LEGGE ELETTORALE: “CONSEGUENZE ANCHE REGIONALI DALLA SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE: ILLEGITTIMI LISTINO E PREMIO DI MAGGIORANZA” - LIGNANI MARCHESANI (FD'I) “GARANTIRE UNA GOVERNABILITÀ EQUA”
Il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani (Fd'I) intervenendo in merito alla recente sentenza della Corte Costituzionale sulla legge elettorale che, “in pratica ha delegittimato politicamente il Parlamento dei 'nominati' e reintrodotto di conseguenza il proporzionale puro e la preferenza singola”, sottolinea come, di fatto, questo scenario abbia “conseguenze anche per l’Assemblea Legislativa dell’Umbria, che ha nella sua legge elettorale il listino e un premio di maggioranza spropositato. E questi, secondo Lignani Marchesani, rappresentano “risvolti evidenti di illegittimità”.
(Acs) Perugia, 5 dicembre 2013 - “La recente sentenza della Corte Costituzionale sulla legge elettorale ha in pratica delegittimato politicamente il Parlamento dei 'nominati' e reintrodotto di conseguenza il proporzionale puro e la preferenza singola. E questo scenario ha, di fatto, delle conseguenze anche per l’Assemblea Legislativa dell’Umbria, che ha nella sua legge elettorale risvolti di illegittimità evidenti”. Lo scrive il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani (Fd'I) con riferimento, “primo fra tutti il 'listino', che di fatto nomina il 20 per cento degli attuali consiglieri regionali senza sottoporli al giudizio elettorale. È chiarissimo – continua - che non si può riproporre l’attuale spropositato premio di maggioranza al 65 per cento, che non serve alla governabilità, ma solo a far quadrare conti interni alla coalizione di centrosinistra”.
Per Lignani Marchesani, “altri dubbi emergono poi sulla potenziale introduzione della doppia preferenza 'di genere', considerato che c’è stata una pronuncia referendaria sulla preferenza unica. In sostanza – spiega -, è necessario provvedere ad una nuova legge elettorale in tempi brevi, dove scompaia il listino e venga garantita una governabilità 'equa' attraverso un premio che, comunque, non vada oltre il 60 per cento o, meglio, sia ulteriormente graduato al ribasso qualora la coalizione vincente non raggiunga la maggioranza assoluta dei voti. Parametri ancor più necessari – conclude - con una futura Assemblea Legislativa di sole venti unità, dove deve essere comunque garantita sia rappresentanza politica che territoriale”. RED/as