LO STATO DI ATTUAZIONE DELLA NORMATIVA

In sintesi

La legge sull'imprenditoria giovanile è ripartita dopo la modifica di settembre 2013 che ha tolto la necessità di coperture bancarie per gli investimenti. Il bando 2014, scaduto il 31 gennaio scorso, ha messo a disposizione un milione di euro alle 66 domande ricevute: 49 dalla provincia di Perugia e 17 da quella di Terni. È quanto emerso dal Comitato monitoraggio e vigilanza, presieduto da Maria Rosi, che oggi ha ascoltato Luigi Rossetti, coordinatore dell'area imprese e lavoro della Regione Umbria.

 

(Acs) Perugia, 4 marzo 2014 – La legge sull'imprenditoria giovanile è ripartita dopo la modifica che ha tolto la necessità di coperture bancarie per gli investimenti. Il bando scaduto il 31 gennaio scorso, che metteva a disposizione un milione di euro, ha avuto 66 domande - 49 dalla provincia di Perugia e 17 da quella di Terni – per agevolazioni richieste di circa 2 milioni e mezzo di euro.

È quanto emerso oggi dal Comitato per il Monitoraggio e la vigilanza sull'Amministrazione regionale, presieduto da Maria Rosi, che ha ascoltato Luigi Rossetti, coordinatore dell'area imprese, lavoro e istruzione della Regione Umbria, sull'attuazione della legge “12/'95” (“Agevolazioni per favorire l'occupazione giovanile con il sostegno di nuove iniziative  imprenditoriali”).

“L'acuirsi della crisi finanziaria ed economica, sommata alla stretta creditizia – ha spiegato Rossetti – aveva di fatto bloccato l'operatività della legge. Le modifiche al provvedimento, approvate nel settembre del 2013 dal consiglio regionale, hanno rimosso le oggettive difficoltà che i neo imprenditori incontravano per acquisire le garanzie. Il nuovo testo della legge prevede che i progetti fino a 66mila euro possano beneficiare di un'anticipazione a tasso zero del 75 per cento dell'investimento, per un importo massimo di 50mila euro, senza l'obbligo di fideiussioni. Grazie a questo cambiamento c'è stato subito un riscontro molto positivo anche per l'immediata applicazione”.

“In questo modo - ha sottolineato Rossetti - riusciamo a stratificare gli interventi sulle diverse tipologie di imprese, finanziando progetti di microcredito, aziende più strutturate ma anche progettualità più ampie. Con il fondo di rotazione, infatti, ci sono anticipazioni a tasso zero che finanziano progetti fino a 16mila euro. In questi casi si tratta principalmente di start up di autoimpiego, più centrati sulla persona. Per progetti superiori ai 66mila, invece, non si va in anticipazione ma si elargisce un contributo in conto interessi”.

La legge 12 è rivolta ai giovani tra i 18 e i 35 anni, limite di età che può arrivare a 40 per i lavoratori in cassa integrazione o in mobilità, oppure per  portatori di handicap o per le donne che intendono reinserirsi nel mercato del lavoro. Le agevolazioni possono essere richieste entro un anno dalla costituzione dell'impresa, e vanno a coprire le spese di acquisto di macchinari e attrezzature, impianti, licenze o brevetti, o per la ristrutturazione di fabbricati.

Rossetti ha sottolineato come dal 1996 al 2013 con il fondo rotativo della legge 12 sono stati elargiti oltre 70 milioni di euro a circa 1600 progetti. “La logica è quella della rigenerazione delle risorse, ma un fondo non alimentato va necessariamente verso l'esaurimento. Per questo la Giunta regionale sta lavorando per l'inserimento delle agevolazioni all'imprenditoria giovanile nei fondi della programmazione europea 2014-2020. Con tutti gli strumenti in campo – ha concluso – dal microcredito alle start up, dal  supporto alla cooperazione fino al fondo rotativo, ogni anno riusciamo a mettere in campo 5milioni di euro per incentivare lo sviluppo”.

La presidente del Comitato, Maria Rosi, ha sottolineato la necessità di una maggiore apertura delle maglie per la presentazione dei progetti che sono troppo specifiche, cercando di includere anche le imprese di servizi. “Inoltre - ha detto Rosi - dobbiamo trovare una formula diversa per coinvolgere anche le persone sopra i 40 anni e fare pressioni sulle Provincie che hanno la gestione diretta del bando”. Andrea Smacchi (Partito democratico) ha spiegato che ci sono territori, come quello della fascia appenninica, “in profonda crisi economica e occupazionale che non presentano domande per la legge sull'imprenditoria giovanile. Il nostro obiettivo deve essere quello di rendere disponibili risorse alle persone che si sentono escluse, di dare la possibilità di accesso agli incentivi anche ai progetti presentati da zone fino ad ora escluse”. Per Massimo Buconi (Partito socialista) “serve capire l'efficacia di questi strumenti di aiuto e sostegno ai giovani, e vedere l'esito dei finanziamenti dopo qualche anno. Solo così riusciremo a tarare meglio i nostri interventi”.  Lamberto Bottini (Partito democratico) ha proposto un confronto con le azioni messe in campo dalla altre Regioni, cercando di capire quale risposta hanno dato allo sviluppo dell'imprenditoria giovanile, “per tarare meglio i nostri interventi”.

Per questo il Comitato ha deciso che ci sarà un'altra riunione dedicata agli incentivi sull'imprenditoria giovanile, e ha chiesto ulteriori approfondimenti per capire meglio alcuni aspetti della legge “12/'95”, puntando in particolare sulla copertura territoriale e sul tasso di sopravvivenza delle imprese finanziate. DMB/
 
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