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ACCIAI SPECIALI TERNI: “IL GOVERNO NE FACCIA UNA QUESTIONE NAZIONALE O NON RIUSCIREMO PIÙ DIFENDERE IL NOSTRO PATRIMONIO INDUSTRIALE” - DE SIO (FD'I) CRITICA IL MINISTRO ZANONATO

In sintesi

Il consigliere regionale Alfredo De Sio (Fd'I) critica le dichiarazioni del ministro Zanonato, in visita alle acciaierie di Terni, definendole “scontate e deludenti”. Per De Sio il Governo deve fare della vicenda Ast una questione nazionale, utilizzando tutti gli strumenti a disposizione per non perdere ogni possibilità di difendere il patrimonio industriale.

(Acs) Perugia, 4 dicembre 2013 - “Parole che potremmo definire scontate e deludenti”: così il consigliere regionale Alfredo De Sio (Fd’I) commenta le dichiarazioni del ministro Zanonato in visita alle acciaierie di Terni e critica l'atteggiamento tenuto dal Governo italiano sulla vicenda Ast, “pieno di ignavia e inefficienza – secondo De Sio – con una sudditanza alle scelte che si stavano compiendo che è andata al di là di ogni previsione”. Per De Sio “adesso non c’è più tempo: o il Governo nazionale assume la situazione delle acciaierie di Terni come questione nazionale, utilizzando tutti gli strumenti a sua disposizione, oppure rischiamo di perdere per sempre ogni minima possibilità di difenderci adeguatamente da qualsiasi epilogo della vicenda”.

“Come la bella addormentata nel bosco – prosegue De Sio - il Ministro confessa il totale silenzio nel quale il governo italiano è stato tenuto rispetto al capovolgimento della trattativa di vendita. Il Governo – secondo il consigliere di centrodestra - non doveva interferire in una trattativa privata, ma esercitare uno scontato diritto di essere parte interessata a ciò che attiene alla strategia industriale delle multinazionali, avendo ricadute evidenti dirette ed indirette sull’economia italiana. Una cosa tanto ovvia quanto impossibile per un governo incapace in tutti i campi di comportarsi con schiena dritta davanti alle decisioni dei burocrati dell’Unione Europea”.

“Il ruolo dell'Italia in questa vicenda – prosegue -  è stato assolutamente carente. Mesi buttati via e adesso un ministro che viene a dirci 'vogliamo che si continui a produrre perché non ci interessano operazioni finanziarie'. Informiamo il Ministro che se prima qualcuno nutriva qualche dubbio, oggi il mondo intero ha la conferma che tutta l’operazione è stata e rischia di rimanere solo una grande speculazione, incurante di ogni dinamica legata a qualità, capacità e competitività del sito. È probabile, se non certo – conclude De Sio -, che l’Ast tornerà sul mercato, senza un’idea o un destino preciso, se non quello di raggiungere gli obiettivi che la proprietà aveva avviato con la procedura di vendita. La Commissione Europea continuerà fino a marzo a valutare il nulla e successivamente magari il commissario Almunia, indisturbato, ripeterà la litania che è in corso una trattativa delicata e riservata, un film già visto”. RED/pg
 


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