SCUOLA: CRITICHE AL DDL DELLA GIUNTA SU ISTRUZIONE E FORMAZIONE PROFESSIONALE – AUDIZIONE DELLA TERZA COMMISSIONE SU PIANO TRIENNALE DIRITTO ALLO STUDIO E SU IEFP
Audizione della Terza Commissione sul Piano triennale per il diritto allo studio e sul disegno di legge della Giunta che disciplina il sistema regionale di IeFP (Istruzione e formazione professionale): su quest'ultimo testo si registrano diverse critiche da parte dei rappresentanti degli istituti professionali dell'istruzione superiore scolastica.
(Acs) Perugia, 18 novembre 2013 – Si è svolta stamani, a cura della Terza Commissione del Consiglio regionale, l'audizione sul Piano triennale per il diritto allo studio e sul disegno di legge della Giunta “Disciplina del sistema regionale di istruzione e formazione professionale”, che prevede un triennio di offerta formativa sussidiaria in integrazione con le Agenzie formative per i ragazzi che intendano acquisire, dopo la scuola media, competenze sia di base che tecnico-professionali. Nell'audizione sono emerse delle critiche, soprattutto sul sistema di IeFP (Istruzione e formazione professionale), da parte del mondo della scuola pubblica: mancanza di chiarezza sul conseguimento delle qualifiche e “grave” ritardo con cui il provvedimento è stato reso noto, ad anno scolastico iniziato e quindi con tutte le difficoltà di applicazione e la carenza di orientamento per studenti e genitori. I dirigenti scolastici degli istituti professionali rivendicano inoltre il proprio ruolo e il valore del titolo di studio quinquennale, criticando un dispositivo di legge che favorisce le Agenzie formative senza valorizzare adeguatamente le risorse della scuola pubblica.
Nello specifico, il disegno di legge della Giunta regionale prevede: un primo anno di frequenza presso un istituto professionale in regime di sussidiarietà e in integrazione con le Agenzie formative, seguito da un 2° e 3° anno da trascorrere o nel canale dell'istruzione (presso gli Istituti professionali di Stato per il conseguimento del diploma quinquennale, ma con la possibilità di conseguire una qualifica al termine del 3° anno in regime di sussidiarietà) oppure nel canale della formazione professionale (presso le Agenzie formative accreditate per il conseguimento di una qualifica al termine del terzo anno). La Regione favorisce il passaggio tra sistemi formativi per il completamento della formazione; il diploma conseguito al termine del percorso quadriennale consente di sostenere l'esame di Stato per l'accesso all'Università. Altro obiettivo dichiarato è il contrasto alla dispersione scolastica, attribuendo a questo segmento educativo una funzione strategica nella crescita del Paese. Le risorse vengono dai fondi stanziati dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, dal Par Fsc e dal Fondo sociale europeo.
INTERVENTI:
GIORGIO GAROFALO (Istituto professionale “Orfini”, Foligno): “Con questa legge il sistema dell'istruzione professionale è messo a zero, perché con i diplomi che attestano una qualifica già dopo il triennio è più facile e più breve il percorso che porta all'esame di Stato. Se rimane così è una enormità tale da giustificare un ricorso al Tribunale amministrativo regionale dell'Umbria. Una legge così formulata sembra voler rendere stabile il sistema della formazione professionale come sistema delle agenzie, ma gli istituti professionali hanno già le capacità e la possibilità di risolvere l'integrazione in maniera adeguata. La formazione professionale deve essere svolta dentro l'istituto professionale, con gli insegnanti di italiano e di matematica che potrebbero essere integrati da personale delle agenzie formative. Non è compito della Regione fare una scuola privata per rilasciare diplomi: il diploma di qualifica non viene riconosciuto dal sistema dell'Istruzione”.
NORMA RAGGETTI (Confedir): “Come preside di istituto professionale non posso non tutelare gli studenti e il loro diploma, che deve essere spendibile sia in Italia che all'estero, ed anche la qualità degli insegnanti che hanno dovuto superare un esame di stato ed attendere a lungo in graduatoria prima di poter lavorare sulla base delle loro competenze. La scuola statale non è una qualsiasi agenzia formativa. L'istituto professionale è considerato perno determinante per lo sviluppo in molti Paesi UE. Così si distrugge la formazione professionale”.
GIANCARLO CENCETTI (Ufficio scolastico regionale Umbria): “Rispetto al testo del disegno di legge, va chiarito il significato degli anni di corso, inoltre è urgente, ad anno scolastico in corso, richiamare le regole che descriveranno l'esame di qualifica”.
GIUSEPPE METASTASIO (Istituto “Casagrande”, Cesi): “Va specificato in cosa consiste la qualifica del IV anno, così è troppo semplificato, non dice niente. E va chiarito con urgenza, se no si viene a lasciare mano libera a chi scrive le circolari, di fatto applicando la legge. C'è un percorso per arrivare agli esami di Stato, ma è molto confuso. Un quarto anno in questa maniera fa intravedere problemi che non sono gestibili. Penso che si potrebbero dare dei crediti per accedere al quarto anno, e poi dare la possibilità di acquisire quello che manca”.
STEFANO QUADRAROLA (Federazione italiana scuole materne): “Siamo venuti per il diritto allo studio e dobbiamo dire che il documento riguarda solo in minima parte il nostro mondo, contiene dati approssimativi e tocca tematiche, a nostro avviso, improprie. Bene ha fatto la Toscana a stilare una convenzione Fism-Regione, che prevede dei voucher per le famiglie a basso reddito da spendere nelle scuole materne, creando un enorme risparmio di risorse pubbliche. Così si rischia una guerra tra poveri e, se non si interviene, siamo destinati a chiudere”.
GIULIO SALERNO (CNOS FAP): “Purtroppo per la scuola è nato un settore dell'istruzione che non è scolastico: la Costituzione distingue nettamente l'istruzione dalla formazione professionale e il sistema di IeFP è di competenza delle Regioni, mentre è altrettanto chiaro che è lo Stato che disciplina gli Istituti professionali e non lo può fare la Regione. Sono due percorsi che devono essere lasciati distinti, come ha sentenziato anche la Corte Costituzionale, censurando la Toscana che aveva previsto un percorso integrato presso le agenzie formative per il 2° e per il 3° anno”.
PAOLO ARCELLI (Cna): “Siamo soddisfatti per lo sforzo di arrivare alla parità fra gli istituti per l'istruzione superiore e la formazione professionale, allo scopo di migliorare il settore generando occupazione. La riscoperta dell'artigianato, e quindi della manualità e del saper fare, appare quanto mai importante nella contingenza attuale”.
FEDERICO FIORUCCI (Confcommercio): “Abbiamo investito molto sull'alternanza scuola-lavoro e la sussidiarietà non può rimanere soltanto uno slogan elettorale, per poi perdere consistenza nei testi di legge. L'integrazione rimane difficile, con un bando uscito a settembre che non ha consentito un adeguato orientamento”. PG/