Regione Umbria - Assemblea legislativa


STRADA E78: “BENE ROMETTI E CECCARELLI, MA VERIFICHEREMO ALLA PROVA DEI FATTI GLI IMPEGNI PRESI” - NOTA DI LIGNANI MARCHESANI (FD'I)

In sintesi

Il consigliere regionale  Andrea Lignani Marchersani (Fd'I) condivide quanto affermato dagli assessori regionali ai trasporti di Umbria e Toscana in merito al futuro della strada E 78. Per Lignani l'opera potrà “far vivere il tessuto economico dell’Alta Valle del Tevere” solo se verranno evitati mobilitazioni e false partecipazioni, che porterebbero “un misero tornaconto elettorale immediato” a danno del futuro sviluppo del territorio.

 

(Acs) Perugia, 30 ottobre 2013 - “Non si possono che condividere le parole degli assessori ai trasporti di Umbria e Toscana, pronunciate durante la recente assemblea della Confindustria valtiberina. Non solo perché è stata sposata la linea del progetto pubblico-privato, che era peraltro possibile percorrere fin dal lontano 2001; non solo per la condanna delle risse istituzionali del passato, che hanno impedito l’avanzamento dell’opera; ma soprattutto per la presa di distanza, da tempo necessaria e più volte rimarcata dal sottoscritto, da qualsivoglia comitato popolare che intenda mettersi di traverso alla realizzazione dell’opera, il tutto per interessi il più delle volte di natura legittima, ma privata”. Lo afferma il consigliere regionale Andrea Lignani Machersani (Fd'I), rilevando che “viene confermato che la futura E 78 avrà un capitale ed una gestione privata 'a tempo' e che la sua realizzazione potrà costare sensibilmente meno (da 4,5 a 2,9 miliardi di euro) se si effettueranno scelte necessarie di taglio di gallerie e viadotti, che avrebbero impatti ambientali sicuramente più onerosi. Ma, se si vuol far vivere il tessuto economico dell’Alta Valle del Tevere, non c’è scelta e, se non si vuole disincentivare l’investitore privato e la disponibilità del residuo capitale pubblico, occorre evitare le solite mobilitazioni, frutto della malattia di protagonismo di alcuni e della tutela, ripetiamo, legittima, del 'proprio giardino' fatto da altri. Cosa che avverrebbe con qualsiasi scelta, non esistendo il tracciato perfetto”.

Per Lignani Marchesani “se ci si vuole salvare ed ottenere la strada in sette anni, bisogna finire con la falsa partecipazione e introdurre politiche degli enti locali finalizzate a disincentivare ricorsi e a ristorare adeguatamente gli espropriati, attraverso varianti urbanistiche o la cattura di valore. Chiunque si metta di traverso avrà la responsabilità del futuro delle prossime generazioni. A cominciare da chi, per meschini calcoli elettorali a pochi mesi dalle scadenze amministrative, preferirà un misero tornaconto immediato elettorale al futuro sviluppo del territorio. Vedremo se alle parole condivisibili seguiranno i fatti anche da parte delle Amministrazioni, tutte politicamente omogenee agli assessori regionali intervenuti”. RED/mp


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