Regione Umbria - Assemblea legislativa


CONSIGLIO REGIONALE (2) – ECONOMIA: “RICONOSCIMENTO DELLO STATO DI CRISI INDUSTRIALE COMPLESSA PER L'AREA DI TERNI E NARNI” - NECESSARI ULTERIORI APPROFONDIMENTI SULLA MOZIONE DI STUFARA (PRC-FDS)

In sintesi

La mozione presentata dal capogruppo di Rifondazione comunista Damiano Stufara, con la quale si chiede l'avvio “tempestivo” di tutte le procedure per richiedere al ministero dello sviluppo economico il riconoscimento dello “stato di crisi complessa per l'area di Terni e Narni” è stata discussa in Aula ma non finalizzata da una decisione. Sono stati ritenuti necessari ulteriori approfondimenti, da effettuare nel territorio interessato alla presenza di istituzioni e forze sociali e imprenditoriali, per individuare gli strumenti adatti a giungere ad una soluzione condivisa.

(Acs) Perugia, 28 gennaio 2014 – L'Aula di Palazzo Cesaroni ha discusso oggi la mozione presentata dal capogruppo di Rifondazione comunista Damiano Stufara che chiede l'avvio tempestivo di tutte le procedure per richiedere al ministero dello sviluppo economico il riconoscimento dello “stato di crisi complessa per l'area di Terni e Narni”. Su iniziativa del consigliere del Pd Manlio Mariotti, dopo l'intervento di Alfredo de Sio (Fd'I) che esprimeva “condivisione, insieme alla necessità di declinare con attenzione gli interventi”, e con il parere favorevole della Giunta espresso dall'assessore Vincenzo Riommi, è stato deciso di non assumere subito la decisione inerente la mozione per avere il tempo di approfondire in maniera esaustiva quali strumenti mettere in campo e capire perché nell'area interessata si è aperta una discussione sull'opportunità o meno di seguire il percorso della crisi industriale complessa. Per fare questo serviranno alcune settimane di tempo e l'impegno del Consiglio regionale direttamente sul territorio interessato, attraverso una seduta straordinaria a Terni oppure affidando il lavoro di approfondimento alla Seconda commissione consiliare.

LA RELAZIONE DI DAMIANO STUFARA (PRC-FDS): “Necessario attivare gli strumenti nazionali di intervento in ragione della gravità della crisi economica nei comparti industriali dell'area di Terni e Narni, con particolare riferimento alle vertenze riguardanti il Polo chimico e la Sgl Carbon, alle incertezze relative al comparto siderurgico e manifatturiero, nonché ai dati sul ricorso alla cassa integrazione nel primo semestre del 2013, che rilevano l'impennata della straordinaria (+38 per cento) ed il crollo della deroga (-87,73 per cento), diretta conseguenza della cessazione di numerose aziende, non è da considerarsi risolvibile con risorse e strumenti di competenza regionale, in base a quanto previsto dalla normativa statale ai fini del riconoscimento dello stato di crisi complessa. Nell'area industriale di Terni e Narni, ad oggi priva di strumenti di rilevo nazionale per far fronte all'attuale stato di crisi, è necessario intervenire con una strategia di reindustrializzazione attraverso un organico intervento nazionale, oggi possibile solo in seguito al riconoscimento dello status di 'crisi industriale complessa' e risultante da una serie di indicatori, relativi alla recessione economica ed alla perdita occupazionale, a cui quell'area dell'Umbria purtroppo risponde pienamente”. Il capogruppo di Rifondazione fa riferimento alla legge nazionale '99/2009' "Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia", che prevede “agevolazioni a favore della ricerca, dello sviluppo e dell'innovazione e altre forme di incentivi, al fine di assicurare l'efficacia e la tempestività delle iniziative di reindustrializzazione nelle aree o distretti in situazione di crisi industriale, nei casi di situazioni complesse nonché con impatto significativo sulla politica industriale nazionale”. “Un recente decreto attuativo del ministero dello sviluppo economico sulle 'Misure urgenti per la crescita del Paese' – ha spiegato il consigliere - definisce 'situazioni di crisi industriale complessa, quelle che, a seguito di istanza di riconoscimento della Regione interessata, riguardano specifici territori soggetti a recessione economica e perdita occupazionale di rilevanza nazionale derivante da una crisi di una o più imprese di grande o media dimensione con effetti sull'indotto, oppure da una grave crisi di uno specifico settore industriale con elevata specializzazione nel territorio'”. Quella norma, insieme ad altre precedenti, prevederebbe tra l'altro “l'applicazione delle agevolazioni previste dalla legge '181/1989', contemplando in particolare l'intervento attraverso l'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa Spa (Invitalia) per la realizzazione di programmi di promozione industriale. Nel territorio di Terni ci sono stati, negli anni passati, strumenti di programmazione negoziata che hanno consentito l’utilizzo delle risorse nazionali previste dalla legge 181 e l'attuazione di programmi di promozione industriale per far fronte alla crisi dei settori industriali, in particolare quello siderurgico, a cui hanno fatto seguito il contratto d'area di Terni-Narni-Spoleto e il patto di territorio del 2005, di cui tuttavia non si è avuta completa realizzazione”. Stufara ha concluso evidenziando che “il riconoscimento dello stato di crisi complessa è stato ripetutamente richiesto da parte delle rappresentanze dei lavoratori, in ragione della rilevanza nazionale della crisi che investe il comparto industriale del territorio di Terni e Narni e della strategicità delle produzioni presenti”. Il capogruppo di Rifondazione comunista ha ricordato in Aula le meritorie azioni svolte dallo scomparso Alberto Provantini, commemorato dall'Aula ad inizio di seduta, per sostenere l'area industriale di Terni e Narni.

