Regione Umbria - Assemblea legislativa


DON MATTEO: “DANNO E BEFFA PER GUBBIO” - NOTA DI GORACCI (COMUNISTA UMBRO)

In sintesi

“A Spoleto 'Don Matteo' e a Gubbio il Css, ovvero la mondezza”: è l'assunto di un intervento del consigliere regionale Orfeo Goracci (Comunista umbro), il quale critica le scelte fatte dalla Regione e gli errori della passata amministrazione comunale eugubina. Goracci chiede alla Regione di aprire un tavolo di confronto con la produzione affinché “Gubbio sia un riferimento” per le prossime edizioni del serial televisivo.

(Acs) Perugia, 13 gennaio 2014 - “Oltre al danno anche la beffa per Gubbio”: lo dice il consigliere regionale Orfeo Goracci (Comunista umbro) in riferimento al cambio di location per il popolare film tv “Don Matteo” da Gubbio a Spoleto, e anche riferendosi ad altre scelte fatte dalla Regione che, secondo il consigliere, hanno fortemente penalizzato la città eugubina.

“La vicenda della Regione e Don Matteo – secondo Goracci - merita considerazioni purtroppo molto negative. Sul fatto che il consolidato successo del prete detective potesse continuare anche se con una location diversa, non c'erano dubbi. Troppi hanno taciuto sul perché se ne sono andati dalla città dei Ceri, dove il successo è nato e si è affermato. Allora l'incapacità di un sindaco ha portato la 'Luxe Vide' a scelte di interesse diverso. Adesso, oltre al danno, anche la beffa. La Regione impegna molti soldi con Luxe Vide per promuovere luoghi, tratti, caratteristiche, specificità del cuore verde. Presidenti e assessori ci diranno dell'utilità, dell'economicità commerciale delle operazioni dei 3 minuti prima degli episodi. Fino qui potrebbe essere tutto normale: altri meglio di me conoscono i parametri commerciali per uno spot di 3 minuti in prima serata, ma, c'è un gigantesco 'ma'. C'è di mezzo Gubbio. Nelle prime otto serie, è stata promossa comunque l'Umbria e la Regione non ha messo un centesimo. Verrà detto che il tutto è avvenuto dopo che avevano già scelto Spoleto e che su tale scelta la Regione nulla c'entra, che la colpa sarebbe di Gubbio che non ha saputo gestire il rapporto con la produzione. Probabilmente c'è tanta verità, ma è pur vero che a difendere l'incapacità amministrativa eugubina di quel periodo (2011-2013) la Regione, sia al Governo che in Consiglio, era sempre in prima fila. Io non voglio essere suscitatore di 'sospetti', sento quello che gli eugubini dicono nei bar, nelle piazze, allo stadio sulla vicenda Don Matteo e, dal 'sentire', viene fuori che Luxe Vide è stata ben trattata, soprattutto dalla Regione”.

“La Regione – continua - ha dato un altro schiaffo alla città di Gubbio e io non ho difficoltà a dire che questa considerazione non è solo una 'vulgata' popolare. Il 19 dicembre in Consiglio Regionale, suscitando la "forte" reazione della Presidente, dissi nel mio intervento della scelleratezza sulla mancata attivazione dell'alberghiero al Gattapone e che ciò costituiva un brutto 'schiaffo' per Gubbio. Per essere chiari, va detto che cito solo fatti delle ultime settimane, ma l'elenco penalizzante per Gubbio è lunghissimo. Fin troppo. Magari qualcuno penserà o avrà pensato: niente istituto alberghiero, finanziamo la Luxe Vide, che ha portato Don Matteo a Spoleto, ma a Gubbio diamo il CSS, ovvero la mondezza!”

“L'unica scelta saggia che la Regione può e deve fare dopo questo ulteriore sgarbo a Gubbio – conclude Goracci - è aprire un tavolo di confronto con la Luxe Vide (un qualche confronto ci sarà stato altrimenti gli spot di 3 minuti sono caduti dal cielo?) con il quale si stabilisce che Gubbio debba essere un riferimento per le prossime produzioni. Ricordo che, con chi scrive, quando aveva un qualche ruolo a Gubbio, la casa produttrice di Don Matteo, non solo ha fatto 7 serie (per la prima c'erano altri), ma ha girato interamente il film su S. Francesco e, addirittura, sono venuti a realizzare, sempre a Gubbio, scene del Caso Mattei. Se la Regione non si impegnerà a fare questo sarà sempre più evidente che, per una comunità come quella eugubina, la percezione dell'istituzione regionale che ha sede a Perugia, non potrà che essere quella di 'matrigna' e anche molto cattiva!”. RED/PG

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