Regione Umbria - Assemblea legislativa


LEGGE ELETTORALE: “UN FURTO DI DEMOCRAZIA” - GORACCI (CU) SULLA RIFORMA DEL SISTEMA DI VOTO NAZIONALE E REGIONALE

In sintesi

Il consigliere regionale Comunista umbro Orfeo Goracci interviene in merito alla riforma della legge elettorale, osservando che “l'intento di Berlusconi e Renzi è di escludere dal Parlamento tutti i soggetti non omologati e non esecutori delle politiche della Banca Europea”. Per Goracci la legge elettorale regionale dovrebbe essere di rappresentanza proporzionale pura, dato che “già la riduzione a 20 membri porterebbe ad una soglia di sbarramento automatica del 4-6 percento”.

(Acs) Perugia, 11 febbraio 2014 - “Nelle prossime settimane anche la Regione Umbria dovrebbe approvare la sua legge elettorale. Tutto lascia pensare che Roma insegnerà molto, e che solo tre saranno i soggetti politici che siederanno nel prossimo Consiglio regionale. E vorremmo sperare che non esistano i nominati, ma dopo Roma non è escluso che le aspirazioni di listino non riprendano forza anche qui”. Lo afferma il consigliere Orfeo Goracci (Comunista umbro), esprimendo “alcune brevi considerazioni mentre alla Camera dei Deputati sono in svolgimento dibattito e votazioni sulla nuova legge elettorale”.

Secondo Orfeo Goracci “Berlusconi e Renzi (il nuovo che avanza) hanno concordato e blindato (forse anche brindato) alla faccia della sovranità popolare, un testo antidemocratico, che per me rimane pienamente incostituzionale, dove i deputati saranno ancora nominati dai padroni/padrini dei partiti e dove sarà una minoranza a governare il paese. La proposta in discussione – aggiunge - fa sembrare la fascistissima legge Acerbo del 1923 un modello di democrazia e piena rappresentatività: quella legge consentì infatti l'elezione di Antonio Gramsci quando il suo partito non arrivava al 4 percento. La legge Berlusconi-Renzi impedirebbe a un partito che dovesse ottenere il 7,9 percento (tra i 2,5/3 milioni di voti circa) di non essere rappresentato in Parlamento. Alla faccia della democrazia e della rappresentatività. E' evidente che in questo schema vengono espulsi e messi al bando tutti i soggetti non omologati e non esecutori delle politiche della Banca Europea”. Goracci ricorda poi che “il Consiglio regionale è già passato da 30 a 20 componenti, con lo specchietto per le allodole del risparmio: ma per risparmiare, e anche di più, sarebbe bastato, come ho detto anche in dibattito consiliare, rimanere con 30 consiglieri con lo stipendio dimezzato. Con 20 consiglieri c'è il rischio (o la certezza) che non solo le forze politiche e le varie sensibilità di sinistra, destra, centro che non siano FI, PD e Cinque Stelle non entreranno nell'Assemblea regionale, ma che anche i territori più deboli, demograficamente e per peso economico, non abbiano la possibilità di essere rappresentati. L'unico modo per attenuare questo quadro devastante – conclude - è di approvare una legge di rappresentanza proporzionale pura: già il numero di 20 rappresenterà una soglia di sbarramento (dal 4 al 6 percento) per essere eletti in Consiglio. In mancanza di ciò assisteremo all'annientamento di interi territori e a una transumanza politica verso PD, FI, o Cinque Stelle. E addio alla nobile storia della Regione Umbria”. RED/mp


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