POLITICA: “INCONCEPIBILE CHE IL COMUNE DI PERUGIA NON SI SIA COSTITUITO PARTE CIVILE NEL PROCESSO MEREDITH” - PER LIGNANI MARCHESANI (FD'I) “SUDDITANZA INQUALIFICABILE NEI CONFRONTI DEI POTERI FORTI”
Il consigliere regionale di Fratelli d'Italia Andrea Lignani Marchesani commenta la sentenza di Firenze sul delitto Kercher criticando l'amministrazione comunale di Perugia per non essersi costituita parte civile. Per Lignani il sindaco Boccali dovrebbe chiedere il ritorno di Amanda Knox in Italia, “denunciando in caso contrario il gemellaggio con Seattle”.
(Acs) Perugia, 31 gennaio 2014 - “Colpevolezza riaffermata per Amanda e Raffaele. I prossimi interminabili gradi di giudizio diranno la parola fine su una vicenda che ha fortemente danneggiato l’immagine di Perugia, provocando ingenti danni anche di natura economica alla comunità umbra e alle sue Università. Resta un evidente errore per il Comune di Perugia non essersi costituito parte civile con la possibilità di poter destinare eventuali risorse a borse di studio e a studenti bisognosi”. Lo dichiara il consigliere regionale di Fratelli d'Italia Andrea Lignani Marchesani, rilevando che “stride la celerità con cui i sindaci perugini si costituiscono con celere frequenza in altri processi (nel 2009 anche contro il sottoscritto con un clamoroso buco nell’acqua), talvolta con eccesso di zelo e in omaggio al politicamente corretto. Strano come un dirigente profumatamente pagato e legale del Comune non abbia suggerito una così elementare procedura, un atto quasi dovuto in un processo di rilevanza planetaria”.
Lignani Marchesani evidenzia che “non si va certo lontano dal vero affermando che l’Amministrazione perugina non voleva inimicarsi poteri forti assolutamente collegati alla signorina Knox, non potendo sottrarsi ad un meccanismo che ha messo in discussione la nostra sovranità nazionale come ha ben ricordato nel primo processo di appello il PM Giuliano Mignini. Questa sentenza non ristorerà il dolore della famiglia Kercher né ridurrà il danno evidente per Perugia e l’Umbria. Emergono però responsabilità precise degli amministratori del 2007 nel sottovalutare politicamente la situazione. Riaffermiamo il fatto che il sindaco Boccali, in un sussulto di dignità, deve ufficialmente richiedere il ritorno di Amanda in Italia, denunciando in caso contrario il gemellaggio con Seattle, un’amicizia istituzionale di cui, visto anche il trattamento riservato a Perugia nella città americana non sentiremo la mancanza”. RED/mp