Regione Umbria - Assemblea legislativa


CONSIGLIO REGIONALE (1): PRESENTATE LE TRE MOZIONI SUL PIANO RIFIUTI – I TESTI DI LOCCHI (PD)-BUCONI (PSI), DOTTORINI (IDV) E STUFARA (PRC)-BRUTTI (IDV)

In sintesi

L'Assemblea legislativa dell'Umbria ha iniziato la seduta odierna con l'illustrazione delle tre mozioni sul piano regionale dei rifiuti presentate dai consiglieri Locchi e Buconi (Partito democratico – Socialisti), Dottorini (Idv), Stufara e Brutti (Rifondazione comunista - Idv). La discussione dei tre atti, incentrati sull'utilizzo del combustibile da rifiuti (css), sulla “strategia rifiuti zero” o su altre soluzioni per la “chiusura del ciclo”, è stata unificata e verrà seguita dal voto sui documenti.

(Acs) Perugia, 25 febbraio 2014 – Le tre mozioni relative alla revisione del piano regionale per la gestione dei rifiuti verranno discusse e votate durante la seduta odierna dell'Assemblea legislativa dell'Umbria. I tre atti, firmati dai consiglieri Locchi e Buconi (Pd – Psi), Dottorini (Idv), Stufara e Brutti (Prc- Idv) e incentrati sull'utilizzo del combustibile da rifiuti (css) o su altre soluzioni per la “chiusura del ciclo”, verranno discussi unitamente e poi votati dall'Aula. 


1. PRESENTAZIONE ALL'ASSEMBLEA LEGISLATIVA DA PARTE DELLA GIUNTA DI UNA PROPOSTA DI ADEGUAMENTO DEL PIANO REGIONALE DI GESTIONE DEI RIFIUTI, RECANTE ANCHE LA SOLUZIONE PIÙ IDONEA AD ASSICURARE LA CHIUSURA DEL CICLO DEI RIFIUTI. Il capogruppo socialista Massimo Buconi ha illustrato la prima mozione partendo dalla “ridotta produzione di rifiuti complessivi, dal graduale incremento della differenziata, dagli importanti interventi di potenziamento degli impianti di preselezione e recupero in corso e, in ultimo, dal mutato quadro normativo nazionale. La prevista realizzazione di un nuovo impianto di trattamento termico è di fatto superata, però c'è comunque la necessità di andare a prevedere una chiusura del ciclo che non può essere più soddisfatta tramite l’attuale sistema di smaltimento in discarica. I tre capisaldi della mozione sono l'assenza di compatibilità economica e di necessità tecnica di un termovalorizzatore (mentre resta immutata l'esigenza di superare le discariche) e gli investimenti costanti per portare al massimo la raccolta differenziata. Il mutato quadro normativo prevede la libera circolazione sul territorio nazionale del CSS, combustibili derivanti da rifiuti urbani indifferenziati, siamo in presenza di una regione dove varie città stanno sperimentando buone pratiche e trattamenti meccanici. Anche in riferimento al css ci può essere un ulteriore raffinamento della selezione per cui soluzioni di maggior trattamento dei rifiuti prima ancora della totale chiusura sono compatibili con i ragionamenti circa l’utilizzo del css. La cui produzione può integrare gli attuali sistemi di selezione, trattamento meccanico e biologico finalizzati al recupero e riciclo di materie e non può prescindere dalla raccolta differenziata e dalla successiva separazione di frazioni di rifiuto che possono essere destinate al recupero e al riciclaggio. La nostra regione potrebbe adeguare uno degli impianti esistenti di selezione e trattamento per la produzione di css derivante dalle frazioni di rifiuti: gli impianti esistenti sul territorio nazionale sono sovradimensionati rispetto all’attuale produzione italiana e si possono raggiungere positive intese con altre regioni, non per fare a scaricabarile ma per raggiungere economie di scala compatibili. In conclusione vorremmo impegnare la Giunta regionale a produrre entro il prossimo mese di giugno una proposta di adeguamento del Piano regionale di gestione dei rifiuti, che dovrà contenere anche la soluzione più idonea a assicurare la chiusura del ciclo”