INTERVENTI
ALFREDO DE SIO (FD'I): “La mozione deve essere valutata attentamente. Sulla 'cornice' possiamo essere tutti d'accordo, stanti le necessità di sostenere l'area industriale di Terni e Narni, ma dobbiamo confrontarci su cosa mettere dentro il 'quadro'. Lo spirito della mozione è condivisibile, ma vediamo come declinare l'ordine degli interventi, quale sia lo strumento più adatto. Negli anni passati, di fronte ad una crisi già in atto, furono fatte scelte difficili: l'obiettivo 2 si rivelò essere una 'camicia di forza' perché legato ad un'area fortemente industriale ma anche a territori, come Orvieto, che poco avevano a che fare l'industria. Fu comunque una grande opportunità. I successivi Patti di territorio, gli accordi di programma furono elementi grazie ai quali furono messe in piedi politiche adeguate. Oggi, con la crisi e la presenza di multinazionali che mettono in seria discussione anche la programmazione regionale, dobbiamo pensare bene agli strumenti da utilizzare. E' una mozione da valutare attentamente”.
MANLIO MARIOTTI (PD): “Dobbiamo riflettere attentamente sul come mettere in campo una nuova politica industriale. Anche nel Dap si evidenzia un processo di deindustrializzazione e di perdita di peso da parte del manufatturiero, tre punti sopra la media del Paese. Quindi, quale strumentazione mettere in campo? Mi appare chiaro che i criteri per definire l'area complessa, la stessa costruzione del documento che la Giunta dovrà redigere ci impongono approfondimenti. Il Governo deve avere segnali precisi sulla individuazione delle aree, no alla proliferazione indistinta con il pretesto della grossa crisi, no ad un ricorso eccessivo e non efficace, in ragione delle risorse. Infine, dobbiamo considerare che a Terni si è aperta una discussione sul tema e il Consiglio deve capire perché si discute sulla opportunità o meno di utilizzare questo strumento. Faccio quindi richiesta di darci un supplemento di istruttoria, magari utilizzando la commissione preposta, facendo audizioni con le forze imprenditoriali e con l'assessore per capire se c'è ancora la volontà di proseguire in questa direzione e poi tornare in Consiglio e riuscire meglio a decidere se intraprendere questa strada perché ritenuta la più opportuna”.
DAMIANO STUFARA (replica) – “Dalle considerazioni sentite emerge la rilevanza strategica di questa decisione. Da parte nostra non c'è volontà di precipitare nella seduta odierna una decisione, qualunque sia. Importante la consapevolezza diffusa che va approfondita adeguatamente per poi arrivare a una decisione. Non sono contrario alla proposta di Mariotti di rinviare la trattazione della mozione dentro il percorso indicato, quello di farlo con la seconda commissione dopo avere sentito cosa diranno a Terni. Decidiamo però i termini della questione. Due o tre settimane, non credo si possa avere un rinvio che finisca per mettere la pratica sotto altre pur rilevanti questioni”.
VINCENZO RIOMMI (assessore regionale): “Sembra anche alla Giunta un percorso serio, quindi impegniamoci verso un fattivo lavoro che intrecci in commissione il lavoro che sul tema si sta già portando avanti con il patrimonio di contatti e discussioni già avviate da tempo su un tema che sta in Umbria nella misura in cui è tema della grande politica industriale a livello nazionale. Il tema della riforma degli strumenti è aperto. Può andare bene anche una sessione straordinaria del Consiglio regionale, serve un atto politico forte con cui la Regione pone un problema di politiche industriali adeguate per dare sviluppo e prospettiva, un pezzo di politica industriale che chiediamo per tutta l'Umbria.
EROS BREGA (presidente del Consiglio regionale) “a questo punto direi di sospendere l'atto per approfondire il tema nelle modalità che saranno definite dalla Conferenza dei capigruppo e quindi riportare il dibattito in Aula entro febbraio”. PG/

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