Regione Umbria - Assemblea legislativa


RIFIUTI: “INTERVENIRE SU PROVINCIA PER REVOCA AUTORIZZAZIONE INCENERITORE EX PRINTER DI TERNI” - STUFARA (PRC-FDS) CHIEDE CHE LA GIUNTA RISPONDA IN COMMISSIONE ALL'INTERROGAZIONE PRESENTATA IN APRILE

In sintesi

Il capogruppo regionale di Rifondazione comunista – Fds, Damiano Stufara, chiede che un rappresentante dell'Esecutivo di Palazzo Donini risponda in Commissione alla interrogazione sull'impianto ex Printer di Terni presentata nell'aprile scorso. Nel suo atto ispettivo Stufara auspica un intervento presso la Provincia di Terni affinché venga revocata l'autorizzazione per l'esercizio dell'impianto di incenerimento, concessa nel 2009 e valida fino al 2019.

(Acs) Perugia, 7 dicembre 2013 – La Giunta regionale, nel rispetto delle proprie funzioni in materia di tutela ambientale, intervenga sulla Provincia di Terni affinché sia revocata l'autorizzazione del 2009 per l'esercizio dell'impianto di incenerimento ex Printer srl e sia rispettata la normativa vigente. In considerazione degli impegni recentemente assunti in Consiglio regionale e delle previsioni contenute nel prossimo Piano regionale per la qualità dell'aria, che individuando nella conca ternana l'area più critica del territorio regionale in termini di polveri sottili ed ossidi di azoto, rendendola del tutto inidonea alle attività di incenerimento. È quanto chiede, con una interrogazione alla Giunta di Palazzo Donini, il capogruppo regionale di Rifondazione comunista Damiano Stufara, che ieri ha formalizzato la richiesta di trattazione in Commissione dell'atto ispettivo, dal cui deposito sono trascorsi alcuni mesi.

Nell'interrogazione Damiano Stufara spiega che “l'impianto già di proprietà della Printer è stato autorizzato all'effettuazione di operazioni di messa in riserva e recupero energetico dei rifiuti, per un quantitativo massimo di 36 mila tonnellate all'anno. Il suo esercizio è stato autorizzato, tra l'altro, da provvedimenti del Comune (1998) e della Provincia di Terni (2009) per poter utilizzare quali combustibili, oltre ai rifiuti costituiti da scarti di legno vergine e vegetali e da biomasse, il pulper di cartiera, la pezza e pasta di linoleum e il legno derivate da selezione meccanica dei rifiuti. Recentemente l'impianto è stato acquistato dalla società Tozzi Holding di Ravenna, che in forza delle autorizzazioni previgenti potrà renderlo di nuovo operativo fino al 2019”.

Secondo Stufara, che ricostruisce tutto l'iter che portato all'entrata in funzione del termovalorizzatore, “l'autorizzazione rilasciata nel 2009 dalla Provincia di Terni non risulta essere rispondente alla normativa di settore, a cui peraltro si è ulteriormente derogato con la rimozione, sempre da parte della Provincia, della prescrizione sulla assoggettabilità alla valutazione di impatto ambientale”. Inoltre dall'incremento delle emissioni in atmosfera concesse e della potenza dell'impianto fino a 20 Mwt emergerebbe “un preoccupante discrezionalità in merito alle modalità di esercizio dell'impianto e a quelle di vigilanza, che rischia concretamente di riproporsi nel caso di una ripresa delle attività di incenerimento”. Il consigliere richiama “le decisioni assunte dall'Assemblea legislativa regionale con l'approvazione del Dap 2013 in merito al superamento dell'incenerimento quale strumento per la chiusura del ciclo dei rifiuti, come già previsto nella pianificazione d'ambito dell'Ati 4, che chiamano la Regione ad operare in tal senso anche rispetto alle attività di incenerimento dei rifiuti industriali, dannose per la salute umana e di ostacolo all'applicazione delle nuove tecnologie già disponibili e allo sviluppo del settore della Green Economy”.

Stufara conclude osservando che “non è più tollerabile il continuo, reciproco rimpallo di responsabilità da parte di enti diversi nei procedimenti di valutazione di attività, come quelle di incenerimento, il cui negativo impatto ambientale è ormai indiscutibile, come pure non è più tollerabile l'assenza di trasparenza e il crescente discredito in cui cadono le istituzioni nel momento in cui si sottraggono al compito di tutelare la cittadinanza e di assicurarne la partecipazione alle scelte”. MP/


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