Regione Umbria - Assemblea legislativa


VERTENZA NESTLÈ-PERUGINA: “VERIFICA CON L'AZIENDA SUL FUTURO PRODUTTIVO ED OCCUPAZIONALE DELLO STABILIMENTO DI SAN SISTO” - LOCCHI E MARIOTTI (PD) INTERROGANO LA GIUNTA REGIONALE

In sintesi

I consiglieri regionali Renato Locchi e Manlio Mariotti hanno presentato una interrogazione (question time) alla Giunta regionale affinché solleciti un confronto ed una verifica con la Nestlè-Perugina sullo stato e le prospettive produttive ed  occupazionali dello stabilimento di San Sisto, sulle strategie industriali che la Multinazionale ha in programma di sviluppare sul nostro territorio e sugli impegni conseguenti in termini di nuovi investimenti. Per Locchi e Mariotti, tale volontà, sia pur ridimensionata nella sua portata rispetto alle prime notizie circolate, desta comunque serie preoccupazioni, in primo luogo nei lavoratori, perché  riguarderebbe, a rotazione, una parte consistente degli addetti e cioè oltre 200 unità.

(Acs) Perugia, 20 febbraio 2014 - “Sollecitare un confronto ed una verifica con la Nestlè-Perugina sullo stato e le prospettive produttive ed  occupazionali dello stabilimento di San Sisto, sulle strategie industriali che la  Multinazionale ha in programma di sviluppare sul nostro territorio e sugli impegni conseguenti in termini di nuovi investimenti”. Lo chiedono alla Giunta regionale, attraverso una interrogazione, i consiglieri Renato Locchi e Manlio Mariotti (Partito democratico) dopo che “la Nestlè-Perugina ha comunicato alla Rsu aziendale e alle organizzazioni sindacali di categoria l'intenzione di aprire le procedure per il ricorso alla cassa integrazione ordinaria per lo stabilimento Perugina di San Sisto”

Per Locchi e Mariotti, “tale volontà, sia pur ridimensionata nella sua portata rispetto alle prime notizie circolate che ipotizzavano il coinvolgimento di tutte le maestranze del sito produttivo, desta comunque serie preoccupazioni, in primo luogo nei lavoratori, perché  riguarderebbe, a rotazione, una parte consistente degli addetti e cioè oltre 200 unità. Il ricorso unilaterale dell'azienda alla cassa integrazione ordinaria – scrivono i due esponenti del Pd - è motivato dalle caratteristiche delle produzioni di eccellenza a base di cioccolato dello stabilimento di San Sisto, dalle peculiarità con le quali devono essere allocate nei canali di distribuzione, dall'andamento del mercato di settore fortemente condizionato dalla stagionalità dei consumi e dalla conseguente necessità di concentrare le attività di produzione in specifici periodi dell'anno. Ma questo ricorso alla cig è comunque il  segnale di scelte  della multinazionale essenzialmente difensive, e non invece improntate a strategie industriali che abbiano obiettivi prioritariamente volti al rafforzamento degli investimenti, al rilancio delle produzioni e al consolidamento del sito produttivo di San Sisto”

Secondo i dei consiglieri regionali del Pd, “la decisione della Nestlè-Perugina del ricorso alla cassa integrazione ordinaria  avviene per di più  in una situazione di assenza di un chiaro indirizzo e di una guida forte a livello di direzione aziendale e di incertezza in quella dello stabilimento di San  Sisto. Il ricorso alla cassa integrazione ordinaria comporta duri sacrifici per le maestranze. E su mandato delle assemblee svolte in fabbrica,  la Rsu e le organizzazioni sindacali - concludono Locchi e Mariotti - hanno avanzato la proposta di affrontare la crisi in atto con strumenti più equamente gestibili e meno penalizzanti del salario dei lavoratori con l'utilizzo del contratto di solidarietà”. RED/as


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