2. PRESENTAZIONE DA PARTE DELLA GIUNTA DI UNA PROPOSTA DI MODIFICA DEL PIANO REGIONALE DEI RIFIUTI FINALIZZATA AD INDIVIDUARE LE SOLUZIONI PIÙ IDONEE AL RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI IN MATERIA DI RACCOLTA DIFFERENZIATA, RICICLAGGIO E RECUPERO DEI RIFIUTI E AD AFFRONTARE LE PROBLEMATICHE CONNESSE AL DECRETO DEL MINISTRO DELL'AMBIENTE “22/2013” Il capogruppo dell'Italia dei valori, Oliviero Dottorini, ha spiegato la propria mozione rilevando che “le modifiche al Piano regionale dei rifiuti non sono solo legate al decreto Clini sul combustibile solido secondario (css) ma anche alla presa d'atto che alcune previsioni di quel piano erano sbagliate. L'idea di realizzare uno o più termovalorizzatori è superata e lo ha detto lo stesso assessore che ne aveva decantato l’urgenza e ineluttabilità. Inoltre, pure in presenza di un positivo trend della differenziata, resta il problema della non completa attuazione della tariffa puntuale e senza nessun meccanismo incentivante per la raccolta differenziata. Si parla del css in maniera acritica e aprioristica, avendo la soluzione già in tasca, a prescindere dai dati scientifici, dai rischi che potrà subire una corretta gestione del ciclo integrato dei rifiuti. E senza garantire la corretta gerarchia di interventi: riduzione, riuso, raccolta differenziata, riciclo e riutilizzo. Preoccupa che la revisione del piano venga prevista entro giugno, vale a dire dopo le elezioni amministrative. Sappiamo bene che la Giunta ha già predisposto da tempo il relativo documento, in cui c'è scritto che la modifica del piano sarà in capo alla Giunta e non occorrerà coinvolgere il Consiglio, esattamente come avvenuto con le biomasse. Il partito di maggioranza relativa ha voluto presentare una mozione senza un confronto con gli alleati di governo chiedendoci un consenso a scatola chiusa, potendo già contare sul sostegno scontato e molto trendy di Forza Italia. La genesi del css lo sappiamo e sappiamo che questo è uno dei bocconi avvelenati lasciatici in eredità dal Governo Monti. Sul css ci sono troppi risvolti, troppe domande che non trovano risposta: quando parliamo di corretto equilibrio della gestione integrata dei rifiuti, dobbiamo domandarci quale effetto potrebbe avere sulla qualità della gestione del ciclo dei rifiuti la realizzazione di impianti di produzione di css. E i sindaci, posti di fronte alla scelta se investire sulla differenziata o conferire i rifiuti negli impianti di produzione di css, sceglierebbero l’opzione più conveniente economicamente, vale a dire il css, compromettendo in questo modo tutti gli sforzi fatti anche quelli che la Giunta dovrà mettere in campo sulla differenziata. Occorre dunque puntare con decisione sull’opzione rifiuti zero, investire su riuso, riciclo e forme di preselezione che riducano al massimo la quantità di rifiuti da indirizzare a smaltimento senza trovare scorciatoie. Rivolgere a tutti un invito a maggiore prudenza nell’approcciarsi a problematiche complesse, che non possono essere risolte col furore ideologico che ha caratterizzato il dibattito su questi temi in passato. Non c'è necessità di intervenire con risorse pubbliche per mettere a norma impianti già esistenti e renderli adatti al css. Eppure sembra proprio questo l’obiettivo, ottenere interventi della Regione per garantire i necessari adeguamenti impiantistici. Anche se non si capisce perché la Regione dovrebbe sostenere l'adeguamento dei cementifici, dato che il css può essere reperito in tutta Italia e quindi l'Umbria potrebbe venderlo ad altre regioni. Riteniamo assolutamente inopportuno incentivare l’utilizzo di css nel nostro territorio regionale, anzi, da questo punto di vista sarebbe preferibile sia in termini economici che in termini ambientali la vendita del css a aziende di altre regioni o straniere. Chiediamo che la Giunta presenti al Consiglio regionale la propria proposta di revisione del piano entro aprile, prima delle elezioni amministrative, in modo da mettere i cittadini nelle condizioni di discutere, valutare e scegliere”.

