SCIOPERO 15 NOVEMBRE: “GIORNATA DI PROTESTA GIUSTA E DA SOSTENERE” - IL SOSTEGNO DI MARIOTTI (PD) ALLA MOBILITAZIONE SINDACALE DI DOMANI
Manlio Mariotti, consigliere regionale del Partito democratico, ritiene che quello di domani sia uno sciopero generale “giusto e da sostenere”. Per Mariotti servirà a sottolineare le difficoltà economiche, sociali e occupazionali dell'Umbria contestando una legge di stabilità che risulterebbe inadeguata a contrastare la crisi.
(Acs) Perugia, 14 novembre 2013 - “Quello indetta per domani in Umbria unitariamente dai sindacati confederali è una giornata di sciopero generale giusta e da sostenere. Una mobilitazione che nella nostra regione avrà la durata di 8 ore proprio per sottolineare la particolare gravità delle difficoltà economiche, sociali ed occupazionali che attanagliano l'Umbria in un contesto di crisi recessiva che colpisce duramente il paese”. Lo afferma il consigliere regionale Manlio Mariotti (Pd).
“La proposta di legge di stabilità attualmente in discussione in Parlamento – rileva Mariotti - non è in grado di dare risposte alle cause ed agli effetti della crisi in atto e neppure di conseguire gli obiettivi dallo stesso Governo ripetutamente dichiarati. Non ha una concreta funzione anti ciclica, non è in grado si rilanciare la domanda interna ed i consumi, non abbassa il carico fiscale su chi lavora e produce, non riavvia un credibile percorso di sviluppo economico e di creazione di nuovi posti di lavoro, soprattutto per le nuove generazioni. La crisi non è affatto finita e le politiche del Governo non sono adeguate a contrastarla con equità ne a dispiegare interventi strutturali per superarla. Invece di misurarsi con la sfida di dare al paese un progetto di futuro e di speranza, tutto resta impantanato in una sterile e contraddittoria discussione sulla morte, prima, e resurrezione, poi, della tassa sulla casa”.
Secondo il consigliere regionale “l'Umbria sta risentendo in maniera pesante delle difficoltà del paese e le caratteristiche tanto del suo modello socio-economico che del suo sistema produttivo risultano più permeabili alle ripercussioni regressive della crisi. Lo dimostrano molti dati e indagini, non ultime quelli forniti anche nei giorni scorsi dalla Banca d'Italia. Il perdurare di una carenza strategica di interventi del Governo nazionale per rilanciare una prospettiva di crescita produttiva ed occupazionale espone l'Umbria ad un serio rischio di depauperamento del suo apparato industriale e ad uno smottamento del tessuto di coesione sociale. Per questo devono essere adottate scelte ed individuati strumenti straordinari per invertire la china di un pericoloso declino soprattutto del suo sistema manifatturiero industriale. In questo senso – conclude - va condivisa e sostenuta la proposta, avanzata anche dai sindacati, di far riconoscere i territori umbri più duramente colpiti da crisi settoriali strutturali, dall'area ternana per la siderurgia e la chimica a quella della fascia appenninica per gli elettrodomestici, come area di crisi complessa ai sensi del decreto attuativo della d.l. '83/2012'. Uno strumento che può mobilitare politiche e risorse in grado affrontare in termini di sistema il rilancio dell'industria manifatturiera di base e di quella di trasformazione e riaprire una possibile e credibile via alla ripresa dello sviluppo della nostra regione”. RED/mp