3. ADOZIONE DELLA “STRATEGIA RIFIUTI ZERO” NELLA PROGRAMMAZIONE REGIONALE DEI RIFIUTI Il capogruppo di Rifondazione comunista–Fds Damiano Stufara ha esposto i contenuti della mozione rilevando che “il Consiglio comunale di Perugia, dopo quello di Terni, ha approvato una delibera che esclude il trattamento termico dei rifiuti puntando invece sulla campagna 'rifiuti zero' e su un aggiornamento del piano regionale dei rifiuti che preveda la progressiva riduzione della quantità di rifiuti prodotti fino al traguardo dei rifiuti zero entro il 2020, l’aumento della differenziata, il superamento del ricorso all’incenerimento dei rifiuti e il riutilizzo della materia attraverso il trattamento a freddo o meccanico biologico dei rifiuti. Le due principali città della regione, Perugia e Terni (che ha votato l'esclusione di incenerimento o trattamento termico dei rifiuti continuando l’opera di pressione sulla Regione perché approvi un nuovo Piano regionale dei rifiuti senza trattamento termico degli stessi), si sono dunque espresse su una materia con cui si confrontano da tempo, chiedendo alla Regione di cambiare la propria posizione, seguendo la strategia rifiuti zero e lasciando perdere l''incenerimento e i tentativi di camuffare i rifiuti da combustibile. L'Assemblea regionale torna ad occuparsi di questa materia dopo due sedute dedicate al piano rifiuti e dobbiamo capire se siamo in sintonia con quanto chiesto dai Consigli comunali, dai cittadini umbri ed anche dalla normativa europea che prevede un intervento basato su prevenzione e riduzione della produzione e della nocività dei rifiuti; preparazione per il riutilizzo; recupero dei rifiuti mediante riciclo, reimpiego, o ogni altra azione intesa a ottenere materie prime secondarie, ponendo la raccolta differenziata alla base della possibilità di recupero di materia dai rifiuti; recupero energetico e smaltimento, relegando dunque questa azione all’ultimo posto della gerarchia di azioni. Ricordo che per l’Unione Europea entro il 2020 bisogna abbandonare le pratiche di incenerimento e di produzione energetica attraverso il trattamento termico di rifiuti o loro derivati, come lo è il css. Siamo ad uno snodo delicato, non si tratta di rinviare a dopo le elezioni, si tratta di prendere oggi una posizione e di dare al governo regionale un indirizzo programmatico su cui costruire il nuovo Piano rifiuti. Si tratta di decidere oggi di non produrre css che altro non è che il tal quale che prima veniva distrutto negli inceneritori. Quel css anche se viene bruciato in altre regioni provoca dei danni a delle popolazioni che si trovano a pochi chilometri da noi. Serve una nuova stagione nella gestione del ciclo dei rifiuti, virtuosa a vantaggio del nostro ambiente e delle nostre popolazioni. Non si comprende la ragione di fughe in avanti che non sono in sintonia con i Comuni principali della regione e con i suoi cittadini. Ma che sembrano preludere a scenari in voga nel Parlamento nazionale. che fino ad oggi in questo contesto non avevano albergato. Questo non sarebbe un bene per il futuro della nostra regione”. MP/